
FERMO – Squadra che vince non si cambia, ma si potenzia. È questo che fa la Camera della Moda Italiana che ha confermato, per altri due anni, Carlo Capasa alla presidenza. ''Ringrazio i soci per la fiducia che mi hanno nuovamente accordato. Accolgo questo incarico con grande senso di responsabilità, in un momento in cui la moda italiana è chiamata ad affrontare sfide importanti, e al tempo stesso, a riaffermare il proprio valore strategico per il Paese” sottolinea il presidente.
Che annuncia subito una nuova sfida. “Attraverso dati e analisi vogliamo contribuire a raccontare la moda italiana in tutte le dimensioni che la compongono, offrendo una lettura ampia del valore economico, culturale, occupazionale, sociale e innovativo che la nostra industria genera ogni giorno per il Paese. Nasce così 'Il Bello della Moda’, il primo osservatorio dedicato a misurare il valore sistemico del nostro settore”.
Insieme con Camera della Moda agiscono McKinsey & Company e IntelliSurvey. L’Osservatorio si svilupperà attraverso una serie di pubblicazioni periodiche dedicate alle diverse dimensioni che compongono la moda italiana.
Le prime evidenze confermano il ruolo strategico della moda italiana: il settore rappresenta circa il 5% della produzione industriale italiana e si fonda su una filiera produttiva diffusa in 47 province, che sostiene oltre 500 mila occupati diretti e circa un milione di addetti considerando l'intera catena del valore.
La moda si conferma inoltre uno dei principali fattori di attrattività internazionale dell'Italia: fino al 70% degli studenti delle principali scuole di moda italiane proviene dall'estero e quasi 7 visitatori su 10 indicano la moda tra le principali ragioni della scelta dell'Italia come destinazione di viaggio.
“Misurare il valore della moda - ha commentato Gemma D'Auria, Senior Partner di McKinsey & Company e responsabile globale della practice Apparel, Fashion & Luxury - significa riconoscerne il ruolo strategico per la competitività dell'Italia. L'Osservatorio nasce per evidenziare il contributo di un settore che crea occupazione, valorizza i territori, coinvolge l'intera filiera e rafforza l'attrattività economica, culturale e internazionale del Paese”.
Spesso il mondo imprenditoriale si interroga sul perché la Camera della Moda conti così tanto. Una risposta arriva dai componenti del nuovo consiglio direttivo per il biennio 2026-2028: Francesca Bellettini (Gucci), Riccardo Bellini (Valentino), Roberta Benaglia (MSGM), Lorenzo Bertelli (Prada Group), Alfonso Dolce (Dolce & Gabbana), Leonardo Ferragamo (Salvatore Ferragamo), Luca Lisandroni (Brunello Cucinelli), Luigi Maramotti (Max Mara Fashion Group), Giuseppe Marsocci (Giorgio Armani), Ramon Ros (Fendi), Renzo Rosso (OTB), Remo Ruffini (Moncler Group), Carla Sozzani (Magliano) ed Ermenegildo Zegna (Ermenegildo Zegna Group).
In particolare, Lorenzo Bertelli subentra al padre Patrizio ed entrano in consiglio Bertocci per Armani e Lisandroni per Cucinelli, mentre ne escono Angela Missoni e Massimo Ferretti.
Raffaele Vitali
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