
di Raffaele Vitali
FALERONE - Un pomeriggio per ascoltare, confrontarsi, fare domande e cercare risposte. Gli imprenditori di Confindustria Fermo, guidati da Elisabetta Pieragostini, hanno incontrato, all’interno di Casa Castelli a Falerone, Matteo Marzotto, presidente di Minerva Hub, il gruppo che conta su oltre 1400 dipendenti unendo venti aziende specializzate (tra cui la fermana Sp Plast) in finiture, materiali e processi all’avanguardia per accessori destinati al mondo del fashion luxury.
Lo abbiamo intervistato. “Il mondo sta cambiando troppo velocemente per continuare a fare le cose come si sono sempre fatte. Servono coraggio, apertura mentale e capacità di collaborare”.
Marzotto, avete partecipato a Milano Unica e a Lineapelle. Che indicazioni arrivano dal mercato?
“Abbiamo fatto un investimento importante in comunicazione e marketing, sia a Milano Unica sia a Lineapelle. È stato un impegno rilevante, ma siamo convinti che Milano sia tornata al centro del mondo per il nostro settore. Va riconosciuto il grande lavoro fatto dagli organizzatori, che sono riusciti a riportare la manifestazione ai massimi livelli internazionali, contendendo il primato alla francese Première Vision. Per noi, che operiamo in modo trasversale su diversi comparti del lusso, è stata un'esperienza molto positiva. La qualità dei clienti che abbiamo incontrato è stata davvero eccezionale”.
La fiera continua quindi ad avere un ruolo strategico?
“Ne sono convinto. Mi sono occupato per molti anni di fiere nel fashion e nel lusso e ho maturato la convinzione che, per il Made in Italy, lo strumento fieristico rappresenti ancora il 75-77% dell'export. Le fiere portano le aziende italiane nel mondo. I grandi gruppi possono costruire autonomamente la propria rete commerciale, ma per le piccole e medie imprese restano il principale strumento per farsi conoscere sui mercati internazionali. I format possono evolvere, ma la fiera rimane uno straordinario strumento di marketing”.
Che sensazioni avete raccolto sull'andamento del mercato?
“La speranza è che si sia finalmente arrivati a un appiattimento della curva negativa che dura ormai da tempo e che possa iniziare una graduale ripresa. Credo che i primi segnali possano arrivare più dal comparto dell'abbigliamento che da quello degli accessori. Noi continuiamo a investire molto in prodotti, processi e organizzazione per essere sempre più veloci, flessibili e vicini alle esigenze dei clienti”.
Quanto hanno inciso su mercato e prodotti i numerosi cambi ai vertici creativi delle grandi maison?
“Hanno inevitabilmente creato uno squilibrio. Quando cambia un direttore creativo si genera sempre un momento di assestamento; se poi i cambiamenti coinvolgono contemporaneamente una dozzina di grandi brand internazionali, è normale che serva tempo prima che il sistema ritrovi il proprio equilibrio”.
In questo contesto il modello Minerva Hub si sta dimostrando vincente?
“Credo di sì. L'insieme vale più della somma delle singole parti. Mettiamo a disposizione competenze nello sviluppo del prodotto e dei processi, garantiamo maggiore velocità, affidabilità nelle consegne, qualità e un forte presidio su ESG, tracciabilità e impatto. Sono tutti elementi che oggi fanno la differenza”.



Durante l’incontro con gli imprenditori di Confindustria Fermo ha parlato dell'importanza della filiera. È questa la strada per il futuro?
“La piccola e media impresa italiana deve trovare il coraggio di mettersi insieme. Serve un salto culturale. Minerva Hub dimostra che è possibile creare valore condiviso, con benefici economici e un ampliamento degli orizzonti. Esistono modelli di governance che permettono a tutti di ottenere vantaggi reciproci. Certo, essere padroni assoluti della propria azienda è più semplice, ma il mondo di oggi richiede nuove forme di collaborazione”.
Che reazione ha trovato tra gli imprenditori?
“Spero di aver lasciato qualche spunto di riflessione. Io porto semplicemente la testimonianza di una storia vera. Oggi affrontare da soli un mercato globale, con una concorrenza sempre più aggressiva, soprattutto dall'Estremo Oriente, è molto difficile. Io partirei da una domanda semplice: chi è il mio concorrente più affine, con cui potrei costruire un progetto? Mi siederei a un tavolo e valuterei insieme le opportunità. Non servono grandi investimenti iniziali: serve soprattutto la volontà dell'imprenditore. Poi consulenti e professionisti aiutano a tradurre quell'idea in un progetto concreto”.
Che valore hanno incontri come quello di oggi con Confindustria?
“Ho grande stima dell'associazionismo territoriale. È uno strumento di crescita e di grande positività. Se le imprese partecipano attivamente alla vita associativa possono ottenere molto e, allo stesso tempo, contribuire allo sviluppo del territorio. Per questo mi fa sempre piacere confrontarmi direttamente con gli imprenditori”.
Quali sono le prossime del gruppo?
“Continuiamo a investire. Abbiamo aperto uno showroom permanente a Parigi, avvicinandoci ancora di più ai grandi brand internazionali del lusso. Oggi non basta incontrare i clienti durante le fiere: bisogna dialogare con loro tutto l'anno, presentando continuamente nuovi prodotti e nuovi processi”.
Minerva Hub continuerà a crescere anche attraverso nuove acquisizioni?
“Oggi la priorità è integrare al meglio le realtà che fanno già parte del gruppo. Se dovessero emergere opportunità interessanti le valuteremo, ma questa è soprattutto la fase del consolidamento”.
Le Marche sono ancora un territorio strategico?
“Le Marche sono uno dei distretti più importanti della moda italiana e per Minerva Hub rappresentano un territorio di grande interesse, abbiamo già tre aziende al nostro interno. Continueremo a guardare con attenzione a questa realtà, nel caso si aprissero opportunità”.
Cosa manca a questa regione?
“Si certo non il patrimonio industriale straordinario, ma devono imparare a raccontarsi meglio e ad affrontare insieme le sfide del futuro. Una terra ricca di competenze e di qualità, che meriterebbe infrastrutture e collegamenti migliori per essere ancora più competitiva”.
Marzotto, dopo quarant'anni nella moda e alla soglia dei sessant'anni, cosa la motiva ancora?
“Lavorare è bello. Ogni giorno cerco di capire cosa sta accadendo e di anticipare il cambiamento. Mi entusiasma vedere Minerva Hub che cresce e si consolida e osservare imprenditori che hanno costruito la propria azienda trasformarsi in protagonisti di una filiera più ampia. Oggi non sono il più operativo del gruppo: abbiamo un amministratore delegato e colleghi che seguono la gestione quotidiana. Il mio contributo è soprattutto di coordinamento e facilitazione, anche culturale. Aiutare un imprenditore, abituato a decidere tutto da solo, a entrare nella logica di un gruppo è una sfida affascinante”.
