
*di Raffaele Vitali
L’analisi economica del settore pelli, accessori e calzature, realizzata per Assopellettieri, fotografa i primi tre mesi del 2026. Il risultato, usando le parole della presidente Caludia Sequi, è “complesso e non consente facili ottimismi”.
In generale, le esportazioni sono scese del 3,7% e soprattutto la metà delel aziende interessate dall’indagine hanno chiuso con perdite anche maggiori. peggio è il quadro, che si prospetta, per i lavoratori: le aziende immaginano una riduzione del 15%, attualmente è del 4.
“Eppure, alcuni segnali mostrano un rallentamento della contrazione” prova a dire con un pizzico di ottimismo Sequi. Che poi va al dunque: “Servono politiche industriali che accompagnino il grande cambiamento no rinviabile, che sia tecnologico o generazionale”.
Tornando ai dati, quello di doppia lettura riguarda la cassa integrazione guadagni. Nelle Marche, dove regna il distretto fermano maceratese, leader nelle scarpe ma anche negli accessori e nelle pelli, è in diminuzione rispetto al 2025. Un calo del 34% di ore richieste, si è passati da 1.8 milioni a 1.2. Ma, lo stesso numero letto in raffronto al 2019, che non fu un anno radioso, certifica un + 66%.
La spiegazione è multipla: molte imprese hanno chiuso, anche nel 2026 prosegue il calo di aziende e addetti, alcune aziende si sono unite o sono state acquisite, sono finite le ore da richiedere, gli imprenditori provano a resistere erodendo però il patrimonio personale. In ogni caso, c’è una difficoltà, resa solo più dolce dalla tenuta del mercato americano, dalla ripresa della Francia e dalla stabilità tedesca, che però continua a calare nei chili e paia ordinati.
Attenzione quindi con i numeri, soprattutto li legga al meglio la politica, perché dietro quel meno a livello di cassa integrazione si gioca un pezzo di futuro del sistema socio economico del paese e delle Marche in primis. Soprattutto considerando anche gli acquisti interni, che scendono ‘solo’ dell’1,2% sul 2025, che diventa del 6,8 rispetto al 2019, un anno che per l’Italia commerciale è ricordato come nero.
Anche qui, però, il dato ha due facce e così, per chiudere con una speranza, crescono del 5% gli acquisti dei turisti, chissà che l’estate non porti bene anche a negozi e produttori.
*direttore www.laprovinciadifermo.com
