
FERMO – C’è una ricercatrice fermana tra le sei premiate a livello nazionale all’interno del programma "L'Oréal Italia per le Donne e la Scienza". Per ogni ricercatrice, 20mila euro. A partire dalla XXII edizione italiana, in accordo con la giuria, le borse di studio sono diventate dei veri e propri Premi con l'obiettivo di coinvolgere un numero più ampio di ricercatrici e avere una maggiore compatibilità con altre borse di studio che le candidate potrebbero ottenere.
“Noi vogliamo un supporto concreto per giovani ricercatrici che potranno, grazie al premio, portare avanti la propria attività di ricerca e il proprio progetto di studio in Italia. Il bando di questa edizione ha raccolto oltre quattrocento candidature” spiega Ninell Sobiecka, presidente e AD di L'Oréal Italia.
A brillare è stata Selene Tomassini, ingegnera biomedica e ricercatrice nel campo dell'intelligenza artificiale applicata alla medicina. Cresciuta alla Politecnica, i suoi studi si concentrano sullo sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni cliniche nella diagnostica per immagini. Il titolo della sua ricerca, in corso all’università di Trento, è mAInds: modality-aware AI for neuro-oncological decision support.
In 28 anni il programma ha sostenuto più di 4.900 ricercatrici di oltre 140 paesi, premiando l'eccellenza scientifica e ispirando le generazioni di giovani donne a perseguire la loro carriera. Sette di queste scienziate, dopo aver vinto il premio L'Oréal-UNESCO, sono state insignite del premio Nobel: tra loro Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna, vincitrici del Nobel per la Chimica nel 2020 e Anne L'Huiller e Katalin Karikò vincitrici del Nobel per la Fisica e la Medicina nel 2023.

“Le sei giovani eccellenze che premiamo oggi non si distinguono solo per il rigore dei loro progetti — che spaziano dalla medicina molecolare all'applicazione dell'Intelligenza Artificiale — ma diventano veri e propri modelli di riferimento per le prossime generazioni. Perché il mondo ha bisogno della scienza, e la scienza ha mai come ora bisogno delle donne" aggiunge Sobiecka.
Per L’Oreal è un impegno che da vent’anni prosegue nel campo della parità di genere nella ricerca scientifica. Le disuguaglianze di genere nascono ben prima dell'ingresso nel mondo del lavoro, spesso nelle scelte. I percorsi immaginati divergono in modo significativo già in età precoce.
Le professioni tecnico-scientifiche, infatti, attraggono il 31% dei ragazzi ma solo l'11% delle ragazze, e oltre la metà delle giovani non ha figure a cui ispirarsi al di fuori dalla cerchia quotidiana. “Per incidere realmente sul gender gap nelle STEM occorre agire in anticipo, ampliando fin da subito l'orizzonte delle possibilità e rendendo visibili percorsi professionali alternativi e inclusivi” ribadisce l’azienda.
Tornando al premio, la giuria, composta da un panel di illustri professori universitari ed esperti scientifici italiani e presieduta dalla Professoressa Lucia Votano, dirigente di ricerca affiliata presso l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, dopo un'attenta valutazione ha selezionato le sei ricercatrici più meritevoli per i loro progetti.
A essere premiate, con Selene Tomassini, ci sono: Maria Cristina Baglio, astrofisica; Martina Fiumara, medicina molecolare; Taira Giordani, fisica; Lucrezia Laccetti, botanica; Elena Monti, fisiologa.
