
di Raffaele Vitali
ANCONA – In vista del Consiglio regionale aperto sul terremoto, convocato domani a Muccia, sono molte le questioni che la minoranza di centrosinistra vuole portare all’attenzione del presidente Francesco Acquaroli. “Noi domani ci attendiamo risposte sull’inchiesta legata alla ricostruzione” esordisce Valeria Mancinelli capogruppo Pd. Il titolo scelto per l’iniziativa politica è diretto: “Presidente Acquaroli, rispondi”.
Sono tante te le domande che la politica, e in particolare chi governa, deve porsi. “Alcune riguardano direttamente il presidente, sul piano politico e delle responsabilità. Altre le accerterà la magistratura”. Per la minoranza, però, il governatore non potrà evitare di dire la sua verità sulle questioni legate all’attuale ricostruzione, all’indagine e alle sue stesse dichiarazioni.
“Dichiara di aver licenziato il capo di gabinetto, con un percorso politico cementato con FdI e Acquaroli, perché aveva sentito delle voci, ma lo dice soltanto oggi, a inchiesta scoppiata. Non può cavarsela così”. Mancinelli richiama le contestazioni contenute negli atti della Procura nei confronti dell’ex capo di gabinetto Fabio Pistarelli, che sarebbe coinvolto in episodi di corruzione non soltanto legati al post sisma, ma anche ad appalti della sanità.
Sul rapporto personale e politico tra Acquaroli e Pistarelli e sulle modalità con cui si è interrotto, la minoranza chiede chiarimenti ulteriori. “Acquaroli è stato reticente ed elusivo, mentre deve rispondere ai marchigiani”.
Da qui le dieci domande al presidente, “e sono solo le prime, ma anche fondamentali”, sottolinea Mancinelli. I primi interrogativi riguardano la tempistica: “È evidente che si parla della primavera 2025, ben prima delle elezioni. Può essere che il presidente non sapesse nulla prima di rinnovare il contratto per tre mesi al capo di gabinetto? Qui si parla di credibilità, affidabilità e responsabilità politica”.
Tra le domande più pesanti, quella sul perché Acquaroli non si sia rivolto alla magistratura e su come sia possibile che una singola ditta abbia avuto in gestione centinaia di cantieri della ricostruzione. “Ci aspettiamo risposte a Muccia”.
Ruggeri: “Sono le domande della gente”
Marta Ruggeri invita a distinguere il lavoro della magistratura da quello della politica. “Continuano a uscire nuovi elementi che modificano il quadro. Quello che però resta, e che impone una risposta chiara, sono i dubbi sui modi e sui tempi delle azioni del presidente”.
Il consigliere sottolinea come il Consiglio regionale, convocato per esprimere vicinanza ai territori colpiti dal sisma, si trovi ad affrontare anche una vicenda che il governatore deve chiarire. “Non sono domande dell’opposizione, sono le domande della gente. Speriamo che il presidente non si nasconda e dia una versione univoca”.
Seri: “Dall’amarezza alla rabbia, fino all’indignazione”
Massimo Seri descrive il sentimento della minoranza come un crescendo: “Siamo passati dall’amarezza alla rabbia, per arrivare all’indignazione. Domani daremo enfasi alla vergogna per il Consiglio regionale. Chiediamo un’assunzione di responsabilità da chi ricopre il ruolo apicale. C’è il dovere morale di assumersi le proprie responsabilità e dare risposte politiche”.
Nel mirino di Seri c’è Acquaroli, ma anche Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, che “deve spiegare le tante anomalie che farebbero riflettere anche un bambino delle elementari”.
Il consigliere parla di infiltrazioni “generate dalla filiera della ricostruzione” e richiama anche la questione della sanità, a partire da Fermo. “Non siamo stupiti, e con noi tutta la minoranza, perché le segnalazioni e i rilievi li abbiamo fatti nel tempo”.
La posizione dell’opposizione è chiara: nessuna intenzione di interferire con l’indagine giudiziaria, ma la richiesta di risposte sul piano politico resta ferma. “Le risposte politiche le vogliamo e sono dovute”.
Nobili: “Perché le voci non sono diventate una segnalazione?”
Andrea Nobili, di Alleanza Verdi e Sinistra, allarga il ragionamento al peso politico della vicenda. “Nelle Marche ci sono figure che stanno nel cerchio ristrettissimo di Giorgia Meloni e la regione è stata spesso utilizzata come modello. Ecco perché la destra deve rispondere e assumersi la responsabilità di quanto sta accadendo”.
Nobili chiede di comprendere il ruolo di Fabio Pistarelli, definito provocatoriamente “un Mister Wolf al contrario”, e soprattutto perché le voci sulle presunte irregolarità non siano diventate una segnalazione alla magistratura.
“Acquaroli non è un semplice cittadino, è il presidente della Regione. Se ha deciso di allontanare il suo più fidato collaboratore, deve spiegare perché. C’è un articolo del codice penale che impone ai pubblici ufficiali di rivolgersi alla magistratura in caso di conoscenza di fatti di rilevanza penale. Tra l’altro, l’inchiesta interna non ha prodotto alcun risultato: quindi, cosa c’è che non torna?”.
Il consigliere riassume così il nodo politico: “Se le voci non erano fondate, Pistarelli non andava allontanato. Se erano fondate, Acquaroli doveva rivolgersi alla magistratura. O doveva tenersi il capo di gabinetto”.


Per Nobili c’è anche una terza ipotesi: “Per noi le voci erano fughe di notizie sull’inchiesta. E qui dovrebbe chiarire ancora di più, anche perché la destra sulla ricostruzione ha costruito il suo consenso”.
Caporossi: “Un danno all’immagine delle Marche”
Michele Caporossi parla della fine di un modello politico e amministrativo. “Siamo di fronte alla fine della filiera, che significa aver messo in campo un elemento tossico: se sei del mio colore ti tratto bene, altrimenti ti metto una discarica. La filiera è stata la teorizzazione di tutto ciò, con il governo sostituito dal comando”.
Ma, secondo Caporossi, il problema non si limita alle responsabilità politiche e amministrative. “Qui c’è un danno all’immagine della Regione Marche, che perdurava da Sisto V. Non sarà facile recuperare la reputazione, oggi minata da un fatto: nella stanza principale della Regione avrebbe risieduto un tarlo che ha portato a rapporti gravissimi”.
Sul tema delle dimissioni, la minoranza ricorda di aver già chiesto quelle di Acquaroli dopo le dichiarazioni del governatore sulle “voci” che lo avrebbero portato ad allontanare Pistarelli. Per quanto riguarda Castelli, la valutazione sarà fatta dopo il Consiglio regionale di Muccia. “Di certo la responsabilità politica va affrontata e chiarita. La domanda numero cinque punta proprio su questo”.
Il Fermano tra ricostruzione e sanità
Per Fabrizio Cesetti, il Fermano è doppiamente coinvolto, sia sul fronte della ricostruzione sia su quello della sanità, con l pressioni fallite sul dg Roberto Grinta. “Credo che il luogo in cui il presidente della Giunta deve chiarire i fatti di questa vergognosa vicenda sia il Consiglio. Deve dare le sue risposte”.
Resta aperta anche la questione della struttura commissariale. L’opposizione richiama la presenza di cantieri legati all’impresa finita al centro dell’inchiesta: uno nel Fermano e altri in diversi Comuni. La minoranza torna inoltre sulla mozione presentata il 28 gennaio 2026 e firmata da tutti i consiglieri di opposizione, con cui veniva chiesta l’istituzione della Direzione investigativa antimafia sul territorio, richiamando le parole del procuratore generale di Ancona.
“Il pericolo delle infiltrazioni mafiose lo avevamo denunciato. Troppi cantieri, troppe risorse, troppa carenza di controlli sulla liquidità: tutto questo ha generato la corruzione. E questi sono fatti politici” sostiene la minoranza.
Da qui la richiesta di un intervento chiarificatorio anche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’opposizione ritiene che qualcuno debba chiamarla a rispondere in Parlamento. “È stata interessata la Commissione parlamentare antimafia ed è stata chiesta l’audizione del presidente della Giunta e del commissario. Il Parlamento deve valutare se la struttura commissariale, che dipende dal Governo, sia legittimata a proseguire la propria attività, visto che la ricostruzione deve andare avanti”.
Interrogazioni parlamentari e ipotesi di commissione d’inchiesta
La minoranza annuncia nuove iniziative a livello nazionale. Alleanza Verdi e Sinistra presenterà interrogazioni parlamentari una volta terminato l’esame delle carte, e lo stesso farà il Partito democratico. Mancinelli rilancia inoltre l’ipotesi di una commissione d’inchiesta, da istituire al termine delle indagini, per approfondire la vicenda dal punto di vista politico e amministrativo.
“La Commissione parlamentare antimafia è già stata interessata e i componenti della minoranza hanno chiesto che acquisisca gli atti e proceda con le audizioni”. In chiusura, la zampata di Mangialardi che richiama l’attenzione anche sulla definizione del ruolo ricoperto da Pistarelli al momento dei fatti: “Pistarelli viene definito ex capo di gabinetto, ma al momento dei fatti era il capo di gabinetto. Non facciamo confusione. Ecco perché la politica non può non rispondere”.
Muccia Day
Oggi pomerigigo si deciderà l'ordine del giorno di domani. Enrico Piergallini spiega che il Consiglio regionale aperto previsto inizialmente contemplava soltanto un intervento del presidente Acquaroli, senza la discussione di un punto specifico. La minoranza ha quindi chiesto di inserire all’ordine del giorno un argomento che consenta di aprire un vero dibattito sull’inchiesta legata alla ricostruzione.“Siamo convinti che non possano rifiutarsi di discutere questo punto e che accetteranno la nostra proposta” afferma Piergallini.
In caso contrario, annuncia, l’opposizione convocherà una conferenza stampa per denunciare quella che considera una chiusura ingiustificata. “Un Consiglio aperto che prevede soltanto interventi istituzionali e formali, senza la presentazione degli atti né un dibattito ampio, poteva avere senso prima che scoppiasse il caso giudiziario. Oggi non è quello che serve. Se si vuole ridurre la seduta a questo, si sbaglia: è un segnale di chiusura che rischia di far pensare che ci sia qualcosa da nascondere”.
L’ordine del giorno potrebbe quindi essere modificato inserendo, tra le comunicazioni iniziali, un intervento del presidente Acquaroli sull’inchiesta. Resta inoltre il nodo della posizione di Fabio Pistarelli, che, in quanto indagato, potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere.
