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Il racconto. Squadroni bloccata a Miami con 3mila passeggeri in crociera: "Mai capitato in 40 anni di viaggi"

5 Novembre 2026

di Raffaele Vitali

La titolare dell'agenzia Vela Azzurra di Porto San Giorgio racconta la crociera MSC cancellata dopo tre giorni di attesa in porto.

FERMO – Tre giorni fermi nel porto di Miami, senza sapere con certezza cosa stesse accadendo e soprattutto senza conoscere il destino della vacanza.

Poi la comunicazione ufficiale: crociera cancellata, sbarco e rientro a casa. È l'esperienza vissuta da Betty Squadroni, titolare dell'agenzia viaggi Vela Azzurra, rimasta bloccata a bordo di una nave MSC insieme a circa 3mila passeggeri e un gruppo di fermani.

Una situazione inedita per lei, che da quarant'anni lavora nel settore dei viaggi e ha accompagnato gruppi in tante destinazioni.

La partenza era prevista per il 2 novembre, dopo l'imbarco regolarmente avvenuto il giorno precedente. Ma qualcosa è andato storto. A raccontarlo è la stessa Squadroni, che ha vissuto la vicenda insieme al gruppo di clienti partiti da Porto San Giorgio.

Betty Squadroni, cosa è successo?

"Ci siamo imbarcati regolarmente il primo novembre e saremmo dovuti partire il giorno successivo. Il comandante ci ha comunicato che ci sarebbe stato un ritardo, senza fornire altre informazioni. Intanto cominciavano a circolare le prime voci di un controllo da parte delle autorità portuali americane".

Dopo tre giorni è arrivata la comunicazione definitiva. Quale soluzione vi è stata proposta?

"Dopo tre giorni fermi ci hanno comunicato formalmente che avremmo dovuto sbarcare e che la crociera era stata cancellata. MSC ci ha scritto che avrebbe rimborsato il costo del viaggio e regalato un'altra crociera, da utilizzare entro un anno".

Non era possibile trasferire i passeggeri su un'altra nave?

"MSC aveva altre tre navi in partenza da Miami, ma per alcune non c'erano date vicine alla nostra e, comunque, erano tutte al completo. Noi siamo circa 3mila passeggeri, quindi non era semplice trovare una soluzione alternativa per tutti".

Come hanno reagito i partecipanti? C'è chi ha pensato di rinunciare definitivamente alle crociere?

"Inizialmente avevamo pensato di prenotare comunque un volo da Miami verso la Giamaica o Santo Domingo, perché a bordo c'erano persone che avevano a disposizione soltanto quei giorni di ferie. Poi abbiamo deciso di rientrare a casa. Credo che soltanto due o tre persone non vorranno più fare una crociera. Gli altri la rifaranno e, se possibile, vorrebbero proprio ripetere questa".

Che responsabilità ha un agente di viaggio in una situazione del genere?

"MSC è comunque una potenza del settore. La cosa strana è che in tre giorni non sia riuscita a risolvere un problema del quale, ancora oggi, non conosciamo la natura. Per quanto mi riguarda, non ho responsabilità rispetto a quanto accaduto. Il mio compito è stato quello di assistere i clienti e aiutarli a trovare una soluzione".

La sua presenza a bordo quanto ha aiutato a gestire la situazione?

"Il fatto che ci fossi io ha contribuito ad ammorbidire un po' la situazione. Mi sono attivata subito con ITA per anticipare il volo di rientro, inizialmente previsto per il 12 novembre, al giorno 5.

Ho un corrispondente a Miami, Alessandro Squarcia, cugino della presidente della Pro loco di Porto San Giorgio, e insieme abbiamo organizzato un secondo tour della città e i trasferimenti da e per il porto e l'aeroporto. Ho accompagnato personalmente il gruppo in città e ho cercato di organizzare queste giornate nel modo migliore possibile".

Un lavoro di assistenza che ha permesso di limitare almeno in parte i disagi. Ma la delusione resta, soprattutto per l'itinerario che i passeggeri avrebbero dovuto affrontare.

"Il gruppo è stato veramente meraviglioso. Tutti hanno preso la situazione con la giusta cautela e pazienza, anche se la delusione è stata tanta. Questo itinerario è sicuramente uno dei più belli della programmazione MSC ai Caraibi. Avremmo dovuto visitare Giamaica, Cartagena, Belize, Honduras, Panama e Costa Rica. Proprio oggi saremmo dovuti essere a Cartagena, in Colombia.

Il nostro corrispondente locale, Sandro Leopardi della Macondo, noto tour operator colombiano, aveva organizzato per noi un tour della città, con un'attenzione particolare proprio perché eravamo un gruppo di Porto San Giorgio".

Come si è comportata MSC durante i giorni di permanenza in porto?

"A bordo è stato immediatamente messo a disposizione il wi-fi gratuito per tutti, anche se noi lo avevamo già acquistato e questa spesa ci sarà rimborsata.

Buffet e ristoranti hanno continuato a funzionare regolarmente, mentre il casinò e i negozi sono rimasti chiusi, come avviene quando la nave è ferma in porto. MSC ha anche messo a disposizione navette gratuite per raggiungere Bayside, una zona di Miami con negozi e locali molto carini. Qualcuno ha persino deciso di farsi un tatuaggio con il disegno di una nave e la scritta Miami!".

Ma per Squadroni il punto centrale resta un altro: capire perché una nave piena, con circa 3mila persone a bordo, sia stata fermata così a lungo.

"Quello che ci è sembrato strano è che MSC a Miami abbia un ruolo importantissimo. Il nuovissimo porto turistico è stato costruito dalla stessa compagnia italiana e anche concorrenti americani come Royal Caribbean e NCL hanno qui la propria base, pagando l'affitto a MSC.

Non stiamo parlando, quindi, di una compagnia marginale, ma di un gruppo che ha un peso notevole. Ci siamo chiesti cosa possa aver fermato una nave con 3mila persone a bordo. Non ci è stata data nessuna spiegazione e credo che ce la debbano. Ci sono persone che hanno fatto sacrifici per pagarsi questo viaggio, che non hanno la possibilità di prendere altri giorni di ferie e per le quali questa sarebbe stata l'unica vacanza dell'anno".

In quarant'anni di attività le era mai capitato qualcosa di simile?

"Assolutamente no. In quarant'anni di viaggi ne abbiamo viste tante, ma questa è proprio una novità. Non riesco a capire come una nave possa essere bloccata così a lungo. E c'è un altro particolare che abbiamo notato: non abbiamo mai visto il comandante, nemmeno il primo giorno.

Normalmente, appena imbarcati, il comandante e lo staff si presentano agli ospiti a teatro. Noi crocieristi, ormai abituati a queste cerimonie di bordo, abbiamo notato subito questa assenza. Ci era sembrato strano, ma ancora non sapevamo cosa sarebbe successo alla crociera".

Resta infine il ricordo di un'esperienza condivisa con persone provenienti da ogni parte del mondo.

"A bordo c'erano tantissime nazionalità. Ho conosciuto signore colombiane, una coppia argentina, gruppetti di brasiliani e venezuelani, un'accompagnatrice di Tokyo e una famiglia di Palma di Maiorca. Ho trovato tanta delusione, naturalmente, ma anche una bella capacità di reagire. In tutti ho visto quello che in Brasile si esprime con una frase: 'A vida é uma jornada', la vita è un viaggio. E per fortuna abbiamo la possibilità di viverlo".

Raffaele Vitali - Viale della Carriera 109 - 63900 Fermo (FM) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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