
FERMO – «Ciò che il Comune riceve compensa integralmente ciò a cui rinuncia?». È la domanda che Saturnino Di Ruscio, consigliere comunale di Servire Fermo, pone all’indomani dell’approvazione della fusione per incorporazione di Solgas in Astea Energia.
Un’operazione che, secondo l’ex sindaco, segna la perdita di un patrimonio costruito negli anni e non garantisce adeguati benefici alla città.Con la fusione, Solgas sarà estinta e il Comune di Fermo, che deteneva il 51% delle quote, riceverà una partecipazione del 5% in Astea Energia.
«Si scambia il controllo di una società con una quota che non consente di incidere sulle scelte. Porto San Giorgio, con il 4,6%, ha un rappresentante nel consiglio di amministrazione, mentre Fermo avrà un revisore».
Di Ruscio rivendica il percorso avviato durante la sua amministrazione, quando la costituzione di Solgas, Asite e Pharmacom aveva permesso di trasformare le risorse ereditate in patrimonio pubblico.
«Il pacchetto clienti di Solgas, valutato 1,8 milioni di euro nel 2001, era arrivato a 10 milioni nel 2010. La società contribuiva inoltre a redistribuire risorse alla comunità e a realizzare investimenti».
La svolta, secondo il consigliere, risale al 2016, con la cessione del 49% delle quote a SGR Rimini per 5,1 milioni di euro. «Si è passati da una strategia di crescita patrimoniale a una logica di fare cassa, con gli utili destinati a sostenere la spesa corrente».
Nel mirino anche le condizioni della nuova operazione. Il Comune si garantisce per almeno cinque anni la distribuzione dell’80% degli utili e 50mila euro annui di sponsorizzazioni, ma, osserva Di Ruscio, il valore del PUT scende da 5,32 a 2,28 milioni di euro, mentre l’indennizzo previsto per il riequilibrio delle posizioni è di circa 220mila euro.
«Non viene spiegato come sia stata determinata questa cifra, a fronte dei diritti e dei poteri ai quali Fermo rinuncia».
Da qui l’invito alla maggioranza a riaprire la trattativa con Astea, anche per tutelarsi da eventuali contestazioni di danno erariale. «Quale vantaggio concreto ricevono i cittadini fermani dalla perdita della loro società? Il beneficio, a mio avviso, è soprattutto per la maggioranza, che potrà contare sugli utili per pareggiare il bilancio e finanziare la spesa corrente. Si è persa la seconda generazione: quella che avrebbe dovuto custodire il patrimonio ricevuto».
