
MACERATA – Per uno che ha girato il mondo, ha vissuto contesti di guerra, ha vissuto in condizioni difficilissime, morire nella propria casa, all’improvviso, ‘in pace’, è davvero una amara beffa. Se ne è andato così Andrea Angeli, quello che l’Onu definisce sul suo sito ‘il peacekeeper senza uniforme’.
Missioni nei Balcani, in Iraq, in Cile e poi Kabul, se veniva chiamato, Andrea Angeli partiva portando con sé l’enorme bagaglio di conoscenza e un carattere che sapeva trovare il punto di incontro in ogni occasione. È stato un funzionario delle Nazioni Unite, si è spento a 69 anni nel cuore di Macerata, la sua città, quella da cui era partito e dove tornava sempre.
Due lauree, come tanti maceratesi primo impiego alla Guzzini poi il concorso dell’Ice. Da lì, l’approdo alle Nazioni Unite. Un primo incarico in Cile dove si stava gestendo il post Pinochet.
Ma sono stati i Balcani il suo vero amore. C’è arrivato durante la guerra in Bosnia, poi il Kosovo e l’Iraq, con la ferita di Nassiria. Un giramondo, un consulente civile che veniva chiamato nelle missioni di pace delicate, che fosse l’Africa, è stato in Namibia, l’Oriente, dalla Cambogia a Timor Est, peer arrivare ai suoi amati Balcani.
Tra i ruoli, anche quello di advisor della Nato in Afghanistan, era un vero peacekeeper, ma come ha ricordato l’Onu, senza uniforme. Le sue armi erano le parole, le usava sia sul capo sia nel Palazzo di Vetro di New York.
Dopo la pensione, non si è mai fermato. Se chiamato per una consulenza era pronto a partire, aveva sempre un forte desiderio di pace. Viveva in tre luoghi: New York, Roma e la ‘sua’ Macerata.
Tante le reazioni alla notizia della sua morte, tra cui quella di Francesco Lusek, il disaster manager fermano della Protezione civile che Angeli o aveva incrociato spesso nei Balcani: "Senza voler essere retorico, posso affermare che Andrea Angeli è stato un esempio da seguire attentamente per chi, come me, si è avvicinato alle operazioni umanitarie internazionali negli anni ’90. La sua è stata una figura poliedrica, nella quale riuscivano a convivere senso pratico ed eleganza”. (foto da onuitalia.com)
