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Micam, spazio chiave per i piccoli. Lupetti: "L’artigianalità è il nostro valore. Sul prezzo non siamo campetitivi. Mercati? Bene la Francia"

15 Settembre 2026


MILANO/MONTEGRANARO - Meglio delle aspettative. Al Micam, Laura Lupetti titolare con il fratello del calzaturificio La bottega di Lisa a Montegranaro era arrivata con prudenza vista la complessità del momento. Nelo stand c’è movimento, pass anche Andrea Caranfa, direttore Cna Fermo, che si è confrontato con i ‘suoi’  tra i padiglioni. “Resta la fiera fondamentale per incontrare una clientela ormai consolidata, in gran parte europea” ha sottolineato Lupetti.

“La nostra clientela è prevalentemente europea. Abbiamo clienti che arrivano dalla Germania, dalla Francia, dalla Danimarca e dalla Spagna. Sono tornati e, rispetto alla scorsa stagione, ci sono sembrati anche più decisi. Generalmente fanno un primo giro, valutano e poi magari confermano gli acquisti verso l'ultimo giorno. Questa volta, invece, molti sono arrivati con le idee già chiare e hanno impostato subito gli ordini".

Francia e Spagna sembrano mercati più dinamici, mentre la Germania continua a essere più cauta. È anche la vostra esperienza?

"Per noi la Francia è ormai diventata il mercato principale. Riceviamo anche segnali contrastanti, perché alcuni clienti ci raccontano di fare più fatica e di aver dovuto abbassare un po' il target dei loro negozi. Nonostante questo, però, continuano ad acquistare e rappresentano per noi un importante punto di riferimento. La Germania è sicuramente più cauta negli acquisti, ma è anche un mercato molto puntuale nei pagamenti. Questo ci permette di lavorare con maggiore serenità".

Come riuscite a conquistare e mantenere il cliente?

"Il nostro punto di forza è il prodotto artigianale: la manualità, la qualità dei materiali e una lavorazione fatta a mano. Possiamo contare ancora su alcuni artigiani del territorio, e questo è uno degli elementi che caratterizza la nostra produzione. Allo stesso tempo, però, è anche uno dei nostri principali problemi, perché la manodopera specializzata è sempre più difficile da trovare".

Servirebbe un maggiore ricambio generazionale, magari affiancando i giovani agli artigiani più esperti?

"Sicuramente, ma è molto difficile. I giovani che scelgono questo percorso sono sempre più rari. Non è semplice trovare ragazzi che abbiano interesse, voglia ed entusiasmo per intraprendere questo lavoro. Probabilmente lo vedono come un settore con prospettive incerte e questo li rende più cauti".

Quante persone lavorano nella vostra azienda?

"Siamo una realtà familiare, una grande famiglia".

Una piccola azienda può guardare anche a nuovi mercati?

"In questo momento, finché il mercato che già serviamo ci permette di sostenere la produzione, preferiamo concentrarci su quello. Riusciamo a soddisfare la nostra capacità produttiva e, per questo, oggi faremmo anche fatica a sostenere investimenti importanti senza avere la certezza dei risultati. Naturalmente, in un momento di maggiore difficoltà può diventare necessario osare e cercare mercati nuovi. Per ora, però, preferiamo rimanere con i piedi per terra e fare i passi che possiamo permetterci".

Qual è oggi la sfida principale per una piccola impresa artigiana italiana?

"Ci sono costi e tassazioni che rendono difficile competere sul prezzo con altre realtà produttive. Per questo dobbiamo puntare sull'artigianalità, sulla qualità e sul valore del prodotto. È questa la nostra strada, perché altrimenti diventa molto difficile competere esclusivamente sul terreno del prezzo".

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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