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"Basta assistenzialismo, ora si investe sul lavoro". La regione Marche punta sui borghi: pronti 8 milioni

19 Aprile 2021

di Francesca Pasquali

FERMO - Piccoli, pieni di storia e bellezza, ma sempre più vuoti. Chi li scopre resta ammaliato, ma viverci è un’altra cosa. Così i borghi si spopolano. Un patrimonio inestimabile destinato a sparire. A meno di non invertire una tendenza ormai pluridecennale. A questo serve la proposta di legge presentata dalla Regione.

PROPOSTA DI LEGGE

A ridare vita e dignità ai borghi storici delle Marche, con fondi per riqualificarli ed eventi per farli conoscere. 7,8 milioni spalmati su tre anni, destinati ai Comuni. Una ventina quelli che beneficeranno dei fondi. E che avranno fino al 21 maggio per candidarsi. Nessun limite di abitanti, «perché anche un Comune grande può avere più borghi». Quello che dovranno fare è presentare un progetto di «valorizzazione in forma integrata, mettendo insieme turismo, economia e cultura». La legge guarda anche agli imprenditori. Pure loro potranno attingere alle risorse – in queste cosa europee – per investire nei borghi e rivitalizzarli.

L’obiettivo, l’ha rimarcato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, è «creare un circuito che possa essere venduto sui mercati nazionali e internazionali, implementare la destagionalizzazione del turismo e trainare una filiera legata al patrimonio culturale, alle attività commerciali, all’agricoltura di qualità, all’artigianato artistico e non e ai servizi».

FOCUS SULLA CULTURA

Due gli articoli della legge legati alla cultura. Uno prevede una sinergia con le diocesi per mettere in rete e promuovere i beni della Chiesa. L’altro riguarda gli eventi. A fine estate partirà “Marche Storie”, venti giorni di spettacoli dal vivo (dal 2 al 19 settembre) nei borghi delle cinque province.

«Azioni sinergiche per promuovere questi gioielli, anche con le residenze artistiche, strumento efficace per valorizzare tutto il patrimonio immateriale che abbiamo e creare un’attrattiva turistica, culturale ed economica», ha spiegato l’assessora alla Cultura, Giorgia Latini. La Regione farà da cassa di risonanza, assieme ad Amat e Marche Cultura. Aiuti sì, ma mirati. Per riceverli, Comuni e imprenditori dovranno darsi da fare, dimostrare di avere un progetto e di volerlo realizzare.

OBIETTIVO LAVORO

«Una visione non assistenzialistica, ma di imprenditorialità», per dirla con il vice di Acquaroli, Mirco Carloni, che ha parlato di «visione olistica delle aree interne, complessiva e trasversale. Siamo – ha aggiunto – la terza regione per numero di abitanti che cambiano residenza. Dobbiamo invertire la rotta, portare servizi nei borghi e digitalizzarli. Con questa logica, chi vorrà vivere e fare impresa nelle Marche troverà la soddisfazione di un territorio non solo bello, ma anche sostenibile».

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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