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Pesaro, le ragioni di una sconfitta. Gara 2 per risorgere, ricordando che la VL è più forte

10 Maggio 2026

PESARO – Poche ore dividono la VL Pesaro da gara 2 dei playoff contro la Rbr Rimini. Acido lattico, pensieri, dubbi ed errori rimasti nella testa di giocatori e staff tecnico dopo gara 1 devono necessariamente trasformarsi in una reazione lucida.

Perché Pesaro ha perso la prima partita? Paradossalmente, l’analisi di Leka insieme al vice Baioni sarà partita proprio dal momento iniziale e poi dai minuti migliori della squadra. Perché è lì che Pesaro ha mostrato il primo problema tattico: la non difesa sul pick and roll di Rimini.

Gli allenatori adottano due strategie: cambio sistematico, passaggio sui blocchi oppure il classico aiuto e recupero.

Il secondo appunto riguarda la poca difesa sugli esterni di Rimini. Non è possibile che Trucchetti non riesca mai a contenere due palleggi di Denegri. Anche perché questo costringe poi i lunghi a coprire spazi che i riminesi hanno saputo attaccare con abilità.Il terzo nodo sono i rimbalzi.

Gli ospiti ne hanno presi 12 in più, garantendosi decisive seconde chance. “Controllo dei rimbalzi e tagliafuori su Sankaré, che nel primo incontro della serie è stato un fattore” ricorda Leka.

Pesaro ha perso pur tirando bene da tre e non ha saputo approfittare dell’iniziale 1 su 10 dalla lunga distanza di Tomassini e compagni.

Ecco, Tomassini. È un talento indiscutibile, ma se può tirare con i piedi per terra da tre punti è facile che dia spettacolo.

Quarto punto su cui, in meno di 24 ore, Leka avrà lavorato è lo stallo offensivo negli ultimi due quarti. Il coach pesarese lo ha detto chiaramente: se Bucarelli fa 32 punti, qualcosa non ha funzionato.

Anche perché il capitano ha perso diversi palloni importanti. Questo anche perché, dopo che nei primi due quarti la difesa asfissiante di Rimini era stata punita dagli arbitri, nella ripresa è riuscita invece a fare la differenza.

Infine, la questione “fattore campo”. Non scherziamo: di Rimini c’erano 132 tifosi, di Pesaro 1.829. Si sentiva praticamente solo la voce della Curva dedicata a Piccoli. Per cui la VL ha giocato davvero in casa e i canestri non erano abituali per entrambe le squadre.

C’è poi una questione più sottile, legata alle rotazioni di Leka.

Il coach le ha motivate con un “non si può far giocare qualcuno 35 minuti dovendo scendere in campo ogni 48 ore”.

Difficile dargli torto, ma c’è modo e modo di ruotare i giocatori e soprattutto ci sono quintetti più o meno efficaci. Quelli scelti dal coach nel terzo e drammatico quarto sono stati deficitari. Così come resta inspiegabile la scelta di non far più entrare Jazz Johnson nel secondo periodo, dopo gli ottimi dieci minuti iniziali.

Non sempre le mosse fatte a inizio partita sono giuste per il finale, inclusa quella di tenere contemporaneamente in panchina Tambone e Bucarelli. Ma ruotare dieci giocatori non è mai semplice per nessuno.

Gestire meglio le risorse sarà importante tanto quanto vedere Maretto fare canestro e Quirino evitare troppe pause a rimbalzo. La gestione di Miniotas è un’altra questione. Se sta bene, giusto che giochi. Ma nel primo quarto è stato lui stesso a chiedere il cambio quando non ce la faceva più. Poi è stato lasciato in campo mentre andava in difficoltà e non rimesso quando i suoi non prendevano più un rimbalzo.

Serviranno letture giuste, dentro e fuori dal campo. Pesaro è quella dei primi venti minuti? Molto probabilmente sì. Ha tutto per superare Rimini, soprattutto se non si farà prendere dalla fretta e farà girare la palla, alleggerendo così la pressione di Leardini su Bucarelli e, più in generale, quella degli esterni sui talenti che Leka ha a disposizione.

Palla a due domani sera alle 20.45, alla Vitrifrigo Arena. Almeno un altro alibi sarà cancellato. La VL è più forte, la squadra e la società devono solo ricordarselo.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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