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Cara e complicata maternità

22 Settembre 2026

*Nel giro di 24 ore, nel Fermano, sono stati inaugurati due nuovi asili nido. Investimento totale di quasi 5 milioni di euro. Mentre scrivevo uno dei due articoli, mi squilla il telefono. Era mia madre, una donna di 94 anni che ha passato gran parte della sua vita a condurre battaglie per la parità di genere. Che in lei ha un significato molto più ampio della banalizzazione che, uomini e purtroppo donne, tendono a fare parlando delle quote rosa.

Alla notizia dei due asili commenta: “Ah, finalmente. Ancora la politica non ha capito che se si vuole favorire la maternità bisogna dare servizi, non bonus. A cominciare dal nido, che tra costi e posti non disponibili è una chimera”.

Non soddisfatta aggiunge: “Ma ti pare che ancora una donna, se vuole fare un figlio, debba pensare che deve alzarsi alle 5, per preparare casa e familiari, se ce l’ha un posto andare a lavorare, pensare al pranzo, recuperare il figlio il pomeriggio, a meno che non esca alle 13 e la questione è ancora più complessa, aiutarlo nelle sue attività, ragionare sulla cena, rassettare, programmare il giorno dopo e quindi finire per andare a dormire a mezzanotte”.

La ascoltavo e alla fine la conclusione a cui sono arrivato è la stessa di mia madre: un figlio in queste condizioni chi lo fa ormai? Da qui la semplice riflessione.

Il supporto reale alla maternità è nel sistema sociale, è innanzitutto nel posto all’asilo nido, che non può impattare economicamente su una famiglia a tal punto che diventa più conveniente, nella quasi totalità dei casi, che la donna resti a casa e non lavori. È nell'aiuto a chi non ha una famiglia di supporto. Tra l’altro, con la maternità che si sposta in età sempre più avanzata, vengono spesso meno anche le reti fatte di  nonne e nonni.

Se si vuole invertire la tendenza, non si può fare affidamento ai duecento euro a figlio, quello può essere un bonus dato da un sindaco di un piccolo paese come simbolo di benvenuto in comunità.

Allo Stato, al sistema sociale, si chiedono servizi reali e soprattutto gratuiti. E questo a prescindere dalla lunghezza della gonna che la donna indossa.

Altrimenti, continueremo a brindare ai centenari e a non accorgerci che non si festeggiano più nascite. Vale anche per i sindaci, più mazzi di fiori alle neo mamme e sempre tanti auguri a chi dimostra salute e forza per continuare a essere protagonista anche se nato a inizio 900.

Perché se non ci sono nascite, non c’è futuro. E se non si fanno più figli, forse la parità di genere non è stata raggiunta, oppure ha preso la piega sbagliata rendendo uomini e donne uguali e non, come auspicabile, diversi ma con gli stessi diritti.

*direttore www.laprovinciadifermo.com

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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