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Caporalato e sicurezza in agricoltura, il prefetto di Fermo accelera: "La legalità si costruisce insieme. I protocolli sono la base"

5 Novembre 2026

FERMO – Contrastare il caporalato, prevenire gli infortuni sul lavoro, promuovere la formazione e diffondere una cultura della legalità. Sono gli obiettivi del protocollo d’intesa per la costituzione della Sezione territoriale provinciale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, sottoscritto a Fermo, con il coinvolgimento degli enti e delle organizzazioni del territorio, per rafforzare la tutela dei lavoratori agricoli e sostenere le imprese che operano nel rispetto delle regole.

Ad aprire gli interventi è il prefetto D'Alascio: “Questi momenti non sono semplici operazioni formali. Questi protocolli possono sembrare operazioni di facciata, ma prima di arrivare al tavolo della firma presuppongono un lungo lavoro e un'adesione morale ed etica da parte di ciascuno. Meriterebbero anche altri palcoscenici. Io li firmerei nelle scuole, perché il coinvolgimento dei giovani è cruciale".

Il prefetto richiama il valore del settore agricolo, che dopo un periodo di difficoltà sta attraversando una fase di crescita, anche grazie agli investimenti degli imprenditori e all'innovazione tecnologica. Un percorso che, però, deve accompagnarsi a una maggiore attenzione alla dignità delle persone. "Dobbiamo portare questi temi nelle scuole, perché cittadini si diventa un po' alla volta e si cresce con le istituzioni al proprio fianco. I ragazzi devono essere riavvicinati al territorio, imparare a conoscerlo e ad amarlo. Altrimenti rischiano di lasciarlo senza neppure accorgersene".

D'Alascio si sofferma anche sul significato della parola latina "colo", dalla quale derivano termini come agricoltura e cultura. Un verbo che richiama la cura della terra, dell'ambiente, ma anche il rapporto con la comunità e con le persone che la abitano. "Tutti dobbiamo avere cura del territorio e ancora di più delle persone che vi lavorano. L'impresa e il lavoratore, la dignità di ciascuno, devono essere al centro delle nostre azioni e dei controlli. In tanti arrivano dall'estero per prendersi cura del nostro territorio: dobbiamo avere la massima attenzione nei loro confronti".

Un richiamo particolare alle Marche meridionali, territorio nel quale passato e futuro possono convivere e diventare un elemento di identità e sviluppo. "Valorizzare il territorio significa fare cultura, filosofia, ricerca della conoscenza. Significa aumentare l'amore verso i luoghi e le persone che li abitano".

La rete agricola di qualità

A sottolineare l'importanza della firma è anche la direttrice provinciale dell'Inps, che individua nella formazione e nella promozione della legalità gli strumenti fondamentali per migliorare il mondo del lavoro. "Sarebbe bello firmare questi protocolli nelle scuole. L'obiettivo che ci diamo, a livello nazionale, è promuovere la legalità e il lavoro di qualità. Non puntiamo soltanto su ispezioni e repressione, ma vogliamo trasmettere un messaggio positivo ai ragazzi, che saranno i lavoratori e i datori di lavoro di domani".

La direttrice ricostruisce il percorso che ha portato alla nascita della sezione provinciale della Rete del lavoro agricolo di qualità, richiesta dalle organizzazioni sindacali dopo l'esperienza avviata nel 2022 nel Piceno. "Da mesi lavoriamo insieme alla dottoressa Ilariaa Tanoni (capo di gabinetto, ndr). Abbiamo colto questa esigenza e volevamo dare contenuto e concretezza a un progetto per il Fermano, una provincia che sotto alcuni aspetti è monca, perché mancano gli uffici di alcuni enti".

Il confronto è entrato nel vivo a giugno, quando si è deciso di puntare sul lavoro agricolo provinciale e sulla necessità di dare maggiore riconoscimento a un comparto che, pur avendo un peso economico inferiore rispetto alla moda, rappresenta una componente importante del tessuto produttivo.

Dall'analisi condotta con l'Ispettorato del lavoro è emerso un quadro complessivamente positivo. Negli ultimi due anni non sono stati rilevati fenomeni di caporalato o rapporti di lavoro fittizi diffusi.” Le criticità riguardano soprattutto il cosiddetto lavoro grigio: mansioni non correttamente individuate e un numero di ore dichiarate inferiore rispetto a quelle effettivamente svolte. Situazioni che possono generare anche contenziosi” precisa.

Formazione prima ancora dei controlli

Per l'Ispettorato territoriale del lavoro, il protocollo rappresenta soprattutto un'occasione per rafforzare prevenzione e collaborazione. "Portare formazione e prevenzione nelle scuole è determinante, anche per noi, ancora prima della vigilanza. Fare rete è fondamentale per diffondere la cultura della legalità e della sicurezza. Dobbiamo anche farci conoscere".

L'obiettivo non è soltanto reprimere le irregolarità, ma incentivare le aziende virtuose ad aderire alla Rete. "Chiediamo alle imprese agricole sane di iscriversi. Possono farlo se sono in regola con i rapporti di lavoro e con i contributi. Ci sono vantaggi per l'azienda e per i lavoratori, perché essere nella rete significa anche prestare attenzione alla salute e alla sicurezza".

Il territorio fermano e quello piceno vengono descritti come realtà complessivamente sane, pur in presenza di segnali che richiedono attenzione. Tra gli elementi da monitorare ci sono alloggi nei quali risultano ospitate numerose persone, possibili contratti fittizi e dichiarazioni di un numero di ore inferiore a quello effettivamente lavorato. "Non abbiamo fenomeni dilaganti di caporalato, ma ci sono situazioni sulle quali dobbiamo intervenire. E siamo comunque in grado di intercettarle".

Anche l'Inail conferma il proprio ruolo nella rete, ricordando gli strumenti di prevenzione e le premialità previste per le imprese iscritte. La riduzione degli infortuni rappresenta un vantaggio per i lavoratori, ma anche per la qualità e la sostenibilità delle aziende.

I 13 Centri per l'impiego della provincia contribuiranno invece attraverso l'incrocio tra domanda e offerta e le politiche attive del lavoro. Anche il sistema dei patronati e le organizzazioni agricole saranno coinvolti nell'applicazione delle linee guida.

La barriera linguistica per i lavoratori stranieri

Tra i temi affrontati durante il confronto emerge con forza quello della manodopera straniera. Confagricoltura richiama le difficoltà delle aziende nel reperire lavoratori, soprattutto provenienti da Paesi come Marocco e Pakistan, e pone l'accento sulla necessità di accompagnare i flussi di ingresso con una preparazione linguistica adeguata.

"Bisogna regolarizzare i flussi, ma anche prevedere una preparazione sulla lingua. Consolati e ambasciate potrebbero svolgere un ruolo importante. I lavoratori spesso parlano poco italiano e siamo costretti ad avere sempre un mediatore. È un problema enorme".

Le imprese si trovano a dover affrontare direttamente i costi e i tempi della formazione linguistica. "Oggi paghiamo corsi per gli operai. Sono costi e tempo che ricadono sulle aziende. L'intelligenza artificiale può aiutare, ma non risolve il problema di fondo: spesso il lavoratore riesce a rispondere sì, ma poi non comprende fino in fondo quello che gli viene spiegato. Chiediamo particolare attenzione alla fase iniziale, anche attraverso lezioni di lingua organizzate nelle ambasciate".

Il prefetto ricorda che il tema è già al centro del tavolo provinciale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Anche nel settore edile, spiega, si sta lavorando con le scuole per affiancare alla formazione tecnica quella linguistica.

Il ruolo dei sindacati

Sul tema interviene anche Zallocco della Uil, che insiste sulla necessità di investire nella conoscenza della lingua italiana e di rafforzare gli strumenti di controllo. "Ci sono aziende italiane virtuose dalle quali possiamo prendere esempio. Dobbiamo dare seguito, a livello nazionale, alla banca dati degli appalti in agricoltura e prevedere controlli incrociati per favorire le ispezioni, concentrandole nei periodi di maggiore raccolta".

Un'attività che, nelle intenzioni del sindacato, deve tutelare le imprese sane ed evitare fenomeni di dumping contrattuale. Zallocco richiama anche la recente manifestazione a Bruxelles, a sostegno di una maggiore chiarezza nelle nuove normative europee, e l'avvio delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale.

"Non abbiamo grosse criticità, è vero, ma l'attenzione deve rimanere alta. Lingua, lavoro regolare e contratti sono aspetti strettamente collegati" ribadisce anche a nome dei colleghi delle altre sigle.

La chiusura è affidata all'appello congiunto di Inps e Ispettorato del lavoro: “Le aziende e i lavoratori sono invitati a segnalare eventuali situazioni irregolari, così da consentire agli enti di intervenire. Non per reprimere, ma per prevenire. La sfida, come ha ricordato il prefetto D'Alascio, è costruire una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese e lavoratori, mettendo al centro legalità, sicurezza e dignità del lavoro”.

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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