
FERMO - Dal 5,2% al 35,6% in appena un anno e mezzo. È la crescita dell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale nelle micro e piccole imprese italiane fotografata dal Rapporto CNA "AI e Piccole Imprese". Una diffusione che rende tutt'altro che teorica la prossima scadenza del 2 agosto, quando entreranno in vigore gli obblighi di trasparenza previsti dall'AI Act europeo anche per molte imprese che già oggi utilizzano strumenti come ChatGPT, assistenti virtuali o generatori di immagini nella propria attività quotidiana. “Si tratta di uno strumento sempre più diffuso anche nel mondo dell'artigianato e dei servizi – evidenzia Andrea Caranfa, Segretario Generale CNA Fermo – e proprio questa rapida diffusione rende particolarmente importante la scadenza del prossimo 2 agosto 2026, che interessa non soltanto chi sviluppa questi sistemi, ma anche chi li utilizza nell'ambito della propria attività professionale”.

A richiamare l'attenzione delle aziende del territorio è Stella Alfieri, Responsabile Comunicazione e Terziario Avanzato di CNA Fermo, che ricorda di verificare il proprio livello di conformità: “Siamo di fronte ad una trasformazione ormai strutturale. Dal 2 agosto diventano pienamente applicabili gli obblighi di trasparenza previsti dall'articolo 50 dell'AI Act., quando le nuove disposizioni interessano sia i provider, cioè chi sviluppa i sistemi di Intelligenza Artificiale, sia i deployer, ovvero le imprese e i professionisti che li utilizzano nell'ambito della propria attività”. E ancora: “In concreto, chi utilizza chatbot, assistenti virtuali o altri strumenti che interagiscono direttamente con clienti e utenti dovrà informarli chiaramente che stanno dialogando con un sistema di Intelligenza Artificiale. Inoltre, quando vengono pubblicati contenuti generati dall'AI, come immagini, audio, video e, nei casi previsti dalla normativa, anche testi, sarà necessario renderne riconoscibile l'origine artificiale. Particolare attenzione è richiesta per i cosiddetti deepfake e per i contenuti riguardanti temi di interesse pubblico, che dovranno essere chiaramente etichettati”.
“Tali regole non riguardano esclusivamente le grandi piattaforme tecnologiche – aggiunge Caranfa – In realtà anche una piccola impresa che utilizza un chatbot sul proprio sito internet, crea immagini promozionali con strumenti di Intelligenza Artificiale, realizza contenuti con ChatGPT o altri assistenti generativi, oppure impiega sistemi automatici per dialogare con i clienti, deve verificare se ricadono gli obblighi previsti dall'AI Act. Non significa smettere di utilizzare questi strumenti, ma farlo in modo trasparente e consapevole”.
“L’obiettivo è rendere l’origine AI sempre rilevabile e tracciabile, soprattutto per mitigare disinformazione e frodi. Formazione, informazione e accompagnamento – chiosano Caranfa e Alfieri - diventano quindi elementi essenziali affinché l'Intelligenza Artificiale possa trasformarsi in un'opportunità di crescita, innovazione e competitività”.
