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Quando si sbaglia, chiedere scusa è un segno di forza

5 Luglio 2026

*Poche ore fa, in spiaggia, ho assistito a una scena che merita di essere raccontata. Non per alimentare polemiche, ma perché ogni tanto vale la pena mettere in evidenza anche ciò che funziona.

Una famiglia di turisti aveva sistemato sulla spiaggia libera elpidiense una di quelle piccole tende parasole, le tipiche vendute da Decathlon, poco più di un metro di ingombro. C'erano marito, moglie e la loro figlia, una ragazza con disabilità, che utilizzava quel piccolo riparo per stare all'ombra e ritagliarsi qualche momento di tranquillità.

A un certo punto sono arrivati due agenti dei Rangers Italia. Hanno spiegato di essere intervenuti in seguito a una segnalazione e hanno contestato la presenza del parasole, ritenendolo una tenda vietata dal regolamento comunale. La famiglia ha provato a spiegare le proprie ragioni, ma alla fine, senza protestare, ha chiuso il riparo.

Sembrava una vicenda destinata a finire così. Invece no. In tanti in spiaggia sono rimasti stupiti peer la scelta, un tam tam di commenti. Dopo una segnalazione a chi amministra la città e una verifica della situazione, mezz'ora più tardi gli stessi due agenti sono tornati in spiaggia.

Questa volta si sono avvicinati alla famiglia, hanno stretto loro la mano presentandosi e hanno chiesto scusa. Hanno spiegato di aver ricontrollato il regolamento e di aver verificato che quel tipo di parasole poteva essere regolarmente utilizzato.

Hanno detto, per tenere un profilo dignitoso, "per questa volta", ma in realtà quel parasole può rimanere anche in futuro. È un episodio che racconta una cosa semplice ma non scontata: si può sbagliare, soprattutto quando si è chiamati ad applicare norme che possono prestarsi a interpretazioni. La differenza la fa la capacità di riconoscere l'errore, tornare sui propri passi e rimediare.

Va riconosciuto il comportamento degli agenti, che hanno avuto l'umiltà di chiedere scusa, ma anche del vicesindaco che, ricevuta la segnalazione, non si è limitato a difendere l’azione e ha preferito verificare i fatti, evitando che una famiglia venuta a trascorrere una giornata di mare si trovasse ingiustamente penalizzata.

Le spiagge libere della città offrono servizi di qualità, dalle docce agli spazi ben tenuti, e rappresentano un bel biglietto da visita per il territorio. Anche episodi come questo, conclusi con il buon senso e con la capacità di correggersi, contribuiscono a lasciare un'immagine positiva.

Per una volta, senza esitazioni, si può parlare di buona amministrazione. Perché amministrare bene non significa non sbagliare mai, ma saper ascoltare, verificare e, quando serve, avere il coraggio di dire una parola tanto semplice quanto preziosa: "Scusate".

*direttore www.laprovinciadifermo.com

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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