
PORTO SAN GIORGIO – Un'aggressione in pieno giorno ai danni di un rappresentante di preziosi si è trasformata in un tentativo di rapina sventato grazie alla pronta reazione della vittima e al tempestivo intervento dei Carabinieri. L'episodio è avvenuto nella mattinata di oggi a Porto San Giorgio, dove un uomo di 65 anni, residente fuori provincia, è stato assalito da più persone subito dopo una visita commerciale presso una gioielleria.
Secondo quanto ricostruito, il professionista stava riponendo il campionario di preziosi all'interno della propria autovettura quando è stato improvvisamente circondato da un gruppo di individui che hanno tentato di impossessarsi della merce. Nonostante l'effetto sorpresa, il rappresentante ha reagito con determinazione, riuscendo a mettere in fuga parte dei malviventi e a guadagnare il tempo necessario per consentire l'arrivo delle forze dell'ordine.
L'allarme è stato raccolto immediatamente dai Carabinieri della Stazione di Porto San Giorgio e dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Fermo, intervenuti con un'azione rapida e coordinata. I militari sono riusciti a bloccare uno dei presunti responsabili: si tratta di un italiano di 49 anni, residente fuori provincia e già noto alle forze dell'ordine, arrestato con l'accusa di rapina aggravata.
Durante l'intervento i Carabinieri hanno sequestrato una pistola scacciacani priva del tappo rosso e un manganello, oggetti che, secondo l'ipotesi investigativa, sarebbero stati utilizzati nel corso dell'azione criminale. Un secondo uomo, ritenuto coinvolto nel tentativo di rapina, è invece riuscito a far perdere le proprie tracce.
Sul posto è intervenuto anche il personale della Croce Azzurra di Porto San Giorgio, che ha prestato le prime cure al rappresentante, rimasto coinvolto nell'aggressione.
Determinante, oltre all'azione dei Carabinieri, anche il supporto di un funzionario della Polizia di Stato libero dal servizio, presente casualmente sul luogo dei fatti, che ha collaborato nelle fasi dell'intervento.
Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell'episodio e identificare gli altri eventuali complici.
Come previsto dalla normativa, la persona arrestata è da ritenersi presunta innocente fino a un eventuale accertamento definitivo di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
