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Ripartiti: sicurezza e bellezza contro la paura

18 Maggio 2020

Tra decreti, delibere, linee di indirizzo e scorciatoie, c’è una sola certezza: ci vuole pazienza. L’errore più grande che il Paese può commettere è quello di dare per scontato che come per magia tutto riparte.

Per sopravvivere alle prossime settimane, non giorni, la prima parola da eliminare dal proprio vocabolario sarà aspettativa. Non si può ragionare per abitudine e neppure per ‘ma prima del Covid’. Settanta giorni di lockdown hanno cambiato inevitabilmente le abitudini delle persone. Non solo, ne hanno cambiato anche la propensione a spendere.

Milioni di persone senza lavoro, milioni di perone, tutt’ora, senza cassa integrazione, milioni di persone che nel nido familiare hanno ritrovato sicurezza dovendo uscire ogni mattina per andare comunque in ufficio. A tutti questi guardano i negozianti, i baristi, i ristoratori. E a tutti questi le persone non sanno cosa rispondere.

Un po’ hanno paura, un po’ non hanno voglia di spendere, un po’ non sanno cosa si troveranno di fronte e soprattutto chi. Timori, esitazioni che, incredibilmente, nessuno ha avuto nell’entrare in una parrucchiera o nel prenotare la seduta dall’estetista.

Su questo quindi bisogna riflettere: per le necessità non ci sono esitazioni. Come rendere però una pizza, un piatto di carbonara, uno spaghetto pistacchi e acciughe necessario? Come un we magari in un B&B sui Sibillini o in un camping del Fermano?

La comunicazione giocherà un ruolo fondamentale. Vendere la sicurezza è la prima strada, ma non basterà. Perché sicura è anche la propria casa. E quindi servirà l’idea di bellezza, di diversità. Quella che tutti dovremo ritrovare in una nuova t-shirt come nel piatto dello chef a 20km da casa.

Ma per farlo serve tempo e soprattutto al titolare non serve raccontare che il primo giorno il bar ha fatto il 20% dell’incasso pre chiusura. È ovvio ed è un’immagine negativa e pessimistica. Meglio parlare del profumo del caffè, del cellophane da aprire per tirare fuori il maglioncino, del click sulla prenotazione, rigorosamente online di ristoranti o alberghi. È difficile, lo sconforto è grande ancora di più sapendo che servirà tempo e che le persone vanno attratte, non biasimate.

Non servono nuovi nemici, ce ne sono già due da battere: il coronavirus e la burocrazia. Non dimenticarlo per un po’ e provare a raccontare il bello sarebbe un inizio di ripresa.

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Raffaele Vitali - via Leopardi 10 - 61121 Pesaro (PU) - Cod.Fisc VTLRFL77B02L500Y - Testata giornalistica, aut. Trib.Fermo n.04/2010 del 05/08/2010
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