
FERMO - Movimento 5 stelle, Partito democratico e Alleanza Verdi e Sinistra hanno chiesto un'informativa urgente del governo sulla ricostruzione nelle regioni del centro Italia colpite nel 2016 dal terremoto. Giorgio Fede, deputato M5s, ha ricordato l'indagine della GdF che ha portato a 8 misure cautelari in carcere, a 51 indagati e al sequestro di 57 mln di euro.
“L'inchiesta sulla ricostruzione post-sisma nelle Marche, con otto arresti, 51 indagati e sequestri per oltre 57 milioni di euro, impone chiarimenti urgenti da parte del Governo. Per questo abbiamo chiesto, di concerto con le altre opposizioni, che Giorgia Meloni venga a riferire alla Camera” riprende il deputato del Partito Democratico Augusto Curti.
“Sul piano politico pretendiamo risposte precise. Per anni Fratelli d'Italia ha celebrato la propria filiera istituzionale, Dov'era la tanto celebrata filiera, mentre un unico imprenditore arrivava a concentrare circa 400 cantieri? Chi vigilava sugli affidamenti e sulla catena dei subappalti? A dieci anni dal terremoto, centinaia di famiglie attendono ancora di rientrare nelle proprie abitazioni. Il Governo deve garantire la continuità dei lavori, tutelare le imprese sane e chiarire le eventuali carenze nei controlli. La fiducia dei terremotati nello Stato merita ben altro che dichiarazioni di sconcerto” ribadisce.

Stessa linea della collega Dem Irene Manzi. “La magistratura e le indagini dovranno fare il loro corso, ma è necessario che il Governo venga in Parlamento a riferire su una vicenda che desta forte preoccupazione e che non può essere affrontata con superficialità. Una vicenda che riguarda direttamente il controllo e la gestione della ricostruzione post sisma da parte della filiera di governo - nazionale e regionale - di centrodestra”.
In attesa delle risposte, Manzi ricorda che “parliamo di territori e comunità che da anni attendono di tornare alla normalità dopo il terremoto del 2016. La ricostruzione è una priorità per migliaia di cittadini e famiglie, ma anche per le imprese e i lavoratori impegnati nei cantieri”.
La chiosa è del senatore Francesco Verducci: "Nelle Marche è esplosa una vicenda giudiziaria che è anche e soprattutto politica. Sta emergendo un sistema strutturato di corruzione sulla pelle e sul dolore dei terremotati. Vi è una gigantesca responsabilità politica che non può essere silenziata per il rispetto di chi ha avuto vite spezzate. Stiamo scoprendo che chi abitava nel cuore del palazzo del potere aveva costruito un comitato d'affari in sodalizio con la criminalità mafiosa.
Noi vogliamo sapere. Per questo chiediamo che il presidente Acquaroli e il commissario Castelli vengano ascoltati in Antimafia, così come chiamiamo direttamente in causa la presidente Meloni che deve dare delle risposte in Parlamento dato che ha in carico la struttura commissariale post sisma".
