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I teatri delle Marche sono Patrimonio Mondiale Unesco. Acquaroli: traguardo storico. Brinda Fermo

26 Luglio 2026

BUSAN (Corea del Sud) – Le Marche entrano nella storia della cultura mondiale.

Nel corso della 48ª sessione del Comitato Unesco, in corso a Busan, in Corea del Sud, è stato ufficialmente iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale il sito seriale "Il sistema dei teatri condominiali all'italiana dell'Italia centrale del XVIII e XIX secolo", candidatura promossa dalla Regione Marche insieme a Emilia-Romagna e Umbria, con il coordinamento del Ministero della Cultura.

Si tratta di un riconoscimento che consacra definitivamente le Marche come "regione dei teatri", territorio che vanta la più alta concentrazione al mondo di teatri condominiali.

Un riconoscimento dal valore internazionale

L'iscrizione nella lista Unesco rappresenta un risultato di grande prestigio per l'intero patrimonio culturale marchigiano e italiano. Con questo nuovo sito, l'Italia conferma inoltre il proprio primato mondiale, raggiungendo quota 62 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale.

A rappresentare la Regione Marche a Busan sono stati il sottosegretario alla Presidenza Silvia Luconi e la dirigente della Direzione Cultura Daniela Tisi.

Acquaroli: "Una pagina storica"

Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che ha definito il riconoscimento "un motivo di enorme orgoglio e una grandissima emozione".

Secondo il governatore, il riconoscimento certifica il valore universale di un patrimonio unico al mondo e rafforza l'identità delle Marche come terra dei teatri. Acquaroli ha sottolineato come il percorso di candidatura, avviato all'inizio della legislatura, sia stato il frutto di un lungo lavoro istituzionale condiviso con il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari Esteri, gli esperti e la struttura regionale.

L'obiettivo, ha spiegato, è ora quello di dare ancora maggiore visibilità internazionale all'intera rete dei teatri storici marchigiani e all'intero territorio regionale.

Luconi: "Da oggi inizia una nuova responsabilità"

Per il sottosegretario Silvia Luconi il riconoscimento rappresenta un punto di partenza più che di arrivo.Ha ricordato come la candidatura, iniziata nel 2020, abbia richiesto un complesso percorso di valutazione e come i teatri all'italiana rappresentino la storia, l'identità e il valore architettonico delle comunità marchigiane.

L'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale, ha evidenziato, comporta un rinnovato impegno nella tutela, nella conservazione e nella trasmissione di questo patrimonio alle future generazioni, oltre a ribadire il valore della cooperazione internazionale nella salvaguardia dei beni culturali.

I teatri condominiali

Costituiscono una peculiarità dell'Italia centrale e in particolare delle Marche.

Furono realizzati tra il XVII e il XIX secolo grazie a un modello innovativo: la costruzione veniva finanziata attraverso l'acquisto dei palchi da parte delle famiglie locali, che diventavano così proprietarie e partecipavano anche alla gestione del teatro.

Questi edifici non sono stati soltanto luoghi dedicati allo spettacolo, ma hanno rappresentato per secoli il centro della vita sociale, culturale ed economica delle comunità, contribuendo alla crescita dei borghi e delle città.

Un'opportunità per il territorio

Il riconoscimento Unesco apre nuove prospettive per tutto il sistema dei teatri storici marchigiani. Oltre a garantire maggiore tutela e conservazione del patrimonio, favorirà la promozione turistica internazionale, nuove attività di ricerca e formazione e una valorizzazione ancora più ampia di un patrimonio diffuso che rappresenta uno dei tratti distintivi dell'identità marchigiana.

La candidatura è stata promossa dalla Regione Marche con il supporto tecnico-scientifico del Ministero della Cultura e il coinvolgimento delle Regioni Emilia-Romagna e Umbria, insieme ai Comuni e ai numerosi enti territoriali interessati.

Un lavoro condiviso che ha portato al riconoscimento di un sistema teatrale unico, nato oltre tre secoli fa e ancora oggi vivo grazie all'impegno delle comunità locali.

I teatri Unesco

Sono 10, sui 18 arrivati alla selezione finale, i teatri storici distribuiti tra Marche, Umbria ed Emilia-Romagna, considerati i migliori esempi del sistema dei teatri condominiali all'italiana.

Ben 8 si trovano nelle Marche, a conferma del ruolo centrale della regione nella nascita e nello sviluppo di questo modello architettonico e sociale. Per il fermano promosso a Teatro dell'Aquila niente da fare invece per Porto San Giorgio. Esclusi anche Tolentino e Pesaro.

I magnifici dieci. 1. Teatro Angelo Mariani, Sant'Agata Feltria 2. Teatro Pergolesi, Jesi 3. Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno 4. Teatro Serpente Aureo, Offida 5. Teatro dell'Aquila, Fermo 6. Teatro Lauro Rossi, Macerata 7. Teatro Feronia, San Severino Marche 8. Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano 9. Teatro Bramante, Urbania 10. Teatro Nuovo Gian Carlo Menotti, Spoleto.

Insieme rappresentano un patrimonio architettonico e culturale unico, nato dalla partecipazione diretta delle comunità locali e ancora oggi simbolo dell'identità dei territori dell'Italia centrale.

"Alcuni teatri sono rimasti esclusi proprio all'ultimo momento per motivazioni differenti, da quello che non era in funzione a quello che ha avuto un restauro non completamente appropriato. Ma - ribadisce la delegazione marchigiana - l'importanza della presenza di tutti i teatri che UNESCO ha selezionato ha permesso di tagliare il traguardo".

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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