Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Papa Leone al Meeting, priorità ai giovani: “La verità si incontra solo nella libertà”. Benedizioni e abbracci: “Comunione è parola chiave”

22 Agosto 2026

di Raffaele Vitali

RIMINI – Fiumi di persone tra i padiglioni del Meeting. Un evento che normalmente attira migliaia di visitatori, ma oggi è un giorno speciale: è il giorno di Papa Leone XIV. Si riempie il grande auditorium, dove il Papa parlerà, si riempie il percorso, con tanti giovani posizionati dietro le balaustre per accompagnare il passaggio del Pontefice. Si riempie anche il secondo auditorium: non c’è un solo posto libero.

È dal 1982 che un Papa non partecipa al Meeting, la cui prima edizione risale al 1980, il grande evento organizzato da Comunione e Liberazione. Nei decenni sono passati personaggi internazionali come Madre Teresa di Calcutta, Lech Walesa o il non ancora Papa Joseph Ratzinger.

In attesa dell’arrivo del Pontefice, scorrono le immagini dei grandi che hanno regalato pensieri e riflessioni. Come Papa Giovanni Paolo II, che nel 1982 ricordava che “la pace è a rischio per la scienza e la tecnica”. Parole che sembrano dette oggi.

Per il Papa, il Meeting si ferma letteralmente. C’è un solo ospite, basta convegni. Alle 14.53 l’elicottero atterra. È in anticipo. E così può iniziare a stringere mani e regalare benedizioni ai tanti fedeli prima di salire sulla macchinetta scoperta che lo porta all’ingresso dei padiglioni della Fiera di Rimini, ormai casa del Meeting da anni.

Ad accoglierlo il presidente del Meeting, Bernard Scholz, il presidente di CL, Davide Prosperi, e Giorgio Vittadini, che si inchina per baciare la mano del Pontefice. Il vento dispettoso sta per fargli volare via la papalina, ma il Pontefice ha i riflessi pronti e la blocca. Gli applausi, i cori, le urla e le preghiere crescono nei decibel a ogni metro che il Papa percorre a piedi. Passo spedito per il Pontefice tra i trentamila del Meeting: le ore di tennis si vedono, è in gran forma.

Quando vede un bambino non si trattiene: si avvicina, nonostante la ritrosia della sicurezza, e lo bacia o gli fa un segno della croce sulla fronte. Tappa d’obbligo la mostra su Sant’Agostino, prima di dedicarsi ai giovani, che incontra nello spazio ragazzi. Dopo un po’ di foto, non di rito, perché Papa Leone è qui per donarsi davvero e non si tira indietro nemmeno davanti allo scatto con alcuni dei tanti volontari.

Fosse per lui, avrebbe attraversato tutto il Meeting a piedi. E infatti non resiste: ferma la macchina e scende per prendere due pacchetti di biscotti da una signora, ripagata con un abbraccio indimenticabile. Come quello che ha dato a una ragazza disabile seduta sulla sua carrozzina.

Lo slogan del Meeting è “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, una frase di Dante Alighieri che Papa Leone oggi ha riadattato davanti a folle festanti e desiderose di pace. E alla pace il Papa dedica le prime parole nel salone dei ragazzi: “Anni fa San Giovanni Paolo II disse che, se c’è una cosa di cui abbiamo bisogno, è la comunione. Oggi ne abbiamo ancora più bisogno. Vi invito a rispettare gli altri, insieme si può costruire la pace”.

La seconda tappa è nell’auditorium “più piccolo”, dove lo attendono migliaia di persone e tanti giornalisti. “L’amore è la forza che può veramente cambiare il mondo. Se vogliamo riuscirci, cominciamo da noi stessi il nostro cuore, che è così capace di amare, non deve essere mai chiuso. Cerchiamo la strada per costruire mondi di pace e di amore. Vivete sempre con entusiasmo e ci riusciremo”.

Arriva finalmente nel grande auditorium. “Santità, benvenuto. Le esprimo a nome di tutti i presenti l’immensa gratitudine per la sua presenza” esordisce Scholz. “Il Meeting fin dalle origini è un luogo di incontro e dialogo. La passione per il destino di ogni singolo uomo che don Giussani ci ha trasmesso ci sprona. Giovanni Paolo II ci chiese di perseguire la costruzione della civiltà dell’amore. Quell’amore, che Dante contempla nella Divina Commedia, è la vera forza che regge la vita e la storia. Questo amore che si strugge per unire uomini e popoli lo ha evocato il coro di Gerusalemme, che riunisce culture diverse. Lavoriamo ogni giorno per costruire” ha aggiunto.

Migliaia di giovani, famiglie e volontari hanno atteso per giorni questo momento. “Un dono che non dimenticheremo e che accogliamo come una carezza del Signore” riprende il presidente di CL, Prosperi. “Ci impegniamo per portare la cultura della pace anche nei luoghi dove ci sono bambini e persone colpite dalla violenza del male, perché la luce di Cristo riesca a entrare anche negli spazi più nascosti della sofferenza dei cuori”.

Un lungo applauso, ci sono tante autorità, dal ministro Mazzi alla sottosegretaria marchigiana Lucia Albano, con loro anche il presidnete Cdo Marche Sud, Emanuele Frontoni, e il suo direttore MassimilianoDi Paolo. Ed è il momento di Papa Leone, che parla per 22 minuti, prima di concedersi a foto, strette di mano e benedizioni.

“In questo momento storico comprendiamo la profezia che venne iscritta nel nome del Meeting per l’amicizia tra i popoli. Come disse San Giovanni Paolo II, già solo pronunciare queste parole rallegra il cuore”.

Un concetto che chiarisce: “Incontro di amicizia e di pace tra i popoli. Parole con un particolare significato in queste ore drammatiche della storia. Papa Francesco ci ha insegnato a coltivare l’amicizia sociale. Possiamo immedesimarci gli uni negli altri, ascoltarci e diventare amici anche tra popoli. Prima dei confini, ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo”.

Un messaggio agli organizzatori e al popolo di CL lo manda subito: “Il Meeting non è un’enclave, è un crocevia per la Chiesa e la società. Un incontro che moltiplica incontri e ispira nuovi cammini. Cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente da parte di chi molto ha ricevuto”.

Parla del titolo, l’ultimo verso della Divina Commedia. “L’amore non è scomparso, non ha perso vigore, anche se rimane silenzioso a differenza delle forze rumorose che sconvolgono la terra. L’amore muove e fa sorgere il sole sui cattivi e sui buoni. Questa è la perfezione di Dio, generoso nell’agire. I miei predecessori hanno tutti indicato la misericordia divina come punto di impatto tra Vangelo e presente, drammatico e meraviglioso al contempo”.

L’invito è a liberare “la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, la tecnologia e la finanza dai business della morte. Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti. Abbiamo bisogno di chi accende sogni e visioni. Ricordiamoci che anche nei passaggi inquieti segnati dagli algoritmi, al centro resta Dio”.

Arriva il passaggio sui giovani. “Siete il segno che il futuro è una promessa, non una minaccia. Siete tanti qui, tanti in incontro. L’amore muove, risveglia dal torpore, chiama a rischiare. Mettetevi in gioco, allargate i legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta. Movimento, gruppi e comunità siano un trampolino per tuffarvi nell’intera realtà. Contrastate chi vi allontana da culture e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite e andate incontro a tutti. Troverete chi è pronto a costruire la civiltà dell’amore. La chiesa si sviluppa per attrazione, non per proselitismo. Ricordate che Dio è amore e nell’amore non c’è costrizione, inganno, indottrinamento. C’è amore solo nella libertà”.

Libertà è una parola che ripete spesso e a cui regala il titolo perfetto: “La verità si incontra solo nella libertà”. Anche i momenti difficili possono diventare momenti di rinascita. Ci crede davvero Papa Leoone XIV: “Cari amici, amate sempre la Chiesa e preservate l’unità”. E visto il lungo applauso, “amate sempre la Chiesa”, ripete con il sorriso.

LEGGI Il discorso integrale

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram