
FERMO - Operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Fermo contro i reati predatori. Due uomini, un italiano di 51 anni e un tunisino di 43, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, sono stati denunciati in stato di libertà con l’accusa di furto aggravato al termine di un’attività investigativa condotta dai militari della Stazione di Porto Sant’Elpidio.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i due sarebbero responsabili di un furto avvenuto durante la notte all’interno di un centro diagnostico cittadino. Decisiva, ai fini dell’indagine, l’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, che ha consentito ai Carabinieri di individuare i presunti autori dopo che era stata forzata una porta laterale della struttura sanitaria.
Dal centro diagnostico erano stati sottratti due computer portatili e un iPhone. Proprio il cellulare, grazie al sistema di localizzazione, ha permesso ai militari di restringere il cerchio delle ricerche fino alla zona di Lido Tre Archi, a Fermo. Qui il 43enne tunisino è stato individuato all’interno di un canneto. Alla vista dei Carabinieri avrebbe tentato la fuga nel buio, lanciando però uno zaino contenente il telefono cellulare rubato, successivamente recuperato e restituito al proprietario.
Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre consentito di attribuire al 51enne italiano anche un secondo episodio di furto ai danni dello stesso centro diagnostico di Porto Sant’Elpidio. Nel corso di una perquisizione domiciliare, i militari hanno rinvenuto materiale elettronico Apple appena sottratto, per un valore complessivo di circa 1.800 euro.
Non solo. All’interno dell’abitazione è stata trovata anche una cassaforte forzata contenente assegni bancari, risultata provento di un furto consumato il 18 marzo scorso all’interno di una palestra di Fermo.
L’operazione si inserisce nell’ambito della costante attività di prevenzione e contrasto ai reati contro il patrimonio portata avanti dall’Arma sul territorio provinciale. Un lavoro investigativo che punta non solo alla repressione dei furti, ma anche al monitoraggio dei soggetti ritenuti socialmente pericolosi e alla tutela delle attività commerciali e dei cittadini.
Come previsto dalla legge, per entrambi gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
