
FERMO – Un passo avanti che apre a un futuro. “Clima di speranza per l’accordo che è difensivo, ma che non chiude le porte al domani, dura tre anni, anche se prevede uscite incentivate. Dal nulla almeno siamo alla continuità produttiva” commentano gli operai, che presidiano da tempo l’azienda.
È stata raggiunta al Ministero delle Imprese e del Made in Italy l’intesa sul nuovo piano industriale di Electrolux, al termine di una lunga trattativa che ha visto impegnati Governo, azienda e organizzazioni sindacali.
“Per Cerreto d’Esi – spiega la Regione - è previsto il mantenimento della produzione, con volumi in linea con quelli attuali e con la media degli ultimi anni, fino all’individuazione di una soluzione di reindustrializzazione a tutela dei 149 lavoratori. Il Ministero del Lavoro sarà coinvolto per individuare gli ammortizzatori sociali più adeguati, affiancati da percorsi di formazione e riqualificazione professionale.
Per il governatore Francesco Acquaroli, “è un importante passo avanti. Ringrazio il ministro Adolfo Urso, il sottosegretario Fausta Bergamotto, le parti sociali e le rappresentanze dei lavoratori e tutte le parti coinvolte per il lavoro svolto fin qui. Non dobbiamo però abbassare la guardia, il punto raggiunto oggi rappresenta per Cerreto l’inizio di un nuovo percorso che deve portarci alla piena e completa tutela dei lavoratori e dello stabilimento”.
Con il, presidente, anche l’assessore al Lavoro, Tiziano Consoli: “La Regione Marche ha mantenuto una posizione chiara: salvaguardare i livelli occupazionali e garantire la continuità produttiva del sito di Cerreto d’Esi. L’accordo rappresenta un passo avanti significativo, ma per Cerreto d’Esi il lavoro non è finito. La Regione Marche continuerà a seguire ogni passaggio di questo percorso, mantenendo alta l’attenzione sui tempi, sugli investimenti e sulle garanzie occupazionali, anche attraverso gli strumenti di formazione e riqualificazione professionale. Il nostro obiettivo non è soltanto accompagnare una fase di transizione, ma assicurare che Cerreto d’Esi continui a essere un presidio industriale e occupazionale per il territorio”.
Per il sindaco di Cerreto D’Esi David Grillini “non bisogna dimenticare che o stabilimento doveva chiudere. Un plauso va ai sindacati che si sono battuti. Da oggi bisogna lavorare, in attesa del referendum dei lavoratori sull’accordo, per riequilibrare anche la fabbrica che su 150 dipendenti conta 70 impiegati. Difficile reindustrializzare in questo modo”.
