
*Un appuntamento importante, che abbiamo voluto promuovere in vista delle prossime elezioni amministrative della Città di Fermo, con uno spirito chiaro: offrire uno spazio di confronto serio, concreto e trasparente tra le organizzazioni sindacali e chi si candida ad amministrare questa comunità.
Non è un confronto rituale, né un passaggio formale. È, al contrario, un momento in cui chiediamo alle candidate ed ai candidati di assumersi responsabilità precise su temi che incidono direttamente sulla qualità della vita delle persone, sul lavoro, sulle prospettive di sviluppo e sulla coesione sociale del nostro territorio.
Partiamo da un presupposto: Fermo è una città con grandi potenzialità, ma anche con fragilità evidenti. La crisi economica degli ultimi anni ha lasciato segni profondi, il tessuto produttivo è cambiato, molte famiglie fanno fatica e crescono le disuguaglianze. Purtroppo le prospettive non sono delle migliori, anzi, le nuove tensioni internazionali, guerre, caro energia, dazi hanno fatto esplodere le richieste di ammortizzatori sociali con l’effetto diretto dell’ulteriore riduzione della capacità di spesa per le famiglie. In questo contesto, il ruolo dell’amministrazione comunale è decisivo.
Il primo tema che vogliamo porre riguarda la salute e il sistema socio-sanitario. Siamo di fronte a un passaggio cruciale: la realizzazione del nuovo ospedale di Campiglione. Un’opportunità importante, ma anche una sfida complessa. Chiediamo ai candidati: come intendete garantire, nel rapporto con la Regione Marche e con l’Ast, che questo investimento migliori realmente l’accesso alle cure per tutti i cittadini? Come pensate di rafforzare la sanità territoriale, i servizi di prossimità, la medicina preventiva? E soprattutto: quale sarà il futuro dell’ospedale Murri?
Quella struttura, una volta trasferite le attività nel nuovo ospedale, non può diventare un contenitore vuoto. Da quella scelta dipende una parte significativa del futuro della città, non solo in termini sanitari ma anche urbanistici, sociali ed economici. Vi chiediamo una visione chiara: come intendete riutilizzare quell’area? Con quali funzioni? Con quali tempi? E con quale coinvolgimento della comunità?
Accanto alla salute, c’è il tema del sociale. Le fragilità sono aumentate: anziani soli, famiglie in difficoltà, nuove povertà. I servizi sociali sono spesso sotto pressione, con risorse limitate e bisogni crescenti. Qual è la vostra idea di welfare locale? Come intendete sostenere le fasce più deboli della popolazione? E quale ruolo attribuite alla collaborazione con il terzo settore e con le parti sociali?
Il tema del lavoro è centrale. Non basta parlare di occupazione in termini quantitativi: serve lavoro stabile, dignitoso, sicuro. Il nostro territorio ha conosciuto crisi aziendali, ristrutturazioni, precarietà diffusa, soprattutto tra i giovani. Chiediamo ai candidati: quali politiche intendete promuovere per sostenere il lavoro di qualità? Come pensate di attrarre investimenti, sostenere le imprese, ma anche tutelare i diritti dei lavoratori?
Questo si collega direttamente al tema dello sviluppo. Quale modello di sviluppo immaginate per Fermo? Un modello che punti solo sulla crescita economica o uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare economia, ambiente e coesione sociale? Qual è la vostra strategia per valorizzare le vocazioni del territorio, dall’artigianato al turismo, dall’innovazione alla formazione?
E parlando di formazione, non possiamo non affrontare il tema dei giovani. Fermo conta oltre mille studenti universitari. Un patrimonio importante, che però rischia di essere poco integrato nella vita della città. Troppi giovani, una volta terminati gli studi, scelgono di andare altrove. Non possiamo rassegnarci a questo fenomeno.
Vi chiediamo: quali politiche intendete mettere in campo per rendere Fermo una città più attrattiva per i giovani? Quali investimenti sugli spazi di aggregazione, sulla cultura, sull’innovazione? Come pensate di favorire l’incontro tra formazione e lavoro?
Collegato a questo c’è il tema della casa. L’accesso all’abitazione è sempre più difficile, soprattutto per i giovani e per le fasce più fragili della popolazione. Affitti alti, poche soluzioni accessibili, edilizia residenziale pubblica insufficiente. Quali strumenti intendete utilizzare per affrontare questa emergenza? Avete una strategia per l’housing sociale, per il recupero del patrimonio esistente, per sostenere chi è in difficoltà?
Un altro nodo fondamentale è quello del trasporto pubblico locale e della mobilità sostenibile. Il collegamento con il nuovo ospedale di Campiglione sarà un banco di prova importante. Ma non riguarda solo l’ospedale: riguarda l’intera organizzazione della mobilità urbana ed extraurbana.
Chiediamo: come intendete migliorare il trasporto pubblico? Quali investimenti sulla mobilità sostenibile, sulle piste ciclabili, sull’integrazione tra diversi mezzi di trasporto? Come garantire accessibilità per tutti, in particolare per anziani, studenti e lavoratori?
Non possiamo poi trascurare il tema dei rifiuti e della gestione ambientale. La transizione ecologica non è uno slogan, ma una necessità. Qual è la vostra posizione sulla gestione dei rifiuti? Come intendete migliorare la raccolta differenziata, ridurre la produzione di rifiuti, promuovere comportamenti sostenibili?
A questo punto vogliamo aggiungere un elemento che riteniamo strategico e che riguarda il ruolo di Fermo come città capoluogo di provincia.
Negli ultimi anni, questo ruolo non sempre è stato percepito come tale né dalle parti sociali né dai cittadini. Eppure, essere capoluogo significa avere una responsabilità in più: quella di guidare, coordinare, costruire visione per l’intero territorio provinciale.
Vi chiediamo: come intendete rafforzare questo ruolo? Come pensate di costruire un rapporto più solido e collaborativo con gli altri Comuni del territorio?
C’è un tema concreto: l’aggregazione e la gestione associata dei servizi. In un contesto di risorse limitate, nessun Comune può pensare di farcela da solo. Serve superare logiche di campanile e costruire una rete, una visione d’insieme della provincia. Quali strumenti intendete utilizzare per favorire questo processo? Quali ambiti ritenete prioritari: servizi sociali, trasporti, pianificazione territoriale?
Tutti questi temi si intrecciano con una questione di fondo: la capacità di affrontare la crisi economica con strumenti adeguati e con una visione di lungo periodo. Non bastano interventi tampone. Servono politiche strutturali, coordinate, partecipate.
E qui arriviamo all’ultimo punto, che per noi è fondamentale: il dialogo e il confronto con le parti sociali. CGIL, CISL e UIL non chiedono un ruolo formale, né incontri di facciata. Chiedono un confronto vero, continuo, basato sul merito delle questioni. La partecipazione è un valore, non un ostacolo.
Vi chiediamo quindi un impegno chiaro: siete disponibili a costruire un metodo di lavoro fondato sul dialogo? A condividere scelte strategiche, ad ascoltare le rappresentanze del lavoro, a coinvolgere i corpi intermedi nelle decisioni che riguardano la comunità?
Chiudo con una riflessione che vuole essere anche un auspicio.
Vorremmo vivere in una città in cui non sia considerato straordinario inaugurare una strada asfaltata o una rotatoria. Sono opere utili, certo, ma non possono essere il simbolo del progresso.
Vorremmo che fosse straordinaria, invece, l’inaugurazione di un asilo nido pubblico, che consenta alle donne di conciliare tempi di vita e di lavoro, senza essere costrette a scegliere tra maternità e occupazione.
Vorremmo che fosse straordinaria l’apertura di una mensa interaziendale, che migliori la qualità della vita dei lavoratori.
Vorremmo che fosse straordinaria la nascita di un luogo di aggregazione per i giovani e per anziani, uno spazio vivo, inclusivo, capace di offrire opportunità, relazioni, futuro. Perché è lì che si misura la qualità di una comunità. È lì che si costruisce il domani.
I giovani non sono un problema da gestire, ma una risorsa da valorizzare. E non possiamo accettare che continuino a lasciare le nostre città per cercare altrove ciò che qui non trovano.
Questo è il senso dell’incontro di oggi: mettere al centro le persone, il lavoro, i diritti, il futuro. A voi, candidate e candidati, chiediamo risposte chiare, impegni concreti e una visione all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte.
*I segretari di Cgil, Cisl e Uil
