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Bye bye Solgas, Fermo vende il gioiello ad Astea. "Avremo utili, servizi e personale garantito. Stiamo salvando il futuro"

18 Settembre 2026

FERMO - Vendere per sopravvivere. È questo il sunto dell’operazione che vedrà il comune di Fermo cedere le sue quote di proprietà della Solgas al partner. “Una scelta importantissima per la città, una decisione strategica presa dopo il progetto di fusione, presentato a giugno 2026, da parte dell’amministratore Solgas.

Questo ci ha imposto un’analisi approfondita, supportata dal parere di consulenti e avvocati. Quello che ci sta a cuore è principalmente la tutela dei cittadini/utenti, ma siamo sicuri che - in questo momento di crisi dei mercati e di modifica degli scenari economici - questa sia proprio scelta migliore nel loro interesse” chiarisce l’assessora al Bilancio, Eleonora Luciani.

La strategia è stata spiegata nel dettaglio ai membri della Prima commissione in vista del consiglio comunale in cui si parlerà di Solgas e della fusione per incorporazione in Astea Energia Spa. Dopo che nel 2016 ci fu la vendita del 49% dele quote, nel 2026 si potrebbe chiudere definitivamente la storia della partecipata.

“Viste le difficoltà presentate dal mercato delle fonti energetiche, dopo aver esplorato tutti gli strumenti utili volti a preservare lo scopo ultimo del servizio pubblico e garantire alla comunità fermana gli strumenti adeguati per continuare a usufruire di forniture e servizi competitivi” chiarisce il sindaco Alberto Maria Scarfini che ha seguito la storia nei dieci anni precedenti come assessore al Bilancio.

“I tempi ci dicono che è ora di fare un ulteriore passo per non disperdere la potenzialità della Solgas. Questo progetto di fusione per incorporazione ci permette di avere entrate certe in un momento di grande instabilità dei mercati e con una utenza Solgas conseguentemente scesa. Il tutto anche grazie a quanto stabilito con i patti parasociali” prosegue il sindaco.

Dietro l’operazione c’è il progetto presentato dagli stessi vertici della Solgas il 21 luglio. che si basa su due pilastri il primo è che “Solgas sta sperimentando difficoltà crescenti nella conservazione del proprio parco clienti del servizio gas e un rallentamento dello sviluppo di quelli del servizio energia elettrica”. C’è poi il secondo puto: “La difficoltà derivante dalla pressione dei competitor si è aggiunta poi quella dovuta alla riduzione di uno dei mercati potenziali più importanti, vale a dire quello rappresentato dai clienti del mercato tutelato”.

C’è in verità anche un terzo elemento: in questo contesto, le capacità commerciali della Solgas sono estremamente limitate, riducendosi esclusivamente all’attività espletata dagli sportelli clienti di Fermo e scontando i limiti in termini di territori serviti, ampiezza del portafoglio prodotti e prospettive di sviluppo.

Di fronte a un quadro che porterebbe a una riduzione degli utili, la proposta di Astea è sembrata vincente. “L’operazione non può ridursi a una mera convenienza economica volta alla massimizzazione del profitto, ma deve esserne valutata la sostenibilità anche in termini di apporto al bilancio”.

Cosa prevede il piano.

“Solgas entrerà a far parte del gruppo Astea con una percentuale di circa il 5%. Questo comporterà la partecipazione alla divisione degli utili, garantiti per 5 anni + altri 5. Tutto ciò dovrebbe garantire la maturazione di una somma, stando l’ultimo bilancio Astea (il 2025 si è chiuso con un utile di 9 milioni di euro. E per il 2026 si prevede un rialzo), uguale o superiore a quella realizzata negli ultimi anni dagli utili Solgas. Utili che, in ragione di un patto parasociale, potranno essere ridistribuiti nella misura dell’80%. Gli uffici locali, inoltre, potenzieranno le consulenze e anche le vendite dei servizi a valore aggiunto” prosegue Scarfini.

Secondo l’assessore ai Progetti strategici, Alessandro Ciarrocchi, “alla luce delle dinamiche del mercato, anche successive alla cessazione del mercato tutelato, era necessario dunque adottare una scelta - come già paventato nell’ultima annualità - tra una prosecuzione in un una compagine che avrebbe sofferto la forte spinta concorrenziale dei colossi del settore oppure la possibilità di confluire in un’azienda in forte espansione come Astea. Abbiamo ritenuto più opportuno proseguire con un servizio per i cittadini fermani mantenendo, anzi implementando, lo standard dei servizi e le dotazioni locali di personale e sportelli per la cittadinanza. In questi anni la partnership pubblico-privato ha funzionato e ci ha portato a risultati importanti”.

Il passaggio finale è ancora di Luciani: “Ci sono vantaggi evidenti: il mantenimento del presidio sul territorio, dei dipendenti e dei servizi. Stando in Astea, pur in percentuale di minoranza, noi controlleremo e potremo valutare comportamenti e opportunità. Quindi – conclude - la scelta non è di vendere il gioiello di famiglia, prendere i soldi e spendere, ma continuare ad essere presenti sul territorio in una realtà che continuerà ad avere un’importanza strategica”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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