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Tutto o niente non funziona mai

24 Aprile 2021

E così si torna in giallo. Il che significa che ci si può spostare liberamente tra Comuni, addirittura si può uscire dalle Marche, se i vicini saranno dello stesso colore. Ma non solo, si può mangiare fuori, a pranzo e cena. Fuori nel vero senso della parola, visto che le strutture dovranno avere tre lati su quattro aperti per poter essere usate. Non solo, scuola in presenza al 70% alle Superiori. Eppure, non basta.

C’è un grande ostacolo: il coprifuoco alle 22. Come se con la temperatura che in media la sera viaggia tra i 12 e i 15 gradi folle di persone vogliono passare ore sedute a mangiare. Tutti che citano esperti a destra e sinistra, che fanno comodo quando dicono “che il virus non guarda l’orario”, ma sono nemici quando ribadiscono “che bisogna controllare e mantenere mascherine e distanze”.

La peggior politica entra in azione in questi momenti, facendo leva sulla disperazione di alcuni. Di alcuni, va ribadito. Perché sarebbe interessante chiedere cosa ne pensano delle regole più morbide infermieri e medici, gli eroi. Quelli che stanno lavorando ininterrottamente da un anno e mezzo, senza ferie e senza riposi. Certo, con lo stipendio, ma sfido qualcuno a dire qualcosa in merito. Ogni giorno muoiono 3-400 persone, una decina fissa nelle Marche, ma in troppi lo dimenticano.

Il Governo ha scelto di riaprire, di dare segnali di speranza e ripresa. Ma non basta, vogliamo di più. Non credete a medici e legislatori, credete ai fatti: la Sardegna dopo il bianco senza limiti è finita in un rosso profondo. E ci resterà. Ma davvero i ristoratori si giocherebbero la fiche più pesante oggi, con 15 gradi, con il rischio di precipitare di nuovo tra venti giorni? Ripartire oggi, poi sta alla nostra capacità di rispettare le regole convincere Draghi ad allentare. E Draghi allenterà.

Ma il punto è uno: se ci saranno mai le 23 o la mezzanotte dipenderà da come reagiremo e i primi segnali non sono buoni. Folla al sud, folla al nord, cortei pronti al centro. E pensare che in Francia da settembre non si prende neppure un caffè e il coprifuoco è stato alle 18 fino a dieci giorni fa, quando Macron ha concesso le 19.

Sui social si protesta e ci si dice tutti al fianco dei ristoratori, chissà se sarà vero quando i comuni chiederanno di rinunciare al posto auto e proveranno a chiudere strade per dare spazi ai locali. Perché siamo tutti con tutti, fino a che non ci tocca direttamente.

direttore www.laprovinciadifermo.com - @raffaelevitali

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