
FERMO - C’è una elezione in cui il peso del comune di Montefortino è superiore a quello di Porto San Giorgio, per fare un esempio. Un peso che domani, quando è stata convocata l’assemblea dei sindaci peer eleggere il nuovo presidente e discute re del futuro del Murri, conterà eccome.
Nella provincia di fermo, diversamente da altri territori delle Marche, è consuetudine che a presiederla sia il sindaco di Fermo, del capoluogo. Nessuno aveva mai sognato di mettere in discussione questo status. Nessuno fino a oggi.
I referenti politici dei partiti di centrodestra, da settimane, stanno lavorando per creare una alternativa a Scarfini. E le ragioni sono diverse. La prima è che in molti non credono che Scarfini sia in grado di ricoprire anche questo ruolo, dovendosi poi confrontare con l’assessore regionale Paolo Calcinaro. Uno dei compiti principali dell’assembla, infatti, è quello di portare in regione le istanze del territorio in campo sanitario.
Per cui, o Scarfini dà prova di polso e di sapersi ‘staccare’ dal padrino politico, o diventa un peso per i colleghi che hanno più di un problema aperto, a cominciare dal rinforzo delle case di comunità per arrivare alla piena attuazione dei servizi nell’ospedale di amandola.
Da qui, la ricerca dell’alternativa. Sono stati sondati una serie di sindaci. Partendo dal fatto che non può essere Massimiliano Ciarpella, primo cittadino di Porto Sant’Elpidio, l’alternativa. Una delle ragioni che ha infatti scatenato l’ira del centrodestra su Scarfini è il mancato trasferimento del Serd. Stando ai bene informati, Calcinaro prima di andare via avrebbe raggiunto un possibile accordo per portare il sevizio tossicodipendenze all’interno dell’attuale Murri, liberando quindi il distretto elpidiense, non più in grado di gestire anche il Serd, o Sert che dir si voglia. Piano però naufragato con l’elezione in regione e di cui Scarfini ha ribadito ai colleghi interessati, principalmente i sindaci costieri, di non sapere nulla.
Da lì, un susseguirsi di pressioni, confronti e mancati accordi che hanno portato il centrodestra a sondare il terreno per un blitz politico: affidare l’assemblea a una figura ‘di mezzo’, possibilmente d’area, che sia in grado poi di battere anche i pugni in regione.
Dato che non può essere Adolfo Marinageli, il sindaco di Amandola non è nelle grazie dei consiglieri regionali, Putzu in testa, la freccia si è prima indirizzata su Endrio Ubaldi, ma il primo cittadino di Montegranaro ambisce a restare in Provincia, e poi su Alberto Antognozzi, sindaco di Grottazzolina. Sembra fuori dai giochi Marco Rotoni, nonostante Servigliano sia al centro, con altri comuni, di un progetto di telemedicina all’avanguardia.
Tornando quindi al voto che si terrà domani, su convocazione dl sindaco di Porto San Giorgio che ha retto l’assemblea dopo l’uscita di scena di Paolo Calcinaro, è un mix tra matematica e politica. Uno non vale uno, come alle elezioni provinciali, ma mai come questa volta i piccoli contano. Basti dire che anche Amandola vale più di Porto San Giorgio e che Monterubbiano pesa come Monte Urano.
In attesa del verdetto, le segreterie di partito fanno i propri conti, Scarfini si professa tranquillo e cerca alleati, forte del peso di Fermo e della relazione, che lui, e non solo lui, vede come un vantaggio, con l’assessore alla Sanità.
Raffaele Vitali
