
FERMO - Tra i tanti parametri che ci sono per valutare lo stato di salute economica di un territorio, ci sono le re di cassa integrazione. E nelle Marche, nel terzo trimestre sono 20,7 milioni. Tra Cig, Fis e altri fondi di solidarietà, l’aumento è del 19,6%, ovvero2.2 milioni di ore. Il problema, è un altro, nel centro Italia sono invece diminuite del 22,2% e in Italia, in generale del 21,9.
La realizzazione dei dati è della Cgil, che evidenzia anche come scenda l’ordinaria ma ci sia un boom di cassa straordinaria. A penalizzare la regione è l’industria, in particolare la meccanica, +4 milioni di ore, e il legno, +827mila. In difficoltà anche il settore case di cura.
Nel quadro generale, a stupire è il segno positivo della provincia di Fermo che vede una diminuzione del 24,8%, come scende Macerata mentre esplode la cassa nel Piceno. “La Regione - commenta Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche – deve intervenire sull'Irpef e sull'esenzione ticket a favore di famiglie e lavoratori che, con inflazione crescente, si trovano anche in Cig”.
Per Eleonora Fontana, segretaria Cgil Marche, “la Cig fotografa il peggioramento delle condizioni materiali di lavoratori e famiglie che già faticano ad arrivare a fine mese. Per quanto riguarda i settori, quelli attraversati dalla crisi sono quelli strategici per le Marche”.
