
FERMO – Gli artigiani calzaturieri sono tornati dal Micam con il bicchiere mezzo pieno. La conferma arriva da Andrea Caranfa, direttore di Cna Fermo, che in fiera c’è stato, ha ascoltato gli umori, ha visto con i suoi occhi l’andamento e si è anche confrontto con l'assessore reigonale Bugaro, il presidente camerale Sabatini e la dirigente Bussoletti. “Per trasformare l’interesse in ordini, occorre preservare la capacità produttiva del territorio. Per questo torniamo a ribadire il nostro appello a Regione Marche e Camera di Commercio Marche: più investimenti strutturati per la promozione internazionale e il sostegno alle imprese”.
Il fine deve essere uno in primis: salvaguardare la filiera. Perché se chiudono i più piccoli, pian piano si indeboliscono anche i grandi. “Dobbiamo continuare a investire sul territorio, sulla sua capacità produttiva e su tutte quelle competenze che rendono riconoscibili le nostre produzioni” ribadisce Paolo Mattiozzi, imprenditore nel campo della pelletteria e presidente di Cna Federmoda Fermo.
Nel bicchiere mezzo vuoto resta l’allarme che i vertici di Cna Fermo lasciano sul tavolo della politica: “La progressiva uscita dal mercato di numerose aziende della filiera ha infatti ridotto la capacità produttiva e indebolito un sistema che rappresenta un patrimonio di competenze, professionalità e saper fare. Ogni impresa che chiude rischia di lasciare un vuoto in termini di competenze, lavorazioni e capacità produttiva, con conseguenze che possono coinvolgere l’intero distretto”.
