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Playoff, debutto amaro per Pesaro: Tomassini la gela, Sankare la schiaccia

9 Maggio 2026

JESI – Un ritorno al passato, alle gloriose sfide contro l’Aurora Jesi per Pesaro. Solo che questa volta sul parquet del PalaTriccoli di fronte c’è la Rbr Rimini. Sembra così piccolo il palasport jesino, pensando alla Vitrifrigo Arena, ma l’assenza, o quasi, dei tifosi ospiti, rende i mille tifosi pesaresi rumorosi come i soliti 5mila.

Non basta però il clima caldo, Pesaro ha troppa ruggine nelle gambe e pian piano si sente tutta. Inizio difficile, reazione imperiosa, minuti di spettacolo e poi il blackout, in campo e in panchina, che nessuno riesce più a sbloccare.

Anche perché Tomassini è indemoniato (26 punti) e Sankare, il meno previsto degli avversari, decide letteralmente il match in difesa e in attacco, dove segna e prende rimbalzi.

Coach Spiro Leka manda in tribuna Smith, inevitabile considerando il recupero di Miniotas, accolto come il più atteso dei figliol prodigo. E il lituano non si fa attendere prima di far capire a tutti perché è il miglior lungo del campionato, con buona pace del premiato Tiby. Solo che ha le batterie decisamente scariche.

Si parte, palla due contro la squadra che ha fatto faticare di più Pesaro, insieme con la neopromossa Scafati, nelle due sfide in stagione regolare. Ma ora tutto cambia, non conta più solo la tecnica, serve il carattere.

Primo quarto

Pesaro schiera il quintetto che ha dominato il campionato, dopo troppe settimane. Dell’Agnello schiera subito il suo jolly difensivo, Leardini, su Bucarelli per provare a spegnere la luce al faro pesarese. Piano partita che dura due minuti, quelli necessari a Pesaro peer capire come cambiare sul gioco Denegri Camara che vale un iniziale 0-6.

Da quel momento, c’è solo la VL in campo. Tornano i pick&roll con Miniotas, che inizia dominando a rimbalzo, il suo senso di posizione non ha eguali. Non solo, la palla gira veloce, tutti la toccano e così si spiega il9-0, che diventa poi 16-0 con il triplo cambio di Leka. Che da oggi ha una squadra di dieci titolari. E infatti, li usa tutti nel primo periodo.

Se non fosse per l’energia e le braccia lunghe di Sankare, il divario a fine quarto sarebbe già decisivo, ma comunque il 24-11 rende giustizia al gioco visto in campo, con tanto di due canestri di  qualità di De Laurentiis e del combattivo Aromando.

Secondo quarto

Pronti via e Bertini mette in linea i piedi e infila la tripla. È la seconda del match, considerando che il primo quarto si era chiuso con un poco onorevole 1/15 delle due squadre.

Una tripla che però non stende Rimini che prosegue nel suo tentativo di pressing asfissiante, punito però dagli arbitri, tanto che gli ospiti sono in bonus dopo due minuti.

Ci pensa Denegri a far respirare coach Dell’Agnello con sette puti consecutivi frutto di amnesie difensive di Trucchetti, che fa una cosa buona e due danni, e Bucarelli.

Non poteva continuare a spadellare la Rbr e grazie alle triple resta in partita. Tomassini è immarcabile, Alipiev fa il resto. Leka si dimentica Jazz Johnson, forse il migliore del primo periodo, in panchina e anche Miniotas resta in campo troppo a lungo tra palle perse e forzature.

Una partita che si poteva già chiudere, va invece all’intervallo lungo più che aperta (47-41). Merito di Rimini che non ha mollato quando si è trovata doppiata (30-15) e ha saputo approfittare di una rotazione meno efficace del primo quarto.

Terzo quarto

L’adrenalina accumulata a fine secondo quarto non scema nell’intervallo. Rimini è carica a palla e soprattutto ha ripreso a macinare gioco, trovando sempre l’uomo libero. Dell’Agnello con Leardini riesce ad annebbiare Bucarelli che perde due palloni in fila.

Il piano del coach di Rimini  chiaro: asfissiare Pesaro, toglierle ogni linea di passaggio, inceppare il gioco. Leka non trova le contromisure, toglie in contemporanea i suoi due fari, tiene in campo un abulico Virginio e vede spegnersi Jazz Johnson, uscito di partita nel secondo quarto, ma ingiustificabile non protagonista quando è stato chiamato in campo, tolta una tripla al 29’.

La squadra è completamente uscita dal match, non ci sono timeout, non ci sono cambi, la difesa non funziona, non torna né Miniotas né Maretto. Denegri sbeffeggia tutti, Leka continua inerme a vedere Rimini fare canestro – quale ruolo hanno gli assistenti? - e prendere rimbalzi, quelli che la fanno volare il team Tomassini sul 56-70. Pare incredibile, uno 0-14 che nessuno poteva immaginare, frutto di cinque minuti di solo ferri.

La fotografia del quarto è il tap in sulla sirena di Simioni, l’ennesimo rimbalzo in attacco preso sulla testa di Quirino De Laurentiis, meno reattivo, ma anche abbandonato al suo destino per l’incapacità degli esterni, Trucchetti in questo deve lavorare molto, di reggere un solo palleggio dei rispettivi uomini (60-72).

Quarto periodo

Il pubblico ci crede, salgono i decibel, in campo tornano i senatori, incluso Miniotas che non tira ma gestisce i palloni delicati. Simioni sbaglia due volte, Tambone no e così Bucarelli che segna una tripla completamente fuori equilibrio (68-72).

La reazione, come è nel Dna di  questa squadra, c’è. Solo che Rimini ha Tomassini, il pesarese che non teme il ‘suo’ pubblico, anzi ne trova stimolo. Segna, segna e segna perfino da nove metri quella che poteva essere la tripla che uccide il match (68-77).

Un lampo di Tambone riapre tutto. Ma si percepisce che qualcosa non va. L’effetto quintetto piccolo svanisce, anche qui i cambi arrivano tardi. Questa è la lettura che si chiede alla panchina, capire i anticipo quello che serve, anche dopo aver fatto la mossa giusta. Che nel basket, però, non è mai definitiva.

Aromando perde un pallone insieme con Bucarelli, poi sfonda. Nel mentre Sankare si  diverte a violentare il canestro di Pesaro con schiacciate e appoggi facili dopo ribalzi in attacco. La sua schiacciata, mentre tutti lo guardano ammirati, seguita dalla bomba di Marini dall’angolo decidono gara 1 (76-86) a meno di tre minuti dalla fine.

Il tempo che rimane, Tambone fuori per cinque falli, serve solo per le statistiche e per iniziare a pensare a gara due, tra 48 ore che Pesaro dovrà giocare con un altro piglio.

Raffaele Vitali

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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