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Elezioni, Scarfini e la sua 'Fermo ambiziosa'. "Ci siamo, insieme per le nuove sfide. Avrei voluto qui mio padre"

22 Maggio 2026

di Raffaele Vitali

FERMO – “Facciamo gruppo”. Esordisce così Alberto Scarfini aprendo il suo comizio finale in piazzale Azzolino. Inizia con un po’ di ritardo, ma non ha fretta. “Ci siamo”. Fa un po’ freschetto, “ma la primavera è così ed è sempre piena di sorprese. Come noi ne regaleremo tante alla città”.

La prima differenza dagli altri candidati è una: sul palco sale da solo, nessun ‘padrino’ o supporter, solo lui e la ‘sua’ Fermo. E così, lo ribadisce: “Ci siamo”. È emozionato, ma molto più sereno rispetto all’inizio della campagna elettorale. “Era il 12 gennaio 2026 quando, con Guglielmo Abbruzze e Giovanni Braconi, via social ho detto a Fermo che ci avrei messo la faccia. E ora, con il vento che soffia qui in piazzale Azzolino, arriveremo lontano”, scherza.

Rivendica gli undici anni in amministrazione. “Ma prima ho iniziato con il centro sociale, quando mi hanno chiamato a guidare Santa Petronilla. Lì ho imparato a prendermi cura di una zona di Fermo. Poi è arrivata la chiamata di un amico, era un periodo difficile per me, poi superato bene. E alla fine dissi sì, perché era un amico vero”.

Un amico che oggi è in Regione. “Un amico che è un orgoglio per la città, un vero plus e mai un minus. E con lui collaboreremo. E questa persona è Paolo Calcinaro, che ringrazio”. Un lungo applauso. “Lo ringrazio per l’amicizia, il cammino personale e amministrativo. Grazie a lui per l’appoggio e per quello che abbiamo pensato con lui ma soprattutto con tutti voi, che da tanti anni condividete un cammino”.

Rivendica “la Fermo che ha preso coscienza. Partimmo con una piazza in cui c’erano due piccioni che litigavano e oggi abbiamo invece una città che crede in se stessa, ricca di contenuti. Noi stiamo dando luoghi alle famiglie, ai giovani, abbiamo luoghi in cui costruire la Fermo ambiziosa, un capoluogo di provincia che, grazie al nostro lavoro di undici anni, ora sa di poter fare”.

Mani in tasca, niente fogli da leggere, da solo sul palco: “Noi non ci siamo mai risparmiati. E la mia famiglia lo sa. Il cittadino fermano ci chiedeva aiuto, ci segnalava problemi e noi, con pazienza, abbiamo raggiunto risultati. Abbiamo sempre scelto di scegliere. E se saremo noi, e saremo noi, faremo scelte con coraggio, concretezza e ambizione”.

Dice no “all’amministrazione che fa i compitini. Vogliamo le nostre curve e le vogliamo affrontare. Di fronte a un bando o a una possibilità, noi fermiamo tutto, affrontiamo la curva e cogliamo l’occasione. E poi riprendiamo ad andare avanti. Come fatto con il Demanio, con la Curia, con il ministero, con il Pinqua. Noi dove potremo collaborare e intercettare fondi ci saremo. E lo faremo dialogando con gli altri Comuni: ci siamo riusciti con il ponte verso Marina Palmense, lo abbiamo fatto a Campiglione, lo faremo con il ponte che collegherà Porto Sant’Elpidio a Paludi”.

Non guarda al passato, ma rivendica quanto fatto: “Fermo ha un’agenda ricca e delineata, dettata da Iti Urbano e Pnrr. Fino a dicembre, almeno. E noi siamo pronti, sappiamo cosa fare. Abbiamo tante sfide, ma questa sera è anche un’ora di festa, dopo un lungo percorso impegnativo”.

Beve, incassa un altro applauso e sottolinea una sua peculiarità: “L’empatia tra la gente. Penso a Calcinaro che affronta la sfida e stravince. Noi abbiamo continuato ad amministrare con coraggio e impegno. Se ho un pregio è la mia solarità. Di certo la mia delega alle politiche giovanili e sport mi ha fatto sentire la città vicina. La maggioranza e tanti amici fermani mi hanno detto: ‘Andiamo insieme, facciamolo’. È nato così lo zoccolo duro che non voleva disperdere il lavoro degli ultimi dieci anni”.

Cinque liste civiche, lo sottolinea più volte: “Abbiamo perso FM nel nome, ma nella sostanza e nella qualità è qui con noi. Abbiamo perso La città che Vogliamo. Eppure, quello che era un laboratorio oggi è una base solida, che in 40 giorni ha saputo creare due nuove liste, al fianco di Piazza Pulita, Non mi fermo e Fermo Forte: Insieme per Fermo e Per la nostra città. Con questa forza ci giochiamo le nostre carte, dopo una campagna elettorale vera, trasparente, con un programma scritto a più mani, anche da chi non si candida ma ci è vicino, come Silvia Remoli, Ingrid Luciani, Sara Pistolesi e tanti altri”.

Il suo è “un contenitore che sa coinvolgere giovani e figure nuove. Abbiamo uno spaccato di società fermana amplissimo: siamo belli, ricordiamocelo tutti”.

Non una campagna elettorale semplice: “All’inizio è stata molto difficile, abbiamo dovuto darci anche dei limiti geopolitici. Ma una volta scesi in strada, quando la gente ti cerca con lo sguardo, diventa più facile. Un affetto che ho trovato da subito e da cui ho preso forza. Mi sono sentito sicuro di parlare ed è stato bello. L’unica persona che meritava di esserci è mio padre, Mario Scarfini. Ma è come se fosse stato con me. Questa sarebbe stata la sua campagna elettorale, Mario c’è”. Si commuove, ma non si può fermare.

“Questo affetto c’è perché qui parliamo di persone vere, cresciute a Fermo, che hanno imparato a prendersi cura della comunità e della città. Un sogno che ho realizzato è quello di vivere qui, farmi una famiglia. Ho conosciuto i 124 chilometri della mia città, ho creato un bagaglio tecnico, avendo anche gestito il bilancio, che mi ha arricchito. Sarò il punto apicale di una squadra che ha tanto da dare”.

Ed ecco la chiusura: “Ci siamo. Domani silenzio elettorale, poi si vota fino alle 15 di lunedì. Domenica vorrei andare a vedere la Fermana, non facile ma l’amore per la squadra mi vuole lì. E poi lunedì pomeriggio apriremo le buste e vedremo il risultato e staremo insieme a parlarne. Andrà bene, perché ci siamo impegnati tantissimo e abbiamo parlato di quello che vogliamo per la città. Un percorso davvero bello, vi abbraccio tutti”.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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