
FERMO – L’inchiesta sulla ricostruzione post sisma accende il confronto politico anche a Fermo. Da una parte la maggioranza civica, che respinge ogni tentativo di collegare la vicenda giudiziaria all’amministrazione comunale; dall’altra i consiglieri di Fratelli d’Italia e Uniti per Tosoni, che condannano lo sciacallaggio politico contro il presidente della Regione Francesco Acquaroli e il senatore Guido Castelli, ma chiedono di affrontare la questione nel merito.
La maggioranza parla di "sospetti, allusioni, domande che mascherano accuse" e di una campagna finalizzata a screditare chi non è stato sconfitto alle elezioni. Nel mirino finisce una testata online, accusata di pubblicare notizie travisate e di alimentare scandali inesistenti, insieme agli avversari politici che, secondo il gruppo civico, strumentalizzerebbero la cronaca per attaccare l’amministrazione.
"È evidente che le notizie di cronaca regionale non riguardano Fermo e soprattutto non riguardano noi civici", afferma la maggioranza, che si dice "preoccupata e molto distante" da quanto emerge dall’inchiesta. Il gruppo rivendica inoltre la scelta civica, mantenuta per la terza tornata elettorale consecutiva, e difende il lavoro degli uffici comunali. "Non è questo il modo di fare politica, opposizione o cronaca" è il messaggio rivolto a chi, secondo gli amministratori, confonderebbe informazione e strumentalizzazione.
Nel documento viene sollevata anche una questione politica: "Cosa sarebbe successo oggi se, oltre agli attacchi già portati in maniera strumentale, fossimo in presenza di un’amministrazione comunale con all’interno i partiti?". La maggioranza conclude invitando a distinguere i fatti dalle polemiche e a rispettare le persone e la città.
Di segno diverso, pur nella condanna delle strumentalizzazioni, la posizione dei consiglieri comunali di Fratelli d’Italia e Uniti per Tosoni. Il gruppo ricorda di essere stato il primo a presentare un accesso agli atti per ottenere la documentazione sull’aggiudicazione alla ditta Crucianelli, coinvolta nell’inchiesta sulla ricostruzione, dei lavori di ristrutturazione di Palazzo dei Priori.
I consiglieri respingono da un lato "lo sciacallaggio della sinistra", accusata di voler attribuire ad Acquaroli e Castelli responsabilità che non avrebbero, dall’altro criticano la maggioranza civica, giudicata nervosa e poco incline a rispondere nel merito. In particolare, contestano la rivendicazione della vocazione civica, ricordando la presenza, a loro avviso, di riferimenti ad Azione e Forza Italia e la continuità con la precedente amministrazione guidata da Paolo Calcinaro, oggi assessore regionale.
"Che facciano le foto da prima pagina con Acquaroli quando questo porta milioni per ascensori, scuole, ponti, e poi puntino il dito contro di lui di fronte allo sciacallaggio della sinistra, ce lo aspettavamo", scrivono i consiglieri, sollevando dubbi sulla coerenza della coalizione. E aggiungono che l’appartenenza civica, da sola, non rappresenta una garanzia, osservando che, stando a quanto risulta loro, anche le persone coinvolte nell’inchiesta sarebbero in larga parte prive di tessere di partito.
Nel merito della vicenda, Fratelli d’Italia e Uniti per Tosoni sottolineano il comportamento di Acquaroli, che avrebbe allontanato un collaboratore circa un anno prima del suo arresto, dopo aver avuto sentore di condotte non limpide, informando la struttura amministrativa regionale. I consiglieri richiamano inoltre le parole di Castelli, secondo cui nessun sindaco avrebbe mai potuto lamentare comportamenti di parte o opachi da parte dell’Ufficio ricostruzione.
"Chi ha sbagliato deve pagare, e doppiamente se tradisce i doveri connessi a un ruolo istituzionale o una storia fatta di valori e ideali", concludono.
