
FERMO – “Addio, Solgas”. È il sunto di Leonardo Tosoni e dei consiglieri di minoranza del centrodestra a poche ore dalla chiusura del consiglio comunale fiume in cui si è discussa la fusione in Astea Energia.
“Abbiamo tentato in ogni modo di informare la cittadinanza sui pericoli e le possibili conseguenze, abbiamo sollevato il rischio del danno erariale che si potrebbe determinare se tra qualche anno, alla fine dei conti, non riusciremo ad avere in mano quei 5.300.000 che potevamo incassare oggi con l’opzione di vendita” spiegano.
In generale, per Tosoni “se paragonata alla fusione di Porto San Giorgio con Astea, la fusione di Solgas sia di fatto una umiliazione per Fermo. Aver previsto nei patti un’opzione di vendita da 2,2 milioni a fronte di quella da 5,3 prevista oggi - anzi, fino a ieri - è una sconfitta”. C’è poi la questione Cda: “Restarne fuori mentre Porto San Giorgio è dentro è uno smacco inequivocabile per il Capoluogo, comunque la si racconti”.
La responsabilità per il centrodestra alla fine peserà sulla maggioranza: “Restano i sorrisini, lo scherno, il disprezzo, e sì, anche la maleducazione di chi irride la minoranza unita che chiede un momento pubblico per informare la cittadinanza, e giorni in più per studiare una documentazione di centinaia di pagine” conclude il team Tosoni convinto che qualche consigliere di maggioranza “abbia votato malvolentieri a favore”.
