
di Raffaele Vitali
FERMO – Spetta ad Alessandro De Grazia, segretario della Cgil di Fermo, presentare l’incontro tra i candidati sindaco e sindaca di Fermo: “Noi rappresentiamo 40mila persone di questa provincia. Abbiamo un ruolo. Per cui vi chiediamo un sistema di politica migliore. Non sia considerato straordinario inaugurare una strada asfaltata o una rotatoria, non possono essere il simbolo del progresso; vorremmo che fosse straordinario un asilo pubblico, che conceda alle donne di conciliare i tempi di vita e lavoro, o una mensa interaziendale o un luogo di aggregazione per giovani e anziani”.
È questo uno dei passaggi della sua relazione (leggi) condivisa con i colleghi di Cisl e Uil. “Vogliamo luoghi che creano futuro, è lì che si costruisce il domani. I giovani non sono un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare. Questo il senso dell’incontro di oggi, mettere al centro le persone, il lavoro, i diritti e il futuro. Speriamo di avere impegni concreti e risposte chiare”.
E così, coordinato da Maurizio Blaasi, inizia il confronto tra Leonardo Tosoni, Alberto Maria Scarfini, Saturino Di Ruscio e Angelica Malvatani.
IL MURRI, LA SANITÀ’ E…
Leonardo Tosoni
La salute è un tema di competenza regionale. Il Comune deve lavorare con l’assessore, a prescindere dal colore, e dare indicazioni per creare una sanità territoriale che vada oltre l’ospedale. Personalmente condivido l’idea di trasferire l’Inrca al Murri. Porterei un polo integrato di cure immediate, quindi una casa della salute, con un Punto di primo intervento per i codici bianchi, un poliambulatorio per la diagnostica, il distretto. Di certo il Murri deve mantenere una destinazione sanitaria e ci porterei Infermieristica.
C’è anche la questione elisoccorso, esistono due basi operative. Dall’analisi di diverse associazioni è emerso che le Marche sud subiscono ritardi, qui è meno performante. Prevediamone una a Fermo, stabilendo l’altra a Fossombrone, garantendo la posizione per le emergenze notturne solo su Ancona. Ricordiamo che attorno al Murri ruota anche l’economia della zona.
Alberto Scarfini
Con le sigle sindacali da anni lavoriamo insieme, condividendo il bilancio preventivo. La sanità è un tema vivissimo, è in arrivo un ospedale nuovo e ci permetterà di affrontare al meglio i temi, avere in Regione come assessore Paolo Calcinaro è per noi un orgoglio. Vedo il Murri come una cittadella sanitaria con servizi e ambulatori. Condivido Tosoni sul ritorno dell’Inrca, che però deve crescere nel personale e nei posti letto. Serve una casa di comunità e una Fermo davvero capoluogo. Credo che i servizi debbano essere sul territorio, per intercettare i codici bianchi e ridurre il carico del pronto soccorso. E anche più posti letto sul territorio, dobbiamo far ruotare gli acuti.
La sanità richiede collegamenti, quindi dovremo lavorare con la Regione per velocizzare il tratto che collega il casello a Campiglione e poi più in là. È per la dignità della provincia. Su Infermieristica e Logopedia, penso che possano stare al Fontevecchia. Il centro non è lontano dall’ospedale.
Saturnino Di Ruscio
Da “uomo libero” per me al centro c’è la sanità pubblica, non ho quote in realtà private. Nei miei dieci anni sono passate decisioni importanti nella conferenza dei sindaci, come la decisione della posizione del nuovo ospedale.
Nel nuovo ospedale si può trasferire personale dal Murri a Campiglione, ma se è ridotto, poco possiamo fare. Non si risolvono i problemi con gli straordinari. E va rivisto il Tpl. Sull’ex Murri si doveva agire prima. Sappiamo che crescono demenze e patologie legate all’età, a diabete e obesità. Ne sono colpite l’80% delle persone sopra i 65 anni.
Riteniamo che l’ex Murri, dove deve andare l’Inrca, debba diventare la città della salute degli anziani. Con una vera presa in carico del paziente, dell’anziano. Ci vedo un centro per l’Alzheimer e i disturbi dell’alimentazione. Ed è inevitabile che gli studenti di Scienze infermieristiche debbano stare lì. Rivedremo le fasce dell’Isee per migliorare l’assistenza.
Angelica Malvatani
L’aspetto principale per noi è prendersi cura delle persone. Sociale e sanitario si intrecciano. Le persone le ascoltiamo poco, attenzione che la sofferenza cresce. Conoscerla ci dà gli indirizzi. La Regione decide sulla salute, la conferenza dei sindaci va rianimata, perché governi la transizione verso il nuovo ospedale, che è pensato per gli acuti. Il vecchio Murri dovrà occuparsi del tempo lungo: lungodegenza, demenze, Alzheimer, disturbi alimentari, il tutto lavorando con il terzo settore e il volontariato, ovvero chi sta tra la gente.
Il modello che abbiamo di città è quello che non lascia indietro nessuno. Conosco persone che lavorano in condizioni difficili, che hanno problemi di salute e lavorano in nero la notte per mantenere la famiglia in 40 metri quadrati. Questo è quello che attraversa la città. A Santa Petronilla ci sono 60 famiglie che prendono le borse alimentari, farsi carico di queste persone richiede un impegno collettivo.
La cornice ce l’ha data il tavolo per la competitività e dello sviluppo, con un documento del 2021 che parlava di questo. È rimasto lettera morta, non è stato applicato. Il sindaco di Fermo deve tornare a essere capofila di quel lavoro.


LAVORO E NON SOLO
Leonardo Tosoni
Da un lato abbiamo un grande tessuto produttivo, dall’altro la difficoltà di creare occupazione stabile e di trattenere i talenti. Il Comune può fare la sua parte, diventando un facilitatore. Tempi certi per le autorizzazioni, taglio della burocrazia, creare un vero sportello unico per le imprese, combattere il precariato riducendo i part time e l’utilizzo del lavoro supplementare. E c’è la Zes, con il Comune che deve accompagnare le imprese verso i benefici. E poi le start up e i centri di ricerca.
L’emergenza abitativa è una piaga a Fermo e non solo, crescono le nuove povertà. Attenzione agli anziani, combatteremo la solitudine. Quindi centri di aggregazione per anziani, ma anche per i giovani. Laboratori teorici e pratici per favorire la creatività e far emergere i talenti. All’area Santa Lucia vorrei un grande parco cittadino. Un vero parco ordinato e fornito di attrezzature, con aule studio aperte fino a tarda sera.
E poi c’è Fermo capoluogo, che significa portare a compimento i servizi della Provincia. Anche partendo dalla valorizzazione delle scuole prestigiose. Tutto questo con l’obiettivo condiviso di una coesione sociale, intesa come costruzione di tessuto e rapporti per dare attenzione alle diseguaglianze.
Alberto Scarfini
Come migliorare la viabilità? Ricucendo sempre più i quartieri con il centro storico. Abbiamo lavorato tanto su parchi, vivibilità, trasporti. Penso ai 32 alloggi del Pinqua, per far sì che giovani che vengono a lavorare a Fermo possano costruire la propria famiglia. Lavoreremo sul Pnc, quindi a Palazzo Trevisani e via Graziani, per arrivare ai Sacri Cuori dove fare nuovi alloggi. Il tema dell’abitare c’è, come quello dell’integrazione.
I sindacati parlano dello star bene in città, accelereremo sul nido di San Tommaso. Serve anche una politica fiscale mirata. Il taglio della Tari, i bonus per i centri estivi e quelli per i nidi privati. E poi c’è la qualità del lavoro. Noi abbiamo fatto una variante a Campiglione che dà flessibilità ai comparti, garantendo così nuovi e diversi servizi. Questo è un modello per diverse zone.
Con il ponte che collegherà il casello a San Marco dovremo analizzare le aree residenziali della zona, magari trasformandole in aree turistiche. San Marco ha una posizione bellissima, può diventare area attrattiva e non più solo industriale. E poi i giovani. L’università al Fontevecchia, potenzieremo l’Its e con Fermo Tech offriremo possibilità ai nostri giovani per entrare nel mondo del lavoro.
Saturnino Di Ruscio
Sono il quarto incomodo. Mi posso permettere, avendo l’età ed essendo persona libera, quello che penso. Sono da 40 anni protagonista. Due aspetti fondamentali: l’informazione e l’etica. Nessuno parla di Svem, Its e Asite: abbiamo un problema di comunità. Con l’Asite ci sono sporzionatrici che non arrivano a fine mese, ma poi parliamo di salario minimo. Questo è quello che va fatto.
Giovani e formazione vanno di pari passo. Fermo ha qui Ingegneria gestionale, vorrei una scuola per manager nel campo del turismo e beni culturali. Abbiamo perso la Camera di commercio, serve un organismo di concertazione che si occupi di queste problematiche. Bisogna riportare anche i servizi che mancano in città, penso anche a uno sportello dell’Erdis e al Cus.
E poi c’è il turismo: ci sono tre organismi, non ha senso, per cui serve una vera regia. Agiremo sull’edilizia popolare, con 100 nuovi alloggi in cinque anni e aiutare le famiglie con gli alloggi in affitto.
Angelica Malvatani
Il Comune è il datore di lavoro sul territorio, quindi le politiche che può fare per un lavoro di qualità sono tante. La prima è per i dipendenti, garantire spazi di lavoro sicuri e dare una migliore organizzazione per far stare meglio le persone e farle essere più produttive e sorridenti verso i fermani.
Datore di lavoro che è anche stazione appaltante, per cui potremo garantire il salario minimo comunale che è di 10 euro l’ora, altrimenti è sfruttamento. E varrà per le aziende che lavorano per il Comune, lo inseriremo negli appalti. Il Comune può fare anche agevolazioni ai commercianti che assumono e garantiscono lavoro stabile e sicuro. E magari premiarli con una riduzione della Tari o della tassa del suolo pubblico.
Per convincere i giovani a restare in città, serve una Fermo più moderna. Dobbiamo garantire zone industriali con servizi, pensiamo anche alle comunità energetiche, favorire le rinnovabili, in modo da abbattere costi e attrarre investimenti. Noi vogliamo portare un lavoro che vada oltre il posto fisso, i giovani flessibilità, ritmi che consentano di avere una vita. Qualcosa di moderno, che le aziende devono comprendere e che noi possiamo agevolare, appoggiandoci alle Università, partendo dal gestionale.
Ai giovani dobbiamo garantire la casa. Noi apriremo un ufficio casa in Comune. Ci siamo confrontati con l’assessore di Bologna per creare una fondazione pubblico-privata per calmierare gli affitti, coprire i 12 mesi di affitto in caso di morosità e collaborando con le imprese per trovare alloggi vicini al posto di lavoro per favorire i lavoratori. Il sistema a Bologna funziona, riprendiamolo e lavoriamo con il privato.
Il Tpl è un aspetto che si può modernizzare. Noi vogliamo una ‘specie’ di metropolitana di superficie. Un sistema di navette che alleggerisca le strade. E pensare a “navette sociali” a chiamata. Dobbiamo liberare il centro storico dalle auto. Su ambiente, rifiuti e differenziata, crediamo nei volontari come educatori. Gli abbandoni continuano in maniera indiscriminata e dobbiamo arrivare alla Tari puntuale. La differenziata ancora non è soddisfacente.
E poi c’è il capoluogo, Fermo non può darsi dei confini. Collaborazione con Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio: può essere che i nostri vicini creino rapporti di promozione con Corinaldo e non con noi? Va ricostruito il dialogo e dobbiamo puntare a fare di Fermo città della Cultura. Dobbiamo scommettere su questo e farlo insieme, facendo tornare protagonista il tavolo per lo sviluppo.
