
di Raffaele Vitali
FERMO – L’ultimo comizio, l’ultimo incontro: Angelica Malvatani sceglie piazzale Azzolino per chiudere la campagna elettorale. Sul palco, insieme a lei, tutti i rappresentanti della coalizione di centrosinistra e due ospiti d’eccezione, Michele Caporossi e Matteo Ricci.
“La gentilezza è una virtù combattiva, si affronta il conflitto uscendo dalla prigione dell’ego”. Fa sue le parole di Carofiglio la candidata sindaca. “È questa la strada giusta, questa è la mia bussola, è il mio modo di essere, andiamo vanti così”.
Ad aprire la serata è Maurizio Blasi, che rivendica il lavoro fatto dal gruppo: “Questo gruppo va d’accordo. E ora sulle vostre spalle, in primis sulle tue Angelica, c’è l’attesa di migliaia di fermani che chiedono una svolta per la città. Ho letto il vostro programma e quella svolta c’è. Ma bisogna capire anche il contesto in cui siamo. Tra marzo e aprile si voterà per le Politiche, si sceglierà il nuovo Parlamento che eleggerà il presidente della Repubblica. Fermo deve decidere se essere un paesetto sperduto o un capoluogo di provincia”.
Blasi respinge poi il tema del voto disgiunto: “Sono tutte sciocchezze da paesello. Qui vince Malvatani e vince per tutti. Non è tempo di furberie. Meglio per tutti che vinca Angelica e il progetto che ha unito il campo largo”. E conclude: “Portiamo tutto il nostro pacchetto di mischia al ballottaggio e poi andremo a prenderci il governo di questa città”.
GLI ALLEATI
Dal palco intervengono anche gli alleati. Licio Livini, per Progetto Progressista: “Abbiamo messo molto futuro nel nostro programma. Abbiamo incontrato tante persone e condiviso con la gente un sogno lucido”.
Nicola Pascucci, della lista La città che vogliamo: “Già nel nome siamo plurali. Abbiamo fatto ripartire insieme il centrosinistra, uniti sui diritti e sull’antifascismo. Grazie ad Angelica abbiamo ricostruito un percorso e da qui ripartiremo”.
Per Alleanza Verdi Sinistra parla Peppino Buondonno: “È stata capace, nonostante tante provocazioni, di restare sui contenuti e di parlare con i cittadini. Ha un amore profondo per Fermo. Il falso civismo ha fatto molti danni, è ora che torni la politica fatta tra le persone”.
Stefano Fortuna, Movimento 5 Stelle, sottolinea invece il valore politico dell’alleanza: “Noi siamo qui perché condividiamo contenuti e temi. Questa coalizione non vale solo per la città, ma può essere un orizzonte anche per il Paese”.
Sandro Vallasciani e Dorotea Vitali, per il Partito Democratico, insistono sul lavoro unitario fatto negli ultimi mesi: “Questo è un gruppo che non ha pettinato le bambole. Abbiamo costruito insieme la candidatura unitaria. In questa città avevamo presentato la proposta del salario minimo comunale, bocciata dai civici di Calcinaro insieme a Fratelli d’Italia e Lega. Oggi siamo noi contro tre destre”.
CAPOROSSI E RICCI
Poi gli interventi degli ospiti. Michele Caporossi elogia la candidata: “Angelica Malvatani, scegliendo di incontrare tutti, ha saputo avvicinare le persone e unire sensibilità differenti grazie a un fattore comune: la cultura di governo. Malvatani ha un progetto, gli altri fanno propaganda”.
A chiudere gli interventi politici è Matteo Ricci, voluto personalmente dalla candidata: “Rivedo Angelica e penso che dobbiamo solo ringraziarla per una battaglia che all’inizio sembrava impossibile e che ogni giorno si avvicina alla vittoria”.
L’europarlamentare torna sui temi identitari del centrosinistra: “I candidati rappresentano non solo liste, ma un campo di valori. Diffidate da quelli che dicono di non essere né di destra né di sinistra: quasi sempre sono di destra. A livello locale si scelgono persone e programmi e anche in questo Angelica è stata brava”.
Ricci attacca poi il governo regionale e nazionale, parlando di sanità e caro carburanti: “I marchigiani sono stati ingannati, a cominciare dalla sanità. E anche sulla filiera economica, che oggi ha reso un pieno dell’auto sempre più caro”.
Dal palco arriva anche un duro richiamo contro il voto disgiunto: “Non parlatemi del voto disgiunto. È una porcheria e quasi sempre viene sbagliato”. E ancora: “Si chiude una campagna elettorale troppo testosteronica. Non ci serve sapere chi ce l’ha più lungo. Fermo merita un’amministrazione che, dopo anni di personalismi e scontri, sappia riappacificare la città. Questo è il compito di Angelica, con la sua mitezza e il suo tono”.






Ricci affronta infine il tema degli attacchi subiti dalla candidata: “Fermo merita una sindaca donna. Se non lo fosse stata, avrebbe ricevuto tutti questi attacchi scellerati e indecenti? Io penso di no. Lei fa paura perché rompe gli schemi”.
IL MALVATANI PENSIERO
Chiude la serata Angelica Malvatani, al termine di una lunga campagna fatta di incontri e ascolto diretto. “Girando senza sosta ho capito che tante persone si sentono sole e spesso non sanno a chi chiedere aiuto. C’è bisogno di una politica presente, che conosca davvero la vita delle persone e che non sia indifferente”.
La candidata del centrosinistra parla di una città che chiede marciapiedi, servizi, spazi di socialità e partecipazione reale: “I fermani vogliono essere coinvolti nei grandi progetti della città, vogliono discutere e condividere le decisioni, non trovarsi un pacchetto pronto come per il Girfalco”.
Malvatani rivendica anche l’identità politica della coalizione, richiamando antifascismo, solidarietà e diritti. Un percorso iniziato simbolicamente a Caldarette Ete, “luogo della memoria della strage nazifascista dei fratelli Fortuna e del piccolo Giovanni Protasi, che aveva sei anni. Un sangue che pesa ancora oggi. Servono monumento e moria, serve ricordare che il 25 aprile è un giorno di memoria. E che non è un giorno scomodo, noi ci stiamo comodi comodi”.
Nel suo intervento trovano spazio anche le storie raccolte durante la campagna: malati oncologici alle prese con liste d’attesa infinite, famiglie in cerca di farmaci salvavita, anziani lasciati soli davanti ai problemi della sanità. “Sono difficoltà che da soli non si superano e che insieme pesano meno”.
Non manca il riferimento agli attacchi ricevuti sui social, definiti “violenti e sessisti”, per i quali annuncia denunce già avviate: “Abbiamo scelto di raccontare una storia diversa, senza urlare e senza alimentare odio. Anche se abbiamo incontrato la rabbia, anche quella sociale. Non è stato facile, ma poi abbiamo superato le lacrime e abbiamo ripreso a camminare. Perché avevo la forza di ogni donna che ho portato con me. Siccome speriamo che non succeda mai più, denunceremo e quello che avremo lo destineremo proprio a progetti contro la violenza sulle donne”.
Al centro del progetto politico c’è l’idea di una “Nuova Fermo”, più partecipata e inclusiva, con attenzione ai giovani, al lavoro di qualità, alla mobilità, alla sanità pubblica e alle periferie. Un modello che, spiega la candidata, parte dal coinvolgimento delle associazioni, del terzo settore, dei centri sociali e delle contrade.
“Ci passa la vita delle persone tra le mani, noi dobbiamo trovare le risposte alla vita di tutti i giorni, non solo fermarci ai grandi progetti. Ieri a Lido Tre Archi c’è un locale vuoto, gestito dalle cooperative, e hanno chiesto cosa volevano: libri, divano, spazi per stare insieme in cui fare laboratori. Quello è il metodo di lavoro, prima di decidere, parliamo con i protagonisti, in testa i ragazzi. Creeremo un consiglio comunale ombra, non solo un tavolo dove ritrovarsi ogni tanto”.
Infine il ringraziamento ai volontari, ai candidati e ai sostenitori che hanno accompagnato il percorso elettorale: “Abbiamo seminato idee, relazioni e speranze. Ai fermani chiediamo un ultimo sforzo: andiamo a vincere”. Per poi ritrovarsi da lunedì sera per preparare "l'uno contro una, perché così andrà" sorride Ricci.
