
MONTAPPONE - Il primo semestre 2026 evidenzia il cambio di geografia delle esportazioni, con il ridimensionamento della Svizzera e la crescita dei mercati europei. Il presidente nazionale settore cappello e vicepresidente Federazione Italiana TessiliVari analizza prospettive e criticità della filiera Fermano-Maceratese
Berretti, segnali di recupero
Il settore italiano del cappello mostra segnali di recupero dopo il rallentamento degli ordinativi. Nel primo semestre 2026 le importazioni di berretti hanno raggiunto 114,1 milioni di euro (+5,6% sul 2025 e +96,9% sul 2019), mentre le esportazioni si sono attestate a 173,6 milioni (-4,1% e +84,1%).
"Anche per i berretti s'intravede la luce in fondo al tunnel" sottolinea Paolo Marzialetti, presidente nazionale del Settore Cappello. La flessione delle esportazioni si è infatti ridotta rispetto al -9,9% del primo semestre 2025. Per i cappelli di paglia, esportazioni a 16,4 milioni (-0,5%), mentre le importazioni ammontano a 8,3 milioni (-3,9%).
Il lusso cambia volto
Il comparto è interessato da un cambio di paradigma nei consumi, con una crescente attenzione al cosiddetto "lusso esperienziale", rispetto a quello aspirazionale. Secondo Marzialetti, “i marchi stanno modificando strategie e prezzi, mentre i consumatori rivedono le proprie priorità anche per effetto dell'incertezza geopolitica e dei costi crescenti”.
Francia e Germania in testa
La Francia guida i mercati di esportazione del cappello con 29,9 milioni di euro (-6,7% sul 2025 e +181,4% sul 2019), seguita dalla Germania con 26,9 milioni (-13,6% e +186,4%). Gli Stati Uniti sono terzi con 15,7 milioni (+1,7% sul 2025), davanti a Spagna, Giappone e Polonia.
La Svizzera, un tempo principale piattaforma logistica del lusso, scende invece a 4,8 milioni di euro (-10,3% sul 2025 e -80,6% sul 2019). La Russia esce dalla classifica dei primi dieci mercati.
Il distretto marchigiano
"Circa il 70% del valore in termini di aziende, addetti e fatturato spetta al nostro distretto", evidenzia Marzialetti, riferendosi al sistema produttivo Fermano-Maceratese, con cuore a Montappone e Massa Fermana.
Il distretto conta su 80 imprese, 1.300 addetti e un fatturato di 95 milioni di euro, considerando anche l'indotto.
Innovazione e formazione
Il rinnovamento dei macchinari, la sostenibilità e la digitalizzazione rappresentano alcune delle sfide principali. Marzialetti richiama anche il progetto Cappell.AI, sviluppato con il professor Emanuele Frontoni, e la necessità di rafforzare la formazione continua.
"È fondamentale la collaborazione con gli istituti tecnici e professionali", sottolinea, per favorire il ricambio generazionale e salvaguardare le competenze artigianali.
Sostegno alle imprese
Il presidente chiede interventi strutturali per sostenere micro e piccole imprese, attraverso il rifinanziamento della formazione, l'utilizzo delle risorse FSE e PNRR e la riduzione dei costi di partecipazione alle fiere. Tra le criticità indicate figurano anche energia, materie prime, trasporti e tassi di interesse, fattori che incidono sulla competitività delle aziende.
L'obiettivo dell'IGP
Il 24 luglio è stata depositata la domanda per l'ottenimento dell'IGP per il Cappello Marchigiano presso il portale del Mimit. La procedura proseguirà con il percorso europeo, con l'obiettivo di valorizzare qualità, reputazione e legame territoriale della produzione.
La sfida della ripartenza
Il primo semestre 2026 conferma il rallentamento seguito al rimbalzo post-pandemico. Per Marzialetti, il futuro passa dal sostegno agli investimenti, dalla formazione e dalla tutela dell'occupazione. "È oggi più che mai necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione" conclude il presidente.
