
ANCONA – Innovare per crescere, rafforzare la competitività e affrontare le trasformazioni del mercato senza perdere il legame con il territorio. È stata questa la sfida al centro della presentazione della 40ª edizione della Classifica delle principali imprese marchigiane, promossa dalla Fondazione Aristide Merloni in collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche. Tra gli interventi dell’incontro, ospitato nella sede di Confindustria Ancona, anche la testimonianza di Andrea Pizzarulli, co-fondatore di Civitanavi Systems, chiamato a portare l’esperienza di un’impresa che ha fatto dell’innovazione tecnologica un elemento distintivo del proprio percorso di crescita.
Il rapporto di quest’anno, dedicato al tema "Innovazione e impresa", affianca all’analisi economico-finanziaria delle principali società regionali una riflessione sulle capacità innovative del sistema produttivo marchigiano e sulle condizioni necessarie per sostenerne lo sviluppo nel lungo periodo.
Pizzarulli e l’esperienza di Civitanavi Systems
La presenza di Andrea Pizzarulli ha portato al centro del confronto il punto di vista di chi ha vissuto direttamente il percorso di sviluppo di un’impresa tecnologica. Il co-fondatore di Civitanavi Systems ha partecipato alla discussione sul rapporto tra innovazione, crescita e sviluppo d’impresa, in un contesto nel quale le aziende marchigiane sono chiamate a rafforzare le proprie competenze e ad affrontare mercati sempre più competitivi.
Il suo contributo si è inserito nel dibattito sulla necessità di accompagnare il patrimonio di conoscenze e capacità produttive del territorio con investimenti, ricerca e apertura verso nuove competenze. Un tema particolarmente rilevante per una regione caratterizzata da un tessuto imprenditoriale diffuso, nel quale la capacità di trasformare il sapere industriale in nuovi prodotti e soluzioni rappresenta una leva decisiva per la competitività.
Innovazione, i segnali di rallentamento
Dall’analisi emerge un quadro con luci e ombre. Le Marche possono contare su una cultura brevettuale consolidata e su una presenza significativa di imprese innovative: tra il 2000 e il 2023 sono state depositate oltre 7.500 domande di brevetto industriale da parte di imprese marchigiane e circa 2.400 domande di brevetto europeo. Sono più di 1.100 i soggetti attivi nella tutela della proprietà intellettuale.
A questi elementi si contrappone, tuttavia, un rallentamento della dinamica innovativa registrato negli ultimi anni, soprattutto nella componente più ampia e diffusa del tessuto imprenditoriale. Anche la crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo risulta inferiore alla media europea.
«Una delle forze del sistema produttivo marchigiano è stata la capacità di innovare attraverso il saper fare, l’esperienza e il rapporto con clienti e fornitori», ha spiegato Andrea Fosfuri, titolare della Francesco Merloni Chair in Entrepreneurship e Dean of the PhD School and Innovation dell’Università Bocconi. «Oggi questa capacità va integrata con nuove competenze e con una maggiore apertura alla conoscenza esterna».
La sfida, ha sottolineato Fosfuri, non consiste soltanto nel migliorare l’efficienza produttiva, ma anche nel realizzare prodotti e soluzioni capaci di generare un valore maggiore per il cliente.
Ariston Group guida la classifica
Sul fronte economico, al vertice della graduatoria si conferma Ariston Group, con un fatturato di 2,7 miliardi di euro nel 2025, che sale a 3,1 miliardi considerando su base pro forma la recente acquisizione di Riello. Seguono Conad Adriatico, con 1,4 miliardi, e Magazzini Gabrielli, con 1,3 miliardi di euro.
La quarantesima edizione della Classifica restituisce l’immagine di un sistema imprenditoriale che mostra segnali di crescita e mantiene una struttura finanziaria complessivamente solida, pur dovendo fare i conti con alcune criticità strutturali. Tra queste, la dimensione media contenuta delle imprese e il divario di produttività rispetto ai territori più dinamici.
Ad aprire i lavori sono stati Paolo Merloni, presidente della Fondazione Aristide Merloni ed executive chairman di Ariston Group, e Diego Mingarelli, presidente di Confindustria Ancona. Il rapporto è stato illustrato da Donato Iacobucci, Martina Orci e Francesco Perugini del Centro per l’innovazione e l’imprenditorialità dell’Università Politecnica delle Marche. A chiedere il pomeriggio, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
"Essere legati alle nostre radici non significa restare fermi: significa aiutare il territorio a cambiare senza perdere la propria identità - ha dichiarato Paolo Merloni - Innovare e sfidare lo status quo è difficile, ma credo che, per le nostre imprese e per le Marche, rinunciarvi costerebbe molto di più".
