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"Qualità, velocità e capacità di innovare". A Monte Vidon Corrado nel regno delle fibbie: non lavoriamo più solo con la moda

17 Settembre 2026

MILANO/MONTE VIDON CORRADO - Stefano Giacomozzi, titolare della F&G, a Lineapelle sfida il mercato, quel mondo della moda che accende una luce e ne spegne due. Ma la tecnologia e la capacità creativa dell’azienda di Monte Vidon Corrado è una garanzia. Almeno questo dicono i buyer.

Giacomozzi, la fiera è un investimento importante, viene ripagato?

"Nel nostro settore è una delle poche manifestazioni a livello mondiale che riesce ancora ad attirare compratori esteri, non soltanto locali. È un costo, certamente, ma anche un investimento e una vetrina importante. Bisogna arrivare preparati, investendo nello spazio espositivo, nello stand, nella nuova collezione e nella realizzazione di proposte nuove”.

Cosa significa, per un produttore di fibbie, presentare una nuova collezione?

"Significa creare forme che rispecchino le tendenze che si possono intuire dalle sfilate dei grandi brand e dalle richieste dei clienti. Si lavora, per esempio, su forme più squadrate o più tonde, oppure su diverse altezze dei fusti: da 3, 4 o 6 centimetri. C'è un mix tra quello che si vede sul mercato, quello che i clienti chiedono e la nostra capacità di innovare”.

Dopo oltre sessant'anni di attività, è ancora possibile creare qualcosa di nuovo?

"Non è semplice, ma cerchiamo comunque di portare novità. Bisogna continuare a proporre qualcosa di diverso, partendo dalle richieste del mercato e cercando di anticiparle”.

Arriviamo alla situazione del mercato. Quali sensazioni avete raccolto a Milano?

"C'è molta incertezza, probabilmente più che negli anni passati. Si lavora molto rapidamente e questa incertezza porta anche i nostri clienti a non fare investimenti programmati. Si lavora sempre più sull'ordinato, con la richiesta di prodotti di qualità ma disponibili in tempi molto rapidi. Questo per noi crea ulteriori difficoltà”.

Anche per voi, quindi, diventa difficile lavorare sul magazzino?

"Noi lavoriamo a magazzino soltanto su alcuni prodotti standard che vendiamo costantemente. Con circa 40 mila articoli prodotti negli anni, sarebbe impossibile tenere tutto disponibile. Per il resto lavoriamo sulla commessa”.

Quanto pesa il costo dell'energia?

"Incide sia sul prezzo del prodotto finito sia sulle scelte relative ai colori e alle finiture galvaniche richieste dai grandi brand. L'oro, per esempio, è una finitura molto richiesta, ma con i prezzi attuali viene utilizzata con maggiore cautela. Si lavora quindi su diversi tipi di ottone, anche molto lucidi, cercando di simulare l'effetto dell'oro e contenere i costi”.

Un problema importante riguarda anche la durata delle finiture. Come si fa a garantire che un prodotto rimanga integro nel tempo?

"Nel tempo un prodotto si deteriorerà sempre, perché non parliamo di metallo prezioso: oro e argento, per esempio, sono presenti nel rivestimento. Noi lavoriamo per far durare il più possibile l'articolo, intervenendo sugli spessori delle galvaniche e sulle protezioni superficiali. Utilizziamo verniciature trasparenti particolari e facciamo continuamente test, anche di 24 o 48 ore, per verificarne la durata."

Il tema della sostenibilità è ormai entrato anche nel vostro mondo. Come lo affrontate?

"Lavorando indirettamente per molti brand, riceviamo spesso le loro liste di sostanze soggette a restrizioni. Il nostro prodotto già non contiene molte di queste sostanze e, anche sul fronte delle lavorazioni galvaniche, stiamo eliminando i prodotti che contengono piombo. Il nichel, ormai, viene utilizzato sempre meno.

Cerchiamo inoltre di riciclare tutto ciò che è possibile. Il materiale appena uscito dalla fusione può essere riciclato; quello che ha caratteristiche inferiori può invece essere destinato a prodotti che richiedono una qualità minore o a componenti che rimangono nascosti, penso ai pesi interni delle lavatrici. Stiamo anche implementando la certificazione ambientale”.

Siete una fonderia specializzata in un unico prodotto oppure avete diversificato la produzione?

"Siamo una fonderia di zama e abbiamo diversificato molto i settori. Siamo principalmente esposti sulla moda, ma realizziamo anche particolari tecnici per il settore industriale, componenti per aziende come Iveco e, in passato, per Indesit-Whirlpool. Produciamo inoltre articoli per serramenti e componenti per mobili. Cerchiamo di diversificare perché la moda è un mercato molto oscillante”.

Quanto pesa oggi il settore tecnico?

"Il settore moda rappresenta circa il 70% del nostro lavoro: il 70% di questa quota è destinato all'Italia e il 30% all'estero. Il settore tecnico è invece interamente italiano e oggi vale indicativamente il 20-30% del fatturato”.

È una quota che vorreste far crescere?

"Stiamo cercando di farla crescere perché il settore tecnico ci dà maggiore stabilità e la possibilità di programmare la produzione, cosa che nel mondo della moda è molto più difficile”.

Quante persone lavorano in azienda?

"Siamo circa 40”.

Ricambio generazionale, è un settore che può attirare i giovani?

"Dipende dal ruolo. Ci sono mansioni, per esempio nella stampa, che possono essere imparate sul campo. Può entrare qualsiasi ragazzo che abbia voglia di imparare e di lavorare. Per i progettisti, invece, servono competenze tecniche specifiche, perché ci occupiamo internamente anche della progettazione e utilizziamo programmi dedicati. Per il resto ci sono lavori abbastanza manuali, che richiedono soprattutto un po' di esperienza e di attenzione”.

L'immagine della fabbrica è però spesso ancora legata a un ambiente pesante. Quanto è cambiato il vostro settore?

"È cambiato molto. La pulizia e la qualità dell'ambiente di lavoro sono aspetti a cui teniamo molto. Nel nostro settore non ci sono grossi rischi a livello personale e cerchiamo di mantenere un ambiente ordinato e sicuro. I nostri principali mercati esteri sono in Europa, soprattutto nell'Europa centrale e, in parte, nell'Europa dell'Est”.

Parliamo infine di storia aziendale. Di che generazione siete?

"Siamo una seconda generazione. L'azienda è nata nel 1969 grazie a mio padre e mio zio. Noi siamo cinque figli e siamo entrati nella gestione dell'azienda, dividendoci i compiti: chi segue maggiormente la parte commerciale e chi quella interna. Cerchiamo di portare avanti questa creatura che è stata fatta nascere dai nostri genitori”.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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