
FERMO – Una lezione che è andata ben oltre gli aspetti tecnici, trasformandosi in un momento di grande umanità e riflessione. All’Istituto Tecnico Tecnologico “G. e M. Montani” si è svolto un incontro dedicato al soccorso cardiaco, segnato dalla presenza di Greta ed Edoardo insieme alla loro mamma, a un anno dalla scomparsa del padre.
Stefania Scatasta, dirigente scolastica, quale il senso della giornata?
“È stato un momento molto intenso e profondamente toccante. La presenza di questa famiglia ha dato un valore speciale alla lezione, ricordandoci quanto la formazione possa incidere concretamente nella vita delle persone”.
Competenze trasversali per gli alunni?
“Noi crediamo fortemente che la scuola debba trasmettere non soltanto competenze tecniche, ma anche senso di responsabilità, attenzione verso gli altri e capacità di affrontare le emergenze. In questo senso, i corsi di primo soccorso rappresentano una formazione fondamentale”.
Il pensiero torna inevitabilmente a quanto accaduto un anno fa, quando Edoardo si trovò davanti al malore improvviso del padre.
“In una situazione drammatica, Edoardo ha avuto la lucidità di intervenire mettendo in pratica ciò che aveva imparato a scuola. Purtroppo le circostanze non hanno consentito un esito positivo, ma il suo gesto resta di grande valore e dimostra quanto sia importante preparare i ragazzi ad affrontare momenti critici”.
Durante la lezione, guidata dal dottor Paolo Signore insieme all’istruttore di rianimazione Alfredo Properzi, studenti e docenti hanno seguito le tecniche di soccorso cardiaco in un clima di forte partecipazione emotiva. Risultato?
“Questa testimonianza ha colpito tutti perché autentica e concreta. Ha fatto capire ai ragazzi che conoscere le manovre di primo soccorso può davvero fare la differenza”.
Un percorso da ripetere?
“L’auspicio è che sempre più giovani possano accedere a percorsi di formazione di questo tipo. Imparare il primo soccorso non significa solo apprendere una tecnica, ma essere pronti ad esserci quando qualcuno ha bisogno”.
