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Albania, cresce la protesta contro il resort di lusso legato al genero di Trump. Da Fermo un appello: «L’Albania non si vende»

15 Giugno 2026

La contestazione contro i grandi investimenti turistici lungo la costa albanese si allarga e assume una dimensione sempre più internazionale. Nelle ultime ore circa 200 manifestanti hanno abbattuto le recinzioni metalliche e il filo spinato che delimitavano il cantiere di un futuro complesso residenziale di lusso sulla costa adriatica dell'Albania, dando vita a uno degli episodi più significativi della mobilitazione che da settimane attraversa il Paese.

Al centro delle proteste c'è un progetto turistico sostenuto da una società collegata a Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L'investimento, che secondo diverse stime raggiungerebbe i 4 miliardi di dollari, punta a trasformare alcune delle aree costiere più pregiate dell'Albania, comprese zone di elevato valore naturalistico caratterizzate dalla presenza di fenicotteri rosa, tartarughe marine e habitat protetti.

Nel villaggio di Rrjoll, nel nord-ovest del Paese, gli abitanti denunciano l'esproprio dei terreni e la mancanza di un reale confronto con le comunità locali. Sventolando bandiere nazionali e scandendo slogan come «Rivoluzione», i manifestanti hanno rimosso le barriere del cantiere chiedendo il riconoscimento dei propri diritti. «Le proteste non si fermeranno finché gli abitanti non saranno risarciti», hanno ribadito alcuni proprietari terrieri, denunciando una situazione che rischia di alimentare ulteriori tensioni sociali.

Da Fermo la solidarietà alla mobilitazione albanese

La protesta ha trovato eco anche nelle Marche. Oltre 150 persone si sono infatti ritrovate nel pomeriggio a Lido di Fermo, in piazza Giorgio Castriota Skanderbeg, per una manifestazione che ha riunito cittadini di origine albanese provenienti da tutta la regione e dall'Abruzzo insieme a numerosi italiani.

L'iniziativa, promossa da Diana Pili e da altri rappresentanti della comunità albanese, ha posto al centro la tutela delle aree naturali di Narte, Zvernec e Rrjoll. Numerosa la presenza di famiglie e bambini, indicati dagli organizzatori come simbolo della responsabilità verso le future generazioni. «L'Albania non si vende» è stato lo slogan che ha accompagnato l'intero pomeriggio. «La nostra è una mobilitazione civica, senza appartenenze politiche, nata per difendere il presente e il futuro del nostro Paese», ha sottolineato Diana Pili.

Alla manifestazione hanno preso parte anche rappresentanti del mondo associativo, culturale e professionale della diaspora albanese. Gli organizzatori hanno infine annunciato la volontà di promuovere nuove iniziative nelle Marche per mantenere alta l'attenzione sulla vicenda. (foto da ispionline.it)

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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