
Due tentativi di truffa ai danni di donne anziane, due arresti e un copione ormai tristemente noto: quello del falso maresciallo dei Carabinieri. È il bilancio di due interventi condotti dai militari del Comando provinciale di Fermo, che hanno bloccato altrettanti presunti truffatori, entrambi provenienti da fuori provincia, prima che riuscissero a portare a termine i raggiri. In entrambi i casi, la tempestività delle segnalazioni e l'intervento delle pattuglie si sono rivelati decisivi.
Il primo episodio ha coinvolto una donna di 76 anni residente a Montegranaro. L'anziana era stata contattata telefonicamente da un uomo che, spacciandosi per appartenente all'Arma, le aveva prospettato una situazione estremamente grave: l'automobile del marito sarebbe stata coinvolta in una rapina. Per evitare presunte conseguenze giudiziarie, la donna avrebbe dovuto consegnare tutto l'oro e il denaro contante a un Carabiniere che si sarebbe presentato di lì a poco alla sua abitazione.
Un meccanismo studiato per terrorizzare la vittima e convincerla a consegnare i propri risparmi senza avere il tempo di riflettere. A interrompere il piano è stato però l'arrivo improvviso del nipote della 76enne, che ha messo in fuga l'uomo presentatosi alla porta.
La segnalazione al 112 ha fatto scattare immediatamente le ricerche. Le pattuglie dei Carabinieri hanno intercettato e bloccato a Porto San Giorgio l'automobile sulla quale viaggiava il presunto complice della telefonata. Si tratta di un 39enne, arrestato dai militari della Stazione di Fermo. L'uomo è stato successivamente riconosciuto dalla vittima in caserma, durante la denuncia.
Il secondo arresto a Porto San Giorgio: la vittima salvata dal figlio
Ancora più articolato il secondo tentativo di raggiro, messo in atto ai danni di una donna di 88 anni residente a Fermo. In questo caso, i truffatori avevano escogitato un sistema per allontanare dall'abitazione l'unica persona che avrebbe potuto ostacolare il loro piano: il figlio convivente dell'anziana, un uomo di 53 anni.
Un falso maresciallo aveva telefonato a casa, convincendo il figlio a recarsi urgentemente in caserma per risolvere una presunta questione giudiziaria. L'obiettivo era lasciarlo lontano dall'abitazione e consentire a una complice di entrare in casa indisturbata.
L'uomo, tuttavia, durante il tragitto ha intuito che qualcosa non tornava. Temendo di essere finito nel mirino di una banda di truffatori, ha utilizzato un altro telefono per contattare la Centrale operativa dei Carabinieri attraverso il 112.
L'operatore ha immediatamente compreso il possibile raggiro, invitandolo a tornare a casa e allertando contemporaneamente le pattuglie. I militari sono arrivati prima che la donna potesse portare a termine il colpo: una 41enne, anch'essa proveniente da fuori provincia, è stata sorpresa proprio mentre rovistava negli armadi della camera da letto dell'anziana.
La donna è stata arrestata dai Carabinieri della Stazione di Porto San Giorgio, con il supporto della Sezione Radiomobile, per tentata truffa aggravata.
Entrambi gli arresti sono stati convalidati dall'autorità giudiziaria. Per i due indagati sono state disposte rispettivamente la misura dell'obbligo di dimora nel comune di residenza e il divieto di dimora nella provincia di Fermo.
I due indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.
