
FERMO – La Zona economica speciale, gli investimenti nelle Marche, il caso Electrolux ma anche il sostegno politico al candidato sindaco del centrodestra. È stata una giornata tutta fermana quella del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche per il Sud Luigi Sbarra, arrivato in città per sostenere la candidatura di Leonardo Tosoni alle prossime elezioni amministrative.
Ad accoglierlo il gotha di Fratelli d’Italia, dal capogruppo in regione Andrea Putzu alla senatrice Elena Leoanrdi per arrivare al commissario alla ricostruzione Guido Castelli. "Ulteriore conferma del fatto che il Governo è vicino a Fermo"
Insieme con lui anche il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano, che ha ribadito il valore strategico della Zes unica e l’importanza dell’estensione anche alle Marche e all’Umbria. “Non era semplice ottenere l’estensione della Zes a Marche e Umbria – ha sottolineato – ma oggi questo modello viene guardato con interesse da tutti e rappresenta una leva fondamentale per la crescita del Paese”.
Ricorda Putzu che “la Zes era nata peer il sud. Ne abbiamo iniziato a parlare con la Albano quando è diventata sottosegretario, il Governo ha avuto coraggio e non l’ha fatto per le elezioni regionali, ma per dare risposte alle imrpese e quindi alle persone”.
Albano ha definito la Zes unica del Mezzogiorno “il modello dal quale ripartire”, parlando di “un nuovo modo di ragionare e vedere la crescita”. Poi i numeri messi sul tavolo dal Governo: “Nella legge di stabilità 2026 sono previsti 2,3 miliardi per la Zes, il valore più alto di sempre. A questi si aggiungono un miliardo nel 2027 e 780 milioni nel 2028, garantendo continuità nel prossimo triennio”.
Il sottosegretario ha snocciolato gli effetti economici già registrati: “Dal 2019 al 2026 il Pil del Sud è cresciuto del 7,7%. Tra il 2025 e il 2026 gli investimenti hanno raggiunto quota 20 miliardi: 7,7 miliardi attraverso autorizzazioni uniche e 13,4 miliardi tramite credito d’imposta. Si parla inoltre di 50 miliardi di indotto e di oltre 70mila posti di lavoro creati grazie agli interventi sulla Zes”.
Secondo Albano, anche nelle Marche si iniziano a vedere risultati importanti “in un periodo molto breve”, all’interno di una strategia industriale che punta a rafforzare il sistema produttivo nazionale. “La questione meridionale sta diventando una locomotiva – ha aggiunto – grazie ad una strategia industriale complessa e articolata voluta dal Governo, che parla il linguaggio della stabilità e consente finalmente di ragionare nel medio e lungo periodo”.
L’ospite era proprio Sbarra ha invece affrontato diversi temi legati allo sviluppo economico e industriale, soffermandosi soprattutto sulle opportunità offerte dalla Zes Unica e sulle prospettive per il territorio marchigiano. Il sottosegretario ha annunciato che nel 2027 si aprirà con la Commissione Europea la trattativa per l’aggiornamento della Carta degli aiuti a finalità regionale, con l’obiettivo di ampliare le aree beneficiarie degli incentivi.



“È un obiettivo molto atteso nelle Marche e in altre regioni anche del Mezzogiorno – ha spiegato – perché dopo tanti anni si può rinegoziare un’intesa che allarghi il più possibile il sostegno a territori che stanno vivendo processi di impoverimento industriale e produttivo e che devono essere aiutati a ripartire”.
Sbarra ha poi rivendicato l’impegno economico del Governo sulla Zes Unica, definendola una vera strategia di politica industriale. “Per il 2026 sono stati messi a disposizione 2,3 miliardi di euro, le risorse più alte di sempre” ha sottolineato, ricordando però che il quadro definitivo dipenderà dal “tiraggio effettivo della misura”, che sarà valutato a fine anno.
Il sottosegretario ha evidenziato anche la scelta di programmare risorse su più annualità: “Con la legge di stabilità superiamo la logica dello stanziamento anno per anno e programmiamo finanziamenti fino al 2028 con 4 miliardi e 50 milioni, cifra destinata ad aumentare ulteriormente nelle prossime manovre”.
Nelle Marche, intanto, qualcosa si sta già muovendo. Da gennaio, ha spiegato Sbarra, alla Struttura di Missione Zes Unica sono arrivate 26 richieste di interventi e investimenti provenienti dalla regione. “Le iniziative che stiamo promuovendo sul territorio servono anche a sensibilizzare istituzioni, associazioni datoriali e sindacali su una misura che, dove è stata applicata, ha dimostrato risultati concreti”.
Inevitabile anche un passaggio sul caso Electrolux e sulla prospettata chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi con il trasferimento della produzione in Polonia, dove vige una zona speciale per tutto il Paese. “Il governo considera inaccettabile e irricevibile il piano industriale presentato dall’azienda – ha dichiarato – e chiediamo che venga ritirato e rinegoziato. Il nostro interesse è garantire continuità produttiva e salvaguardare tutti i posti di lavoro”.
Sbarra ha infine ricordato come l’Italia sia arrivata “tardi” sul tema delle Zes rispetto ad altri Paesi europei, criticando il modello iniziale introdotto nel 2017 e rivendicando invece la riforma voluta dal Governo Meloni nel 2023: “Oggi viviamo una stagione diversa, di protagonismo e di successo” ha concluso dialogando con l’economista Marco Marcatili, ex volto di Nomisma oggi a Lombardini 22.
Raffaele Vitali
