
FERMO – C’è voluta la quarta sconfitta su quattro in questa tornata di amministrative per convincere Chantal Bomprezzi a dimettersi da segretaria del Partito Democratico delle Marche.
Era bastato molto meno a Sandro Vallasciani, esponente di punta del Pd di Fermo, per lasciare invece il suo ruolo di vicesegretario cittadino.
Una decisione, quella di Vallasciani, arrivata dopo lo spoglio che ha sancito la pesante sconfitta della coalizione nel capoluogo fermano e la vittoria del civismo di Scarfini. Vallasciani, senza esitare, si è chiamato fuori dal direttivo e oggi ha completato l’opera riconsegnando le chiavi della sede cittadina dei Dem.

Per Bomprezzi questa scelta era attesa da mesi. Ma il ko alle Regionali non l’aveva convinta a fare il passo indietro. C’erano ancora le amministrative per riscattarsi. L’illusione del ballottaggio maceratese l’ha fatta attendere ancora, dopo che aveva perso anche a casa sua, Senigallia, con il marito candidato.
"Le mie dimissioni sono irrevocabili", ha annunciato oggi. Decisiva, appunto, la sconfitta del campo largo guidato da Tittarelli a Macerata, che ha ottenuto il 45,4% contro il 54,3% delle preferenze di Sandro Parcaroli, sindaco uscente in quota Lega.
La sconfitta del centrosinistra alle Regionali, dove era stato candidato Matteo Ricci, aveva fatto salire la tensione in casa Dem. Le vittorie al primo turno per l’elezione dei sindaci di Fermo, Senigallia e San Benedetto del Tronto hanno finito per mettere ulteriormente in discussione il ruolo della segretaria regionale.
In arrivo, per il Pd marchigiano, un commissario: potrebbe essere l’ex sindaco di Rimini Andrea Gnassi, che ha già un ruolo analogo nel Pd di Fermo.
Ma c’è chi auspica una rapida convocazione del congresso, proprio per evitare ciò che ha caratterizzato anche il Fermano, con annessa sconfitta.
Secondo quanto prevede lo Statuto del partito, entro 30 giorni dovrà essere convocata un’assemblea interna dalla presidente dell’assemblea regionale, Silvia Venerucci. Il congresso regionale del partito è previsto a febbraio 2027.
Ma Fabrizio Cesetti, consigliere regionale Dem, la vede diversamente: "Si devono individuare i nuovi organismi regionali che devono preparare anche le prossime elezioni politiche. Non è pensabile che venga qualcuno catapultato da Roma".
Cesetti riconosce a Bomprezzi l’onore delle armi e sottolinea che "le sconfitte non hanno solo un padre o una madre. Quello che è mancato è stata un’unità vera, sostanziale, nel Partito Democratico e nel campo largo, che tra l’altro ha dimostrato nelle Marche di non essere sufficiente per competere nelle singole realtà territoriali, nei Comuni come nella Regione".
Congresso, quindi, e presto: "Servono confronto e anche scontro democratico, se vogliamo. Quindi è necessario che chi vuole ambire a quel ruolo si misuri democraticamente con un congresso, che deve essere indetto al più presto. Vanno evitati commissariamenti: le Marche devono farne a meno perché abbiamo già dato abbastanza sotto questo aspetto".
Aggiunge Valeria Mancinelli, consigliera regionale ed ex sindaca: "Se c’è una maggioranza per eleggere un nuovo segretario, si può fare. Lo verificheremo da qui a un mese, un mese e mezzo".
r.vit.
