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Playoff, Pesaro vince gara 2. Leka indovina le mosse: Aromando ci mette i muscoli, Bucarelli la regia, Maretto chirurgico

11 Maggio 2026

PESARO – La VL Pesaro non trema e impatta la serie (94-79). Leka sceglie quintetti diversi, cambia le rotazioni, sacrifica di più le gambe di Bucarelli e Tambone perché oggi contava solo vincere. È andato  tutto come previsto dal piano partita del coach, che in 36 ore ha rimesso in ordine le caselle, ha chiesto più difesa e fisicità ai suoi che hanno annullato Tomassini, ha trovato in Smith la risorsa necessaria per alleggerire Miniotas dalle mani di Rimini, ha mostrato la vera faccia di Bertini e Maretto: ha vinto. Giovedì gara tre a Rimini, con Pesaro consapevole di dover vincere almeno una partita per poter tornare alla Vitrifrigo Arena.

Cinquemila spettatori, ma soprattutto un’altra energia quella che mostra Pesaro fina dai primi minuti. Rispetto a gara 1, Pesaro ha alzato il livello difensivo. Poi che Rimini faccia comunque canestro, è inevitabile. Il piano partita è chiaro: mandare i piccoli’ spalle a canestro e ogni tanto, in difesa, provare i raddoppi per allentare il ritmo e la lucidità dei play di  rimini.

Leka cambia tanto. In tribuna Johnson e dentro Smith, per cominciare. Ma soprattutto Aromando in quintetto e Miniotas che parte dalla panchina. Una scelta che sembrava difensiva, ma che offre anche buone chance offensive. Soprattutto perché Bucarelli ha voglia di inventare gioco come sa fare. Impatto importante per Tambone, che viene marcato in maniera asfissiane, ma i compagni questa volta lo aiutano di più e lui, appena ha mezzo metro, punisce con il suon tiro morbido.

L’ottimo inizio permette a Leka di mandare in campo Miniotas dopo 5 minuti, e il lituano mostra tutta la sua intelligenza, facendosi trovare pronto e sereno. Due pick&roll consecutivi con in mezzo la solita giocata di energia di Maretto. È in pieno controllo la VL, ma c’è sempre il fattore Sankare che incombe (22-16).

Anche un altro aspetto è cambiato, la reazione di Leka ai momenti difficili. Dopo una perfetta tripla di Bertini, che ha cambiato marcia rispetto alla sfida di Jesi, arriva una folata romagnola: due bombe consecutive. Il coach pesarese chiama subito time out. Sessanta secondi per ordinare le idee, rimettere Aromando, Virginio in questa serie non riesce a entrare in ritmo, e Pesaro ricomincia a correre toccando il +14 (38-24). Frutto anche di una giocata di pura energia di Smith, un fattore in capo, che ruba palla a Camara sulla rimessa e vola in contropiede a schiacciare.

Serve l’energia del longilineo americano, che permette così a Leka di scegliere contro chi far giocare Miniotas, in particolare Simeoni è l’indiziato. Meglio anche sotto canestro, anche se Sankare resta un rebus per ogni lungo pesarese. Non arriva nulla da Trucchetti, che continua a faticare in difesa, ma Bucarelli è lucido, gioca continuamente spalle a canestro, posizione che gli permette di segnare o di far collassare la difesa di Dell’Agnello, trovando così poi sempre un compagno libero. Vedi il terzo pick&roll con Miniotas, che ne mette un altro  anche con Betrini, assoluto protagonista, ben aiutato da Maretto (57-43 al 20’). Si chiude così un periodo da 35 punti segnti per Pesaro.

Poi, però, arriva il terzo quarto. E come a Jesi, Rimini dà il meglio di sé. E lo fa con due uomini: il solito Sankare e Marini, che entra in ritmo da dentro e fuori area. A questo si aggiunge la fisicità di Alipiev e Leardini che fanno faticare Bucarelli e Tambone. Proprio il 15 biancorosso è l’assente del quarto in cui Pesaro per tre minuti non riesce a segnare permettendo così a Rimini il break che riapre il match e soprattutto fermandosi un po’ troppo a discutere con gli arbitri anziché tra compagni.

Chiacchiere che costano fallo e tecnico a un ottimo Smith e che non aiutano i cambi difensivi. Una grande giocata di Aromando, che mostra i muscoli è una piccola illusione all’interno del quarto perfetto degli ospiti. Sankare è quasi irreale, la sua schiacciata con balzo da centro area resterà negli occhi del pubblico pesarese. Anche perché è il canestro del 66-66. Leka non ferma tutto, mancano ancora tre minuti, l’adrenalina è tutta per Rimini e soprattutto Tambone avrebbe bisogno di un piccolo break.

Ci pensa però Maretto, ai liberi, a tenere Rimini distante. E la difesa di Pesaro tiene, diversamente da gara 1. Il quarto e ultimo periodo il coach pesarese lo affronta con Virginio, è una preghiera al cielo perché fino ad ora il lungo è impalpabile e tale resta, anzi ne approfitta Alipiev. Non resta che la panchina, torna Aromando, dopo che il pubblico pesarese si esalta  con la tripla di un Miniotas molto concentrato (80-70).

Non è finita, Sankare è in serata di grazia, segna anche una tripla di tabella. Ma Pesaro ha un Aromando in più nel motore. Il lungo gioca come se fosse ancora il capitano di Mestre, il che significa personalità e protagonismo: canestri, rimbalzi e quei contatti che fanno bene ai compagni che si sentono protetti. Finisce così, per la cronaca c’è una tripla fondamentale di Maretto in faccia a Marini che chiude i sogni di Rimini (85-74) e la precisione di Bucarelli ai liberi nel momento in cui Rimini perde la testa tra antisportivi, tecnici ed espulsioni.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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