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Sicurezza e giovani, Molteni a Tosoni: “Fare il sindaco è una missione. Anche a Fermo nuovi agenti”

19 Maggio 2026

FERMO – Sicurezza, organici, videosorveglianza e riqualificazione urbana. Ma anche un messaggio politico chiaro agli alleati del centrodestra. È stato questo il filo conduttore dell’incontro che ha visto protagonista a Fermo il sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni, arrivato in città per sostenere la candidatura di Leonardo Tosoni.

Fare politica da giovani, mettersi in gioco per il proprio territorio, scegliere l’impegno amministrativo come servizio. È partito da qui l’intervento del sottosegretario al Ministero dell’Interno Nicola Molteni, arrivato a Fermo per sostenere la candidatura di Leonardo Tosoni. Un incontro incentrato sulla sicurezza, ma che ha avuto come filo conduttore proprio il ruolo delle nuove generazioni in politica.

“A 30 anni si è giovani per fare il sindaco? Io ho iniziato a 18 anni come consigliere comunale e per oltre vent’anni ho fatto l’amministratore locale” ha ricordato Molteni. “La politica vera nasce dal territorio. Leonardo Tosoni si è messo in discussione caricandosi sulle spalle una coalizione e una città importante come Fermo. Quello che ha scelto di fare è quanto di più bello: un manifesto per i giovani e per la città”.

Parole che diventano quasi una investitura politica per il candidato del centrodestra, accolte con convinzione dalla platea. “Oggi fare il sindaco è una missione” ha aggiunto Molteni. “Servono coraggio, disponibilità e capacità di ascolto. Ma il Governo e il Ministero dell’Interno saranno sempre al fianco degli amministratori locali, a prescindere dal colore politico”.

Ad aprire l’incontro è stato Mauro Lucentini, che ha subito evidenziato l’assenza di Forza Italia: “Fermo, nello scacchiere del centrodestra, rappresenta un’anomalia. Lo si vede anche dai simboli: ci sono tutti tranne uno”.

Poi il sostegno pieno a Tosoni: “Siamo al fianco di un giovane adulto, una persona competente che fa politica da quando era ragazzino e che oggi, tra i quattro candidati, è quello che fa la differenza”.

Sulla stessa linea Giorgia Latini: “Molteni è venuto più volte nelle Marche, è attento al nostro territorio e si occupa di sicurezza senza sosta. Per noi è un riferimento. Come lo è diventato, giorno dopo giorno, Leonardo Tosoni per Fermo e per il centrodestra”.

Arrivato con qualche minuto di ritardo, Tosoni ha scherzato: “Per uno di destra è ancora più grave, perché il rispetto per le istituzioni è fondamentale”. Poi è entrato nel merito dei temi cittadini: “Serve rimettere in organico la polizia locale, predisporre corsi per la gestione dei conflitti, intensificare i rapporti con il Ministero dell’Interno, aumentare la videosorveglianza. A questo aggiungiamo un piano per creare una città più bella e illuminata”.

Il sottosegretario Molteni ha raccolto gli spunti rilanciando il ruolo degli amministratori locali: “Fare il sindaco oggi è una missione. Ma il Governo è al fianco degli amministratori locali, a prescindere dal colore politico. E ancora di più lo è il Viminale”.

Il leghista ha rivendicato il lavoro del Governo sul fronte sicurezza e forze dell’ordine: “La sinistra ha bloccato il turnover, ha tagliato 25mila unità con la legge Madia e chiuso scuole di polizia. Noi stiamo ribaltando quell’impostazione. Per la sinistra la sicurezza è un costo, per noi è un investimento”.

Quindi i numeri: “Abbiamo assunto 42.500 uomini e donne delle forze dell’ordine in tre anni, circa 13mila l’anno. Solo nella Polizia di Stato sono 6mila. Tra luglio e agosto arriveranno altri 3.500 allievi agenti sul territorio. Garantiamo il turnover e anche assunzioni extra”.

Sicurezza significa anche sviluppo economico: “Turisti e investimenti arrivano se un territorio è sicuro. Basta ideologia, serve pragmatismo”. Da qui il richiamo agli alleati assenti: “Chi non c’è sbaglia. L’elettore di centrodestra vuole unità”.

Ampio spazio anche al tema delle baby gang e della criminalità minorile che preoccupano più di altro il territorio. “I reati commessi da minori sono circa 40mila, il 25% delle rapine viene fatto da minori e nella metà dei casi con l’uso del coltello. È un fenomeno che riguarda soprattutto le medie città come Fermo, Como o Cantù”. Da qui la difesa del decreto sicurezza: “È tutto fuorché liberticida. Abbiamo investito sulle misure di prevenzione, dai Daspo agli ammonimenti, fino alla responsabilizzazione delle famiglie”.

Sul fronte locale, Lucentini ha richiamato l’attenzione sulle criticità di Lido Tre Archi e della costa fermana, “ne parliamo spesso con il capogruppo di FdI Andrea Putzu”, auspicando una maggiore collaborazione interforze. Molteni ha confermato il lavoro in corso e ha promesso che se necessario, arriveranno nuovi agenti, dopo un confrotno con i vertici istituzionali: “La legge sulla polizia locale è ferma al 1986. Servono più tutele, più formazione, bodycam, accesso alle banche dati e maggiore coordinamento tra i corpi”.

r.vit.

Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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