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Consiglio comunale, Di Ruscio rinviato a settembre. Nuove deleghe di Scarfini. Girfalco e biodigestore, domande e risposte tra gli striscioni

21 Luglio 2026

FERMO – Si apre alle 18.50 il Consiglio comunale in cui tutti attendono una sola cosa: Saturnino Di Ruscio resterà o no consigliere comunale? Nei giorni scorsi la Giunta si era espressa in maniera favorevole, ma in Consiglio le posizioni diverse si susseguono. Prima di arrivare al punto numero uno, però, ci sono le comunicazioni del sindaco e le interrogazioni, di cui due proprio dell'ex primo cittadino.

Nel suo breve intervento, Alberto Maria Scarfini annuncia quanto anticipato in campagna elettorale: assegnare compiti specifici ad alcuni consiglieri di fiducia. A Francesco Catini vanno i rapporti con le contrade e il percorso di gara della Cavalcata; a David Cinti le politiche per la sicurezza e le famiglie numerose; a Giordano Fabrizi la promozione turistica e culturale della Cavalcata; a Stefano Faggio i centri sociali e la manutenzione degli impianti sportivi; a Paola Gaggia la programmazione e la manutenzione della viabilità e dei parchi; a Luigi Rocchi le politiche per i minori e la comunità educante; a Giulio Cesare Pascali lo sport, delega particolarmente cara al sindaco.

Si passa così alle interrogazioni, tante, forse troppe, visto che il regolamento prevede appena 30 minuti complessivi. Si parte con il capogruppo Saturnino Di Ruscio sulla riqualificazione del Girfalco.

Spagnoli chiede di anticipare, come ordine del giorno, l'interrogazione relativa ai militari israeliani in vacanza nel Fermano, ma il regolamento non lo consente. Tocca quindi a Di Ruscio: «Il Girfalco è l'elemento che più caratterizza la città». Cita un agronomo di Bologna, scomparso nel 2022, per sostenere che il Girfalco rappresenta per gli esperti di giardini storici ciò che Rubens è per i critici d'arte. «Mille cittadini hanno firmato una petizione, credo meritino rispetto. Tutto va fatto con un occhio esperto che valuti il contesto globale, che include la casa del custode e la Casina», prosegue Di Ruscio, chiedendo di sospendere i lavori e aprire un confronto per migliorare il progetto.

A rispondere è l'assessora Maria Antonietta Di Felice: «Trovo questa interrogazione offensiva, come se non avessimo studiato prima di progettare. L'intervento è coerente con il finanziamento ottenuto, con le reali condizioni dell'area e con il contesto storico. La nostra non è una semplice manutenzione: le risorse fanno parte del progetto di rigenerazione urbana». E precisa: «Nessuno vuole modificare il Girfalco, vogliamo restituire uno spazio più verde, più sicuro e più valorizzato».

L'assessora rivendica quindi il nuovo ascensore: «La sua messa in funzione modificherà l'accesso al parco, rendendo necessari nuovi percorsi interni ed eliminando le barriere architettoniche. Avremo un parco accessibile a tutti: anziani, famiglie con passeggini, persone con disabilità». Tornando al progetto aggiunge: «Abbiamo effettuato analisi storiche, approfondimenti botanici, archeologici e paesaggistici».

«Con 1,3 milioni di euro abbiamo concentrato gli investimenti sulle aree funzionali, dal recupero del giardino alla riqualificazione del fronte della cattedrale. Non è vero che il giardino storico all'italiana subirà cambiamenti: l'intervento è conservativo». A questa affermazione il consigliere Spagnoli allarga le braccia mentre dal pubblico si levano mormorii.

«L'area più critica è quella sul lato della cattedrale, con un fondo in ghiaia ormai degradato. Il parcheggio delle auto ha modificato le caratteristiche drenanti del terreno, causando ristagni d'acqua che danneggiano gli alberi. Critico anche lo stato dell'arredo urbano. Da qui nasce il progetto esecutivo».

Di Felice è costretta ad accelerare: «Aumenteremo le piante e gli spazi verdi, restituendo l'area alla sua funzione originaria di parco urbano e sottraendola definitivamente alle auto. Ci saranno più aiuole e più verde, da 2.600 a 3.800 metri quadrati, un nuovo impianto di irrigazione e un sistema organico di percorsi». Chiede altro tempo per completare la risposta, ma il tempo regolamentare è scaduto e il pubblico protesta quando a Di Ruscio viene tolta la parola.

Soddisfatto? «No, perché qui siamo di fronte alla dittatura della maggioranza e questa non è democrazia. Non sono soddisfatto perché parlate di un sistema che non funziona, la ghiaia, solo perché da trent'anni non viene fatta manutenzione. Per questo presento una mozione». Quindi si alza e consegna il documento al segretario generale Vesprini.

La seconda interrogazione è del capogruppo di Fratelli d'Italia, Leonardo Tosoni, sul biodigestore: «È doveroso porre il quesito sull'impianto di San Biagio. Un'opera strategica ma anche impegnativa dal punto di vista economico. Il costo è passato da 31 a 35 milioni di euro con una determina dirigenziale, di cui 17 finanziati dal Pnrr. I tempi sono stretti e l'opera è ancora lontana dall'essere completata. Temiamo possibili ripercussioni finanziarie e vorremmo capire come saranno affrontati i ritardi».

Risponde Alessandro Ciarrocchi, che aveva avviato il progetto quando era assessore all'Ambiente e oggi lo segue con la delega ai Progetti speciali. «Sono progetti che indirizzano il futuro. Il 30 giugno era la data prevista di conclusione, ma il dirigente ha avviato un'interlocuzione con il Ministero dell'Ambiente, illustrando le difficoltà dovute alle condizioni meteorologiche e l'impossibilità di rendicontare entro il 31 agosto, chiedendo una proroga al 31 dicembre. La risposta è stata confortante e ci indica chiaramente di proseguire, avendo raggiunto il target di avanzamento previsto».

A rassicurare l'assessore è anche il confronto con gli altri biodigestori finanziati: «Tre sono conclusi, tre sono stati abbandonati, cinque non sono mai partiti e sei sono in corso, di cui tre con uno stato di avanzamento importante, come Fermo. Siamo al 30% dei lavori, ma al 50% considerando gli acquisti già effettuati. Per questo sono fiducioso».

Meno ottimista Tosoni nella replica: «Restano molti dubbi e diversi aspetti poco chiari, compreso l'aumento dei costi e il loro impatto sul bilancio comunale. Mi auguro che siano già stati avviati accordi con i Comuni limitrofi per conferire l'organico all'impianto, altrimenti l'opera perderebbe parte della sua utilità».

Arriva infine il momento della compatibilità di Saturnino Di Ruscio. A prendere la parola è Alessandro Ciarrocchi, «più da avvocato che da assessore», come lui stesso sottolinea. «Per questa risposta mi sono confrontato con numerosi colleghi avvocati e consiglieri». Rispetto all'ultimo Consiglio, osserva, c'è un dato oggettivo: «L'incompatibilità era evidente e manifesta, senza alcuna volontà di estromettere il consigliere».

Di Ruscio, spiega Ciarrocchi, «ha dimostrato di voler fare tutto il possibile per restare in Consiglio, ma la prima rinuncia agli atti era insufficiente». Nel frattempo sono stati compiuti ulteriori passi verso una conciliazione: «Si è impegnato a confermare la rinuncia agli atti, a rinunciare alle spese processuali e ai crediti maturati e maturandi».

Dal punto di vista tecnico, «la rinuncia agli atti del giudizio deve intendersi anche come rinuncia agli effetti civili della sentenza di primo grado. L'intento del consigliere è comunque chiaro». Ciarrocchi indica quindi un ulteriore passaggio tecnico da compiere davanti alla Corte d'Appello, «che però non è ancora stato formalizzato». In sostanza, Di Ruscio dovrà perfezionare la rinuncia al momento dell'appello oppure procedere con una transazione tombale. «In attesa dei prossimi passaggi, proponiamo il rinvio della decisione al prossimo Consiglio comunale».

E questo avvien dopo che si alza il consigliere Candidori che chiede il ritiro del punto all'ordine del giorno. Si vota: 20 favorevoli e 10 astenuti. La questione è rinviata a settembre, anche se Di Ruscio sperava in un chiarimento definitivo. Come avrebbero voluto avere risposte i cittadini che hanno manifestato ‘contro la presenza di soldati israeliani in vacanza nel Fermano’, arrivando a mostrare la bandiera della Palestina in Consiglio, subito rimossa su richiesta del presidente Pascali.

r.vit.

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