
FERMO – Quando arriverà il momento di affrontare concretamente il futuro del mercato del sabato a Fermo? La domanda arriva dalla coalizione di centrosinistra Fermo città comune, che torna a sollecitare un confronto sulla crisi di un appuntamento commerciale che da anni registra una progressiva riduzione delle bancarelle, senza che siano state individuate soluzioni capaci di invertire la tendenza.
"Nel corso della campagna elettorale abbiamo incontrato gli ambulanti storici di viale Veneto – spiega Angelica Malvatani, a nome della coalizione – e ragionato con loro su possibili incentivi per convincere altri commercianti a tornare a Fermo. Una delle ipotesi era quella di esentarli per almeno tre anni dal pagamento della tassa sull’occupazione del suolo pubblico, lavorando contemporaneamente a una riorganizzazione logistica da costruire insieme a chi il mercato lo vive ogni settimana".
Secondo Fermo città comune, la crisi non riguarda soltanto Fermo, ma in altri centri viene affrontata attraverso strategie differenti.
Il riferimento è ai mercati di Porto San Giorgio e dei comuni vicini, fino a Civitanova Marche, dove l’attività commerciale continua a registrare una partecipazione significativa. A Fermo, invece, il quadro appare più fragile, con poche bancarelle rimaste nel centro storico.
La coalizione rilancia quindi l’idea di una riunificazione delle attività, individuando in piazzale Tupini un possibile punto di partenza.
"In questo momento ci sono un paio di bancarelle in piazzale Azzolino e quattro o cinque in viale Veneto, mentre piazzale Tupini sembra funzionare – osserva Malvatani –. Da lì si potrebbe partire per ragionare sulla riunificazione del mercato. Naturalmente bisognerà capire anche quale sarà il futuro del circolo tennis adiacente".
Diverse le ipotesi avanzate negli anni, dal tentativo di organizzare il mercato lungo via Zeppilli alla possibilità di trasferire le bancarelle in viale Trento, anche considerando il fatto che il sabato non ci sarebbe più il problema legato alla presenza delle scuole.
"È arrivato il momento di affrontare questo argomento in maniera risolutiva e decisa – sottolinea Malvatani –. Non possiamo assistere all’agonia di una storia senza tentare qualche soluzione. Il centro storico è già in sofferenza, le serrande abbassate sono troppe. Lasciare anche il mercato in uno stato di abbandono ci sembra davvero troppo".
Fermo città comune annuncia infine un calendario di assemblee pubbliche, previsto a partire dai primi giorni di ottobre, per affrontare i principali temi della città.
Tra questi ci sarà anche il futuro del mercato del sabato, con l’obiettivo di condividere proposte e raccogliere indicazioni dai cittadini.
"La partecipazione non è un concetto che vale soltanto in campagna elettorale, ma un metodo di lavoro", conclude la coalizione.
