
PORTO SANT'ELPIDIO - Ha tentato di sfuggire al controllo della Polizia calandosi da un edificio abbandonato aggrappandosi ai cavi della corrente elettrica, per poi fuggire a piedi fino alla Strada Statale 16. L'inseguimento, condotto dagli agenti della Squadra Volante della Questura di Fermo, si è concluso con l'arresto del giovane, successivamente convalidato dall'autorità giudiziaria.
L'episodio è avvenuto a Porto Sant'Elpidio durante un ordinario servizio di controllo del territorio. Gli operatori della Polizia di Stato sono intervenuti dopo aver udito rumori sospetti provenire da un'abitazione in stato di abbandono.
Giunti sul posto, gli agenti hanno identificato un primo uomo nei pressi dell'immobile. Pochi istanti dopo hanno notato un secondo soggetto che, nel tentativo di evitare il controllo, stava scendendo dall'edificio aggrappandosi ai cavi della corrente elettrica.
Il giovane, un cittadino tunisino di circa vent'anni, alla vista dei poliziotti avrebbe opposto resistenza, dandosi alla fuga in direzione della Strada Statale 16. Ne è scaturito un inseguimento a piedi che si è concluso proprio lungo l'arteria, dove gli operatori sono riusciti a bloccarlo e ad arrestarlo.
L'uomo è stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali a pubblico ufficiale, reati previsti dagli articoli 337 e 583-quater del Codice Penale.
Nella giornata successiva il giudice ha convalidato l'arresto, disponendo nei confronti dell'indagato la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel Comune di Porto Sant'Elpidio e l'obbligo di presentazione quotidiana alla Polizia Giudiziaria.
L'intervento rientra nell'ambito delle attività di controllo del territorio svolte quotidianamente dalla Polizia di Stato, finalizzate a garantire la sicurezza dei cittadini e un presidio costante del territorio.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L'indagato deve ritenersi presunto innocente fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
