
PESARO – Dalle stelle alle stalle, in un attimo. In questo Pesaro ha una capacità quasi unica. Chi sceglie di giocare, allenare o ricoprire ruoli dirigenziali in casa Victoria Libertas, sulla carta lo sa. Ma poi, la realtà presenta un conto che è troppo alto.
Dopo la debacle playoff, arrivata dopo aver perso la promozione diretta a due giornate dalla fine della stagione regolare, la VL si ritrova senza presidente. Il numero uno, Andrea Valli, ha infatti annunciato le sue dimissioni. E questo dopo soli due anni, che per le dinamiche, e gli sforzi economici, sono sembrati a tutti molto più lunghi.
Valli è stato un presidente operativo, per alcuni anche troppo, vedi le firme di rinnovo anticipate a fine estate 2025 sapendo che sarebbe arrivato un nuovo amministratore delegato. Ma di certo un presidente appassionato che ha messo anche tante risorse personali nel progetto. Incluse quelle che hanno permesso alla squadra di essere iscritta e di poter poi giocare una grande stagione.
Oggi se ne va e, tra le sue dichiarazioni, anche per essere stato accusato di non voler andare in A. Questa leggenda, che si è consolidata approfittando della passione che caratterizza il popolo biancorosso, ha reso l’uscita al primo turno dei playoff l’epilogo di un disegno già scritto.
Valli questo non lo poteva accettare. Ma c’è anche altro. Gli era stato promesso un super consorzio, ovvero che un paio degli imprenditori attualmente parte del gruppo avrebbero aumentato, e di tanto, il proprio peso interno. Sempre in attesa di un main sponsor.
Promesse disattese, amarezza per il risultato mancato, critiche e illazioni: già fare il presidente della VL a Pesaro è complesso, se uno perde anche il minimo di ritorno di immagine e la gratifica personale, allora restare sarebbe solo masochismo.

Il presidente del consorzio, Franco Arceci, prova ad abbassare i toni: “Quando Valli ha accettato l’incarico su proposta del Consorzio Pesaro Basket la situazione era molto difficile, mancava una governance e la continuità sportiva era a rischio. Andrea ha lavorato con determinazione per rimettere in ordine la struttura, chiudendo le società collegate e per costruire le basi organizzative su cui stiamo lavorando oggi”.
Non era stato facile convincere Valli, perché il carico era pesante. Come non sarà facile ora trovare un nuovo presidente - con i soldi e non di facciata è quanto emerge -, il mese di giugno servirà proprio a questo. Nel mentre, però, non è che la società è allo sbando, tutt’altro.
Perché Valli resta operativo e perché ci sono il consorzio e soprattutto l’AD. “Valli – spiega Arceci – resta consorziato, tifoso e parte attiva degli organismi societari. Il suo non è un addio, è un passaggio. Nel mentre siamo al lavoro per programmare la nuova stagione e la costruzione della squadra proseguiranno regolarmente”.
Non solo, Arceci aggiunge: “La società è in ottime mani con l’attuale Cda e con l’Ad Alessandro Dalla Salda, che ha già dimostrato in questa prima stagione il suo valore”. Ultime righe che sono un chiaro messaggio alla piazza, che richiama quello che anche l’amministratore delegato ribadisce spesso: prima si salva la società, poi si parla di contratti e firme.
L’ultima cosa che nelle prossime settimane serve a una società che ha un enorme bisogno di buona visibilità è costruire questa narrazione tossica tra coach e Ad. Resta Leka o resta Dalla Salda? Il tema non è questo, anche se appassiona chi ama il dialetto pesarese più di quello emiliano.
L’AD ha promesso un piano triennale pochi mesi fa, suo compito è chiarire come lo porterà avanti, con quali risorse, con quale prospettiva. Poi, con chi si vedrà dopo un’analisi a mentre fredda dei risultati. Che sono stati superiori in base al piano inziale, ma che sono diventati inferiori rispetto al percorso fatto. Quindi, bene o male? È compito della società deciderlo.
Raffaele Vitali
