
MONTE URANO – Calma, costanza, precisione, determinazione: serve tutto questo, oltre a un buon progetto, per accendere l’attenzione dell’Europa, di Bruxelles. E questo stanno facendo Eleonora Ferracuti, consigliera provinciale con delega all’Igp Calzaturiero, e Germano Craia, che del Consorzio calzaturiero fermano-maceratese è presidente. Con loro, Federico Nahuel Lazzari, lobbysta e direttore del consorzio.
“Stiamo lavorando da tempo sulla tutela del sistema manifatturiero marchigiano, ma in realtà nazionale ed europeo. E questo è stato ben compreso” spiega Craia. Si sono aperte, ancora una volta, le porte del Parlamento europeo alla mini delegazione che si muove, senza sosta, dal territorio, incontri con imprese, associazioni e istituzioni locali, all’Europa, dove poi si prendono le decisioni.
“In una fase così complessa per il manifatturiero, la questione è sempre più rilevante: il tema non è soltanto difendere produzioni e posti di lavoro, ma riuscire a valorizzare sui mercati internazionali ciò che rende riconoscibile un territorio. Ovvero, il saper fare, le competenze accumulate nel tempo e il legame tra le imprese e le comunità in cui sono nate” aggiunge Ferracuti.

Tra gli incontri, Ferracuti, Craia e Lazzari hanno potuto fermarsi a discutere con l'eurodeputata tedesca Marion Walsmann, relatrice del provvedimento che ha introdotto la protezione delle indicazioni geografiche per i prodotti artigianali e industriali, e l’italiano Carlo Ciccioli, che ha allargato la discussione ai possibili e necessari strumenti europei per aumentare la competitività delle imprese.
“Il confronto è partito dalle eccellenze della moda, dal calzaturiero e dal comparto del cappello, portando all'attenzione delle istituzioni europee l'esperienza di uno dei distretti manifatturieri più riconoscibili del Made in Italy” proseguono.
La delegazione del Consorzio ha presentato una proposta: creare a Bruxelles uno spazio dedicato alla “History of European Excellence”. Una sorta di vetrina permanente nella quale raccontare le produzioni attraverso le persone, le competenze e le comunità che hanno contribuito a costruirle.
“L'idea – riprende Craia - è stata accolta positivamente e potrebbe ora diventare la base per ulteriori confronti con le istituzioni europee”. Ci crede Ferracuti: “Per il territorio fermano-maceratese sarebbe un'altra occasione per far conoscere una storia manifatturiera che non appartiene soltanto alle imprese, ma all'identità stessa di un'intera area. Noi vogliamo trasformare il valore e la storia del distretto in occasioni concrete di sviluppo, dando alle eccellenze fermano-maceratesi una presenza sempre più forte non soltanto in Italia, ma nel cuore dell'Europa”.
r.vit.
