
MUCCIA – Scontro politico in vista del Consiglio regionale aperto dedicato ai dieci anni dal terremoto del 2016, in programma a Muccia.
Al centro della polemica, la richiesta delle minoranze di inserire nell’ordine del giorno un dibattito sulla maxi inchiesta giudiziaria relativa alla ricostruzione post-sisma, respinta dalla Conferenza dei capigruppo.
I gruppi di Pd, M5S, Avs, Progetto Marche e Lista Ricci esprimono "profonda amarezza, rabbia e sconcerto" per la decisione, accusando il presidente Francesco Acquaroli e la maggioranza di centrodestra di evitare il confronto su una vicenda che coinvolge direttamente le comunità del cratere.
"Si preferiscono le passerelle istituzionali, i soliti spot e la propaganda politica alla trasparenza e al dovere di una corretta informazione dei cittadini", attaccano i consiglieri di opposizione.
Per le minoranze, sarebbe stato necessario affrontare la questione in una sede istituzionale, garantendo chiarezza e risposte ai territori colpiti dal sisma. La bocciatura della richiesta, aggiungono, è un segnale di debolezza politica e di mancanza di rispetto per la verità.
"Il presidente non potrà scappare all’infinito dalle sue responsabilità politiche e istituzionali", concludono.
Di segno opposto la posizione di Andrea Putzu, esponente di Fratelli d’Italia, che respinge le accuse e assicura che durante la seduta le minoranze potranno intervenire liberamente. "Nessuna censura, nessun bavaglio e nessuna limitazione", afferma, contestando il tentativo di trasformare il Consiglio regionale in un tribunale.
L’obiettivo dell’appuntamento di Muccia, sottolinea Putzu, è fare il punto sulla ricostruzione, sui risultati raggiunti, sulle criticità ancora aperte e sulle prospettive delle comunità colpite. "Non abbiamo alcuna intenzione di sottrarci al confronto, ma pretendiamo che si rispettino le istituzioni e che si tenga ben distinta la responsabilità politica da quella giudiziaria".
Putzu ricorda inoltre che, nell’ambito dell’inchiesta, Acquaroli non risulta indagato né coinvolto, così come, sostiene, nessun esponente del centrodestra e della Regione."Il Consiglio regionale è il luogo del confronto democratico, non un’aula di tribunale in cui celebrare processi politici", conclude l’esponente di FdI.
La seduta si aprirà così in un clima di contrapposizione: per l’opposizione, un’occasione mancata per discutere pubblicamente dell’inchiesta; per la maggioranza, un appuntamento da mantenere concentrato sul terremoto e sul futuro dei territori.
